La Cei critica il pacchetto sicurezza
Nuova presa di posizione dei vescovi a favore dei miganti.
Mons. Bruno Schettino, presidente della Commissione episcopale per l’immigrazione e vescovo di Capua, nel corso della presentazione del Dossier Caritas sugli immigrati ha detto ieri: “Da più di un anno sentiamo parlare del pacchetto sicurezza che, con la sua insistenza, ha rafforzato il malinteso che sia fondato equiparare gli immigrati ai delinquenti. Poco, invece, si è sentito parlare del ‘pacchetto integrazione’, di un’impostazione più equilibrata che non trascura gli aspetti relativi alla sicurezza ma li contempera con la necessità di considerare gli immigrati come nuovi cittadini portandoli a e essere soggetti attivi e partecipi nella società che li ha accolti”.
“La Conferenza Episcopale Italiana, con toni meditati ma fermi e ripetuti – ha aggiunto mons. Schettino – ha avuto modo di sottolineare che senza integrazione non c’è politica migratoria. Alla 58esima assemblea generale della Conferenza episcopale italiana nel giugno scorso, il card. Bagnasco ha ribadito che per governare l’immigrazione non basta concentrarsi sulle sole esigenze di ordine pubblico. La vera sicurezza nasce dall’integrazione”.
Questa posizione della Chiesa italiana, ha sottolineato mons. Schettino, nasce dalla “concezione del migrante come persona portatrice di diritti fondamentali inalienabili, concezione collegata direttamente con la fede in Dio Padre di tutti. Le decisioni politiche trovano un limite nel rispetto della dignità delle persone”. “È sulla base di queste motivazioni – ha aggiunto ancora il vescovo – che l’eccessiva enfasi posta sul pacchetto sicurezza ha visto perplessa e contrariata la comunità ecclesiale, ai vertici e alla base, specialmente tra le migliaia di operatori pastorali impegnati nel campo dell’immigrazione. È eccessiva la sperequazione tra l’interesse a difenderci da eventuali problemi connessi con l’immigrazione e il dovere di accoglierla”.
Gianfranco Fini, intervienendo alla presentazione del Dossier, ha apprezzato i toni e i contenuti del dibattito che, ha sottolineato, sarebbe utile ritrovare nei contenitori televisivi, mentre “in tv c’è un eccesso di propaganda e un deficit di politica”. Il tema dell’immigrazione e dell’integrazione degli stranieri sono “questioni drammaticamente serie che non si possono affrontare con uno slogan per prendere lo 0,5 per cento in più alle prossime elezioni”, ha concluso.


Lascia un commento