Italia: allarme rosso
Il Paese è al declino e la responsabilità è dei cittadini, non solo della politica.
Il regime mediatico di Berlusconi si è ormai impossessato dell’anima di un numero enorme di cittadini. Dopo gli scandali delle escort, le continue figuracce internazionali, le battute nemmero troppo vagamente caserecce pronunciate in occasioni pubbliche e private ed una politica governativa disastrosa il premier continua a non avere rivali.
I ministri ‘esternano’ di tutto, dai ‘braccialetti’ da carcerati per i giudici di Brunetta alle ‘fantasie’ di Tremonti sullo scudo fiscale che in realtà regala agli evasori anonimato ed impunità e ‘perdona’ anche chi è responsabile di falso in bilanco.
La falange macedone del Cavaliere attacca qualunque voce si distingua dal coro, mitraglia senza voler fare prigionieri programmi televisivi e giornali (per altro del tutto innocui) e per le strade d’Italia si respira una strana aria di desolata narcosi.
La disoccupazione corre come un levriero dietro la volpe meccanica, decine di aziende chiudono o sono in coma, le banche si tengono i soldi ben stretti e non aiutano in modo adeguato gli imprenditori, i giovani neppure più immaginano di trovare un lavoro accettabile ed il razzismo arriva ad inventare a Milano l’autobus-prigione-rastrella stranieri.
In Abruzzo’Papi Silvio’ inaugura prima ‘casette’ pagate e costruite da altri (la Croce rossa e la Provincia di Trento)Â e poi gli ‘appartamentini’ dell’Aquila, sembra costati 2500 euro al metro quadro contro gli 800 medi necessari mediamente in quella regione, mentre gli sfollati vengono spostati come pacchi in zone lontane decine di chilometri dai posti nei quali hanno sempre vissuto.
Le città ‘vere’ ed i paesini devastati dal sisma sono ancora lì, morti e coperti da macerie inerti, il tessuto commerciale è defunto, quello produttivo catatonico, ma gli italiani si commuovono per i ‘pacchi dono’ che i nuovi inquilini trovano nelle case “costruite con tecnologie antisismiche” (ci mancherebbe altro).
Il razzismo è diventato talmente parte della cultura nazionale, che una donna afroitaliana schiaffeggiata su un autobs perchè chiedeva a due ragazzine ‘bianche’ di non fumare sul mezzo pubblico diventa una normale notizia di cronaca assolutamente ovvia per il telespettatore, più coinvolto nell’apprendere che mesi e mesi di indagini e prime pagine dei giornali sul presunto omicida di Garlasco hanno portato a scoprire che con molte probabilità gli investigatori hanno toppato di brutto perchè l’assassino non è il ragazzo sotto processo.
Un imprenditore barese confessa di aver usato donne e cocaina per sfondare “nel settore della pubblica amministrazione” ed il fatto non suggerisce a nessuno che qualcosa deve pur averlo indotto a supporre che fosse possibile, tanto da far immaginare (almeno) che la squadra dei magnaccia-pusher potrebbe essere ben più vasta ed anche bene allenata.
Nelle ‘missioni di pace’ muoiono sei giovani e sfortunati soldati e diventano “eroi”, il Paese si ferma, si commemorano i “ragazzi” con squilli di tromba e alzabandiera e non si ricordano insieme a loro i 753.399 esseri umani ammazzati dall’ideologia del ‘peacekeeping’ in anni ed anni di guerra in Iraq ed Afghanistan.
Il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, afferma senza mezzi termini che i conflitti scatenati da Bush debbono trovare una nuova strategia, che al momento non si sa quale sia, che fino ad ora nessun giovamento è venuto per le popolazioni civili ‘liberate’ da Saddam Hussein e dai talebani ed il premier Berlusconi, dopo aver definito il primo presidente afromaericano della storia degli Usa un “abbronzato” ripete il suo insulto ‘scherzoso’ aggiungendo: “Voi non ci crederete, ma sono andati a prendere il sole in spiaggia in due, perché è abbronzata anche la moglie…” e poi urla ai suoi fedeli: “A questa opposizione che brucia la bandiera americana e quella di Israele e dice meno sei dopo la morte dei nostri soldati dico: vergogna, vergogna, vergogna”, senza vergognarsi lui stesso per l’offesa razzista e per le menzogne sulle armi di distruzione di massa, le avventure militari senza sbocco, i soldati italiani morti per mantenere in sella un capo afgano accusato dagli osservatori dell’Unione europea di aver truccato le elezioni.
Il debito pubblico è al suo massimo storico, non si capisce come frenare l’emorragia, il Pil è a meno 5 per cento, ci vorranno nella migliore delle ipotesi almeno sei o sette annio per tornare agli stessi livelli del 2008 (non per migliorare) ed il presidente del Consiglio sostiene che “tutte le persone sedute accanto a me al G20, tutti i leader sono stati concordi che il peggio è alle nostre spalle e convengono che dando fiducia alle persone si potrebbe andare verso una ripresa e tornare ad una situazione precedente. I mercati si sono stabilizzati e con la fiducia e senza paura si può superare tutto”, omettendo quello che invece sostiene la Confederazione italiana della piccola e media industria privata.
Ha detto Confapi che il 64 per cento delle piccole e medie imprese chiuderà il 2009 in perdita. Paolo Galassi, presidente dell’associazione (forte di 60 mila imprese iscritte ed un milione e mezzo di addetti) ha sostenuto: “Anche se oramai tutti sembrano condividere l’idea che la crisi abbia toccato il fondo, questa consapevolezza non può spazzare via i danni causati al nostro sistema economico. Non dimentichiamoci che questa crisi ha paradossalmente punito le aziende più efficienti, quelle che hanno rischiato con investimenti in tecnologia e capitale umano e che ora si trovano senza risorse, con un futuro incerto. Spetta al governo leggere questi segnali di sfiducia ed invertire la rotta, promuovendo vere politiche economiche che sostengano il tessuto produttivo del nostro Paese e quelle piccole e medie industrie virtuose che hanno fatto grande l’Italia nel mondo. Se perdiamo le imprese più efficienti e innovative difficilmente saremo in grado di salire in sella alla ripresa”.
L’opposizione non esite più. Il Partito democratico, come era prevedibile, si sta sfasciando, immerso in un congresso nel quale un ex comunista sfida un ex democristiano o viceversa, dopo una fusione a freddo innaturale e stupida tra culture politiche tra loro incompatibili, capaci di trovare accordi specifici, ma lontane quanto lo erano gli illuministi del ’700 ed i papi del tempo (esseri viventi ben più colti delle comparse contemporanee).
La ex sinistra che non sa più reinventare il socialismo, l’ex centro che perso il potere della Dc si aggrappa a settori del Vaticano e non sa cosa dire. I comunisti, postcomunisti, comunisti puri, rifondatori, integrali, unitari, rivoluzionari e qualcos’altro, in patetica attesa di scegliere chi è il più bello del rame stanno intanto immobili di fronte ad uno specchio ormai appannato dall’alito pesante di Thanatos. I Verdi crescono ovunque in Europa, in Italia spariscono.
E la casalinga di Voghera, seduta a guardare il suo televisore (munita di tre telecomandi: quello per l’apparecchio stesso, quello per il digitale terrestre e quello per la tv satellitare) si gode la ‘controinformazione’ di ‘Striscia la Notizia’, comprese le coscie intellettuali delle ‘veline’ di Ricci, o si ammalia grazie alle straordinare storie d’amore di presunte attrici, presunti cantanti, presunti vip che la fidanzata del vicepresidente di Mediaset intervista a ‘Verissimo’.
I giornalisti, i cittadini ‘sensibili’, i democratici di ogni parte e colore si preparano a manifestare per la libertà di informazione. Tra loro molti lottizzati e lottizzatori, inventori di bufale e illusionisti, uniti nello sfrozo comune di battere il Re di Berlsuconia, l’amministratore delegato dell’Italia spa, ma incapaci di rinuciare allo stipendio pur di riprendersi la dignità .
Il giornalismo del catasto: un quotidiano dei ‘fatti’, impegnato a raccontare ‘la verità ’, si è occupato della casa del ministro delle Pari opportunità , perchè Mara Carfagna avrebbe acquistato centosessanta metri quadri nella capitale a 930 mila euro, mentre un magistrato e un giornalista ne offrivano 300mila in più, inseguendo Vittorio Feltri, protagonista di analoga ‘scoperta’ relativa ad un appartamento (con presunta evasione fiscale annessa) di Ezio Mauro, direttore de ‘la Repubblica’. Gli stessi paladini della ‘trasparenza’ hanno poi accusato Rutelli di non aver votato una mozione dell’opposizione alla Camera, sebbene il fedigrafo sia un senatore.
I telegiornali a contenuto unificato, Tg1 e Tg5, infine, martedì sera hnno avuto oltre 12 milioni di spettatori, ovvero il 51,41 di share, riuscendo tutti e due ad omettere che in Abruzzo centinaia di sfollati protestavano per i metodi di assegnazione degli alloggi.
Un giornale dovrebbe aprirsi sulla notizia del giorno. Ebbene questa è quella di oggi: l’Italia muore ed i suoi abitanti si prescrivono il veleno da soli.
Roberto Barbera


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