La terra che scompare nelle Marche
I terreni agricoli sono diminuiti e il dissesto idrogeologico è cresciuto.
Per Coldiretti sulla base del rapporto ‘Ecosistema Rischio 2009′ di Legambiente e Protezione Civile la scomparsa nelle Marche di un’area agricola grande quasi quanto la provincia di Pesaro è senza dubbio una delle cause del grave dissesto idrogeologico.
Negli ultimi 50 anni si sono sostituiti terreni fertili con capannoni e cemento ed oggi la situazione è preoccupante, anche perchè sta progressivamente diminuendo la superficie delle terre coltivabili.
Negli anni Sessanta la superficie agricola era di 900mila ettari, pari al 92 per cento delle Marche. Oggi siamo a 671mila, il 69 per cento del totale regionale, con un saldo negativo di 229mila ettari.
Per Coldiretti “una corretta gestione delle aree, a cominciare da quelle montane è di vitale importanza, perchè aiuta a prevenire i fenomeni di dissesto che inevitabilmente fanno sentire i propri effetti ovunque”.
Ma anche un altro aspetto induce preoccupazione. Cambiamenti climatici ed aumento della popolazione nel mondo debbono prevedere anche un aumento della produzione di alimenti e quindi di prodotti agricoli. Il dissesto, allora, non è il solo problema.


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