La normalità degli affitti: salati e illegali
Roma, il racconto di due protagoniste di un mercato all’insegna della più perversa “deregulation”. Tutti sanno, nessuno fa nulla. Un articolo per “Tu Inviato”
Diverse esigenze, diverse esperienze di vita e diversi percorsi: le chiameremo, per non esporle, Paola (P) e Chiara (C). Potremmo portare migliaia di testimonianze, il risultato – sorprendentemente – continuerebbe a essere molto simile. Il tema è ampiamente conosciuto ma nessuno fa nulla.
Da quanti anni siete a Roma?
P: E’ il 4° anno.
C: Sono 10 anni.
Quanti appartamenti hai cambiato?
P: Sono nel mio quinto appartamento.
C: Io sono al sesto.
Quanti ne avete visti?
P: Ogni cambio di appartamento ho visto una ventina di appartamenti, ne ho cambiati 5: in tutto un centinaio di appartamenti.
C: Io credo una cinquantina in tutto, dieci circa ogni cambio di appartamento.
In quanti vi avrebbero affittato con contratto regolare?
P: Forse cinque, considerando anche quei contratti che dichiarano meno di quel che prendono, comprese molte agenzie immobiliari. Se dovessi dire solo quelli che fanno il contratto veramente regolare. Uno o due.
C: Se ti va bene uno su dieci.
Quando vi dicono che il contratto non ci sarà?
P: Quando capiscono che vuoi prendere l’appartamento e parli di soldi. Te lo dicono tranquillamente. La scusa è che con il contratto rischiano di pagare più di quanto ricevono, un’assurdità. Ti trattano come un bambino.
C: Temporeggiano con mille scuse, prendono le caparre (cioè due mesi anticipati come cauzione) e solo quando sei in casa e gli richiedi il contratto, ti dicono tranquillamente che ti hanno fatto un prezzo vantaggioso, guadagnandoci poco. Coincidenza: tutti devono pagarsi il mutuo e non ce la fanno più. Piangono loro. Che vergogna.
Siete state sfortunate o confrontandovi con altri studenti o studentesse avete riscontrato la stessa situazione?
P: La situazione è questa per tutti. Se sei fuori sede, il percorso è lungo. La speranza è il passaparola di persone che lasciano un appartamento e ti suggeriscono, se sanno che stai cercando, di prendere quello perché c’è una persona onesta e umana. Che è disposta ad affittare con un contratto.
C: Se vai all’università e fermi qualche ragazzo ti risponderà come gli altri: una giungla. Persone che potrebbero essere i nostri genitori ci trattano senza rispetto pensando solo ai soldi.
Qual è la situazione peggiore che avete trovato?
P: Un’agenzia immobiliare, una casa al centro, in via Po. L’agente immobiliare era un carabiniere e per questo mi sono fidata. Una casa senza riscaldamenti, senza pavimenti, con la promessa che avrei avuto il contratto e i lavori sarebbero stati ultimati in poco tempo. Avevo visto l’appartamento a luglio e sono entrata a settembre.
C: Casa al centro, Piazza San Giovanni, ultimo piano panoramico, appartamento nuovo. Un sogno, troppo bello per essere vero. Stanze grandi, contratto registrato (l’unico che ho avuto). C’era già un inquilino. Dopo un mese volevo scappare. L’inquilino era una persona molto problematica, la proprietaria lo sapeva, non aveva il coraggio di mandarlo via per paura di una ritorsione. La proprietaria minimizzava, diceva che dovevamo risolverla da noi.
Quanto pagavate?
P: 450 € per una singola.
C: 430 € per una singola.
Quanto era grande l’appartamento?
P: 90 mq, circa. 2 singole, una doppia, una cucina e un bagno.
C: 70-75 mq. 3 singole, una cucina e un bagno.
Soggiorno?
P: No.
C: No.
In quante case avete trovato i soggiorni o spazi comuni?
P: Nessuna, le fanno diventare stanze, alza l’affitto.
C: Forse un paio, non di più. Se fosse per i proprietari farebbero una stanzetta anche in cucina.
Quanti eravate in casa e quant’era l’affitto totale?
P: 4 persone, 1.450 €.
C: 3 persone, 1.300 €.
Tutto in nero?
P: Fino a novembre, poi a forza di lamentarmi hanno fatto il contratto solo a me perché avevo una borsa di studio e mi rimborsavano il 70 % dell’affitto, ma senza contratto niente rimborso. Alla fine ho talmente rotto le scatole che hanno trovato questa originale soluzione dell’affitto singolo.
C: No, contratto regolare ma il prezzo da pagare era un altro. C’era la sorpresa. La proprietaria voleva qualcuno che prendesse la patata bollente e mandasse via l’inquilino scomodo. Alla fine ricattò e l’altra inquilina – la stessa in fuga dopo un mese come me – che non ci avrebbe ridato le caparre se non avessimo trovato altre 2 persone al posto nostro. Il danno oltre la beffa.
Avete mai denunciato alla Finanza?
P: Sì, prima di arrivare a Roma. Studiavo a Urbino. Ci fu una indagine incrociata tra Roma e Urbino. Testimoniai e i risultati furono che l’agenzia cambiò nome.
C: No, mai. Mi sono preoccupata di studiare e lavorare, non credo nelle lotte contro i mulini a vento.
Tutto qui?
P: Sì, continuano a lavorare nello stesso modo. Nessuno dice nulla.
C: Sì, ci sono persone che prendono lo stipendio per fare questi controlli, ma non importa nulla a nessuno e l’unica conseguenza di una denuncia è che devi metterti a ricercare un’altra casa.
Quindi anche a Urbino era la stessa cosa?
P: Sì, accordi verbali o su pezzi di carta senza nessun valore, niente registrazione, niente tasse e soprattutto nessuna tutela. Dai i soldi delle caparre anticipate per fermare l’appartamento, sperando di prenderlo e non è scritto da nessuna parte. Tutto così.
Quali sono i prezzi, in genere?
P: Hanno imparato ad affittare stanza per stanza.
C: Partiamo dai 1.000 € in su, però ti fanno i conti in tasca e cercano di capire in quanti siete per affittare a persona.
I prezzi delle stanze o a persona?
P: I più accessibili sono sulla via Prenestina e Casilina, cioè le zone meno collegate con meno servizi e meno sicure, con un prezzo di 250 € a posto letto, doppia a 500 €. Singola a 350 €. Zone più centrali, cioè con metro vicina, Appia – Tuscolana, andiamo a 300 € a posto letto, doppia a 600 € e 400 € per la singola. Poi andiamo sulle zone più gettonate perché vicine all’università, la zona di Piazza Bologna, per esempio, a 600 € per la singola e 450 € il posto letto, 900 € la doppia. Appartamenti fatiscenti a 2.500 € al mese. Una vergogna.
C: Siamo tra i 400 e i 500 € a singola, in zone periferiche poco collegate.
Qualche altra particolarità?
P: Il privato che affitta non vuole ragazzi, di solito. Preferiscono le ragazze, sanno che fanno meno storie e ci sono meno probabilità di rivendicazione sulla casa, così pensano.
C: Molti proprietari ti lasciano una stanza chiusa per paura del sub-affitto. Magari fai venire la tua ragazza o un amico e loro per reazione vengono e si piazzano nella stanza per ristabilire l’ordine.
Credi le cose possano cambiare?
P: No. Solo rivolgendoti all’avvocato, dal primo giorno che vedi la casa, senza farlo sapere ai proprietari.
C: No. Tutti sono abituati a parlar male dei politici, ma queste sono persone comuni e non sono affatto meglio dei politici.
Non credi che le istituzioni possano fare qualcosa?
P: Basterebbe che i poliziotti o i carabinieri si fingessero studenti fuori sede e in un mese fanno una strage, tra agenzie e privati.
C: Domattina le istituzioni potrebbero andare in qualsiasi ateneo, iniziando a fermare i ragazzi e rassicurandoli di dar loro un tetto se denunciano le irregolarità (per non farli rimanere senza casa) e in una settimana fai correre tutti i proprietari dagli avvocati a fare i contratti. E’ un problema di volontà, semplice volontà.
Alessandro Cascia


La situazione è questa anche a Bologna, ma qui non riguarda solo i contratti in nero, bensì le condizioni fatiscenti in cui i proprietari affittano le case agli studenti (come alle giovani coppie, per non parlare dei migranti, insomma a chi non si può permettere di acquistare o di pagare 1.000 euro di affitto per un bilocale)
Se il contratto non è di tipo “concordato”, è una prassi la richiesta di cifre esorbitanti per appartamenti minuscoli, con impianti non a norma, infissi che non chiudono, riscaldamenti “a stufa”, bagni senza piatto doccia, cantine inutilizzabili e via dicendo.
Almeno a Bologna la situazione direi che è abbastanza nota alle istituzioni: ogni tanto se ne riparla sulla cronaca locale, ma evidentemente gli interessi in ballo sono talmente grossi e politicamente rilevanti che si continua a far finta di niente.
E intanto le case sfitte si aggirano intorno alle 7mila unità…
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