Opposizione assente, sì al decreto anti-crisi
Dopo tante polemiche sullo “scudo fiscale”, contenuto nel dl in questione, è giunto ieri il via libera della Camera. Una trentina tra deputati Pd e Udc mancavano all’appello: fossero stati presenti il provvedimento non sarebbe passato
Il dibattito alla Camera sul decreto anticrisi (che contiene il famoso provvedimento sullo “scudo fiscale”) verrà ricordato perchè un deputato dell’Italia dei Valori, Francesco Barbato, ha definito più volte il premier Berlusconi e il suo governo un gruppo di “mafiosi”.
Tra una sospensione e l’altra del confronto parlamentare, condita dalle polemiche di rito, è arrivata puntuale la dura reprimenda del presidente Fini, che non ha escluso provvedimenti disciplinari a carico dello stesso Barbato da parte dell’ufficio di Presidenza della Camera.
Insomma, che si parli di Giampaolo Tarantini, che si discuta di provvedimenti politico-fiscali, a fare notizia è sempre l’aspetto più roboante e meno significativo.
Eppure la giornata di ieri andrebbe sottolineata in rosso per il via libera definitivo alla Camera del decreto correttivo del dl anti-crisi che comprende, tra l’altro, le contestate norme sullo scudo fiscale. I sì sono stati 270 contro 250 no: solo venti voti di scarto, nonostante la maggioranza “bulgara” del Pdl a Montecitorio.
Infatti 56 deputati berlusconiani hanno marcato visita, ma l’opposizione non ha fatto molto meglio. Se quest’ultima si fosse presentata al completo, il provvedimento non sarebbe passato. Invece l’assenza dall’aula di 22 deputati del Pd, di 6 dell’Udc e di uno dell’Italia dei Valori ha consentito alla maggioranza di approvare il provvedimento.
Adesso che i buoi sono scappati, la presidenza del gruppo democratico ha annunciato sanzioni, anche se da una nota si è appreso che “su 22 assenti 11 erano in malattia” e quindi gli assenti ingiustificati scenderebbero a 11, dunque “non determinanti ai fini del voto”. Sanzioni annunciate anche per gli assenti Udc, con Pier Ferdinando Casini che denuncia la “grave mancanza di responsabilità ” di chi non ha votato.
Malati e non, ecco i protagonisti della debacle parlamentare subita dall’opposizione: l’Idv Aurelio Misiti, i Pd Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Sergio D’Antoni (che ha fatto sapere di essere ricoverato in ospedale), Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Linda Lanzillotta, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giacomo Portas. Nell’Udc gli assenti erano Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane, Salvatore Ruggeri.
Opportuna, a questo punto, una considerazione sul modo in cui viene praticata l’opposizione in questo Paese: mentre si sprecano durissime note stampa e dichiarazioni colme di indignazione davanti ai microfoni dei telegiornali mirate a mobilitare le coscienze contro le leggi volute da Berlusconi, i parlamentari non si presentano al voto nella sede competente, non esercitano il loro ruolo politico là dove andrebbe esercitato.
Eppure ci si continua a stupire del populismo dilagante e della lontananza “sentimentale” dei cittadini dalle istituzioni.
Paolo Repetto


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