Produttori agricoli in lotta
Il settore è in crisi, i prodotti calano di prezzo, ma nei negozi non cambia nulla.
Prosegue la mobilitazione avviata da due settimane dalla Confederazione produttori agricoli (Copagri). Ieri a Modena in Emilia-Romagna, oggi a Bari in Puglia e domenica in Basilicata, i manifestanti vogliono porre “all’attenzione generale la grave crisi in atto, il crollo dei prezzi alla produzione, e sollecitare interventi istituzionali risolutivi” in vista del vertice agricolo europeo (5 ottobre) e l’esame della manovra finanziaria per il 2010.
In Emilia-Romagna – spiega Copagri – intere filiere produttive, dagli ortaggi alla frutta, dal latte ai cerali fino alla vitivinicoltura, che hanno da sempre una forte incidenza sull’economia regionale, sono oggi piegate dal crollo dei prezzi che, in diversi casi, ha toccato il meno 50 per cento.
“Tra i primi effetti vi è un consistente calo degli ordinativi diretti all’industria delle macchine agricole – ha aggiunto la Confederazione – e, quindi, l’estensione della crisi agricola all’intera filiera agroindustriale”.
Tra le richieste c’è, quindi, quella di dichiarare “stato di crisi del settore, una conseguente attenzione nella discussione sulla manovra finanziaria ed il ripristino del Fondo di Solidarietà Nazionale (Fsn)”.
A Bari, durante la mobilitazione prevista per oggi, saranno regalati ai cittadini latte e prodotti maggiormente rappresentativi dell’agricoltura pugliese. All’iniziativa interviene il presidente nazionale della Copagri, Franco Verrascina.
“La forbice tra prezzi all’origine ed al consumo – ha dichiarato Verrascina – continua ad allargarsi e prima o poi le conseguenze saranno gravi anche per i distributori”. Inoltre, “è in atto l’estirpazione di vigneti ed oliveti – ha sottolineato ancora il presidente Copagri – con ricavi surclassati dai costi, e la prospettiva è abbandono e desertificazione. Il problema, dunque, non riguarda solo gli agricoltori, ma l’intera società ”.
Copagri Puglia denuncia, intanto “la grave contrazione dei prezzi all’origine: grano duro a 19 euro al quintale; pomodoro a 6 centesimi al kg; olio extravergine d’oliva tra l’euro e 90 centesimi e i 2,50; vino a 45 centesimi al litro”. Il coordinatore della Copagri Puglia, Fabio Ingrosso, ha chiesto al presidente della Regione Vendola e all’assessore regionale Stefano di “essere al fianco degli agricoltori”.
Rimane ‘misterioso’ il perchè con delle così sensibili riduzioni dei costi delle materie prime, i prodotti lavorati, come pasta e vino, non accennino a diminuire di prezzo.


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