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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Premiata Osteria Italia

Autore: . Data: lunedì, 19 ottobre 2009Commenti (0)

La strada senza uscita è già imboccata. Adesso si tratta solo di aspettare lo schianto.

berlusconi-cornaE’ stato necessario molto tempo per distruggere il Paese e la nazione. Anni di malgoverno, di livellamenti culturali al ribasso, di dosi massicce di calciomania patriottica, di televisione d’accatto, di corruzione, sperperi e manovre poltiche demenziali, di ogni.

La situazione italiana è facile da descrivere con un esempio. E’ possibile mandare un allegro signore novantenne a correre i 100 metri piani alle Olimpiadi? E’ ovvio, no. Che si fa nel Belpaese? Ci si impegna nel cercare di cambiare le regole, nell’inventare strani sotterfugi, nel pianificare eleboratissime ed inconcludenti strategie. Il popolo esulta, l’allenatore si scalda, il governo e l’opposizione di fregano soddisfatti le mani. Salvo dimenticare che il giorno della gara nelle altre corsie i giamaicani ed i tedeschi, i francesi ed i russi, Trinidad e Stati Uniti del giochetto italiano se ne fregheranno, schierando ragazzi di vent’anni, alti due metri e con un fisico bestiale.

La Premiata Osteria Italia è questo, un luogo governato da azzeccagarbugli sostenuti da una parte di cittadini del tutto incapaci di discernere, in coma profondo, ignoranti ed acritici. Gli altri, quelli che pensano di opporsi sono altrettanto imbambolati, fermi ed incatenati an un masso di cemento armato immerso nel mare, vivi finchè avranno aria nei polmoni, ovvero per ancora qualche minuto. C’è anche una parte di esseri umani lucidi, ma sempre più invisibili, talmente lontani dall’autolesionismo nazionale da risultare incomprensibili.

Un altro esempio. Nella giornata di sabato alcune decine di migliaia di persone hanno raggiunto
Poi, finalmente il popolo italiano ci è riuscito. A quello di mussolinaia memoria, dei santi, navigatori e poeti, si è aggiunta la larga stirpe dei suicidi. Il Palazzo, con la complicità dei cittadini, si è trasformato in una osteria, la Premiata Osteria Italia, e non si intravedono chance di uscirne.

All’indomani della Liberazione, oppure il giorno della proclamazione della Repubblica, ma anche ai tempi del presidente Pertini, qualcuno avrebbe mai immaginato il presidente del Consiglio dire in una zona devastata da un terremoto: “Dai ragazzi, facciamo una cosa maliziosa e biricchina, facciamoci una foto con tutti che fanno le corna a tutti”. Oppure: “Ehi! Chi mi sta toccando il culo?”.

Invece è accaduto, con le benevole cronache della stampa, gli allegri sorrisi dei sostenitori del Cavaliere e la supponente alterigia dell’opposizione. I più ‘colti’, i ‘politici’ di serie A, pensano che queste uscite estemporanee siano solo la rappresentazione di una inadeguatezza, le esternazioni di una persona che viene dalla provincia, di un piccolo borghese arricchitosi troppo rapidamente. I più radicali lo descrivono come un uomo sospetto, pericoloso, non trasparente. E’ oeggio, molto peggio.

Non è solo lui il problema. Negli ultimi giorni l’accelerazione distruttiva della politica, di destra e di sinistra, ha raggiunto una velocità straordinaria. Gli analisti ed i critici, gli specialisti di retroscena ed i direttori di telegiornali sono alle prese con la minacciata riforma della giustizia, con la legge sulle intercettazioni, con le riforme istituzionali, con le primarie del Pd e chissà con quale altro improbabile pensiero laterale. Invece al centro della carreggiata c’è un masso enorme che impedisce di anadare avanti.
Roma per dire no al razzismo. Iniziativa encomiabile, manifestazione di democrazia, esempio di libertà e rispetto per i più deboli. Tuttavia, chi il venerdì precedente picchiava un congolese o un afgano, insultava un romanì o sfruttava un filippino ha continuato a farlo anche la domenica successiva.

Perchè se un tempo la cultura progressista era nell’anima di milioni di cittadini e si moltiplicava per strade ed aeroporti, giardini e scuole, andare a ‘farsi vedere’ nella capitale per mostrare la propria forza aveva un senso, cambiava le cose. Ai duecentomila in marcia andavano sommati i milioni rimasti a casa, impegnati nello stesso momento a parlare col vicino, con l’amico, con l’avversario. Era gente che la domenica andava casa per casa a vendere un giornale capace di raccontare altre cose o ‘impegnata’ per un giorno alla settimana ad organizzare una mostra fotografica nella speranza di spiegare a chi non ne sapeva nulla cosa fosse la guerra in Vietnam o semplicemente innamorata di un’idea, tanto da volerla condividere con altri.

Oggi una specie di compagnia di giro si trasporta per un paio di giorni al mese a Roma. Una volta contro il razzismo, un’altra per la libertà di inormazione, un’altra ancora per la scuola o contro il precariato. Alla fine, dopo qualche tempo se ne riconoscono le facce, come accade ai pendolari sul treno che li porta ogni giorno al lavoro.

E quando torrnano a casa restano li, soli, a parlare con se stessi, isolati tra folle in attesa di guardarsi ‘Amici’, ‘Uomini e donne’, Tg1, Tg2,Tg3, Tg4,Tg5,Studio Aperto o il Tg de ‘La7′, ‘C’è posta per te’ o ‘La prova del cuoco’, ansiosi di ricevere la quotidiana dose di scemenze di massa. Loro si allenano ad aspettare Santoro, leggono Travaglio, si deliziano con Dandini, ridono con Crozza, ma detestano Ballarò.

E’ quasi inutile ricordare i guai di questo Paese, quelli che tutti conoscono, tanto semplici quanto agghiaccianti. Il presidente del Consiglio parla di Ponte sullo Stretto e l’autostrada che porta a Reggio è così citata da Wikipedia: “Più di metà del tratto calabro della Salerno-Reggio Calabria è ridotta ad una corsia per senso di marcia, per la presenza di numerosi cantieri, e i limiti di velocità sono di 80 e anche 60 km/h. Inoltre, in una tratta di oltre quaranta chilometri (Cosenza – Spezzano Albanese) fu disposto il limite di velocità a 60 km/h in seguito a un provvedimento di sequestro giudiziario: secondo gli atti giudiziari i materiali utilizzati per la realizzazione dei manufatti e delle opere civili sarebbero di qualità scadente e non conformi ai capitolati d’appalto e determinerebbero dei rischi concreti per la viabilità (forse anche per infiltrazioni mafiose; il dissequestro avvenne nel 2005). L’evidente inadeguatezza della struttura la rende un fattore limitante della crescita per tutta la regione. Il costo per il completamento dei lavori necessari è stimato in 5,5 miliardi di euro, contro i 5 per l’eventuale ponte sullo Stretto”.

Ma non basta. Il ponte dovrebbe impegnare 5/6 miliardi di euro (quanti saranno alla fine?) per collegare Reggio Calabria con Messina. Ma le due città, a loro volta, sono quasi irragiungibili. Se si parte in treno da Roma, per arrivare nella città dello stretto, la distanza è di circa 700 chilometri, si impiegano dalle sette alle undici ore. Da Messina a Palermo, poi, per percorrere 230 chilometri, ci vogliono dalle tre ore e mazza alle quattro. Per Agrigento, 265 km, dalle 5 alle 6 ore e mezza. Se si decide di andare a Caltanissetta per 200 chilometri si impiegano dalle quattro ore e un quarto alle sei ore. Infine per Trapani si coprono i 350 chilometri di distanza in 7 ore cambiando tre treni, ma potrebbero esserne necessarie anche nove. Il tempo da dedicare poi ad un viaggio da Roma a Trapani va dalle 16 alle 24 ore.

E’ solo un esempio, le stesse assurdità si potrebbero dire sull’occupazione (o disoccupazione), sulla scuola, sulla sanità, sul’economia, ecc.

Ma la Premiata Osteria Italia vince su tutto, i sostenitori di Berlusconi sono convinti sia un gigante, nessuno trova singolare che Maurizio Gasparri possa essere un dirigente politico nazionale, con Capezzone, Quagliarello o La Russa.

I ‘grandi avversari’ del ‘caudillo’, stretti intorno a ‘la Repubblica’ o a Santoro, al Pd o alla mummia di Rifondazione comunista non si stupiscono per il fatto che un signore in corsa per diventare il segretario del principale partito di opposizione, Enrico Franceschini, in un disastro di queste dimensioni, abbia detto ieri: “Sono a Chieti con un paio di calze azzurro turchese. Mettetevele tutti. Come il giudice Mesiano, colpevole solo di fare il giudice”, lo abbia annunciato alle folle con un messaggio su Twitter ed il quotidiano protagonista della ‘grande battaglia per la democrazia’ (la Repubblica, è ovvio) abbia deciso di far diventare questa idiozia la prima notizia del giornale.

E’ la Premiata Osteria Italia: “cittadini venghino, si serve gatto soriano al posto di coniglio, ma che importa”. E gli italiani ci vanno, finchè dura. Ma per quanto ancora?

Roberto Barbera

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