La Lega xenofoba
Grave episodio a Bolzano.
Per protestare contro l’apertura di un centro islamico in un quartiere della città , due consiglieri comunali ed uno provinciale della Lega Nord insieme ad un gruppo di residenti hanno interrotto ieri mattina la seduta della giunta comunale di Bolzano, entrando nella sala in cui era in corso la riunione settimanale dell’esecutivo.
Paolo Bassani, uno dei consiglieri comunali che ha partecipato all’irruzione insieme a Maria Teresa Tomada ed Elena Artioli ha detto: “Abbiamo accompagnato alcuni cittadini, soprattutto donne, età media 70 anni, esasperati per la situazione di degrado del loro quartiere in cui ora si aggiunge un centro di cultura islamico”.
Per il rappresentante del popolo che Bossi ha definito “gallico” “il nostro è stato chiaramente un atto dimostrativo e, speriamo, più significativo per il sindaco”.
Il sindaco, Luigi Spagnolli, ha spiegato che l’interruzione è avvenuta nonostante la sua disponibilità a ricevere i manifestanti in un’altra sala. “Si è trattato di un gesto che denota profonda ignoranza e disprezzo delle istituzioni democratiche – si legge in una nota del sindaco e della giunta – Non è verso i cittadini che esprimiamo la nostra censura ma verso chi, strumentalizzando e falsificando la realtà , ha compiuto un atto antidemocratico di cui dovrebbe in coscienza vergognarsi”.
Il continuo ricorso agli spettri della contrapposizione religiosa o le spinte contro popoli di culture diverse inseguito dalla Lega è singolare, per chi suppone di avere origini prima celtiche e poi galliche (mostrando una relativa conoscenza della storia) e considera Federico I Hohenstaufen detto il Barbarossa un eroe, mentre il sovrano germanico aveva come strategia politica quella di colonizzare l’Italia, nord compreso.
Ma razzismo e xenofobia non vanno d’accordo con la cultura, com’è noto.


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