Il suicidio delle primarie
Il Pd sulla via dell’autodistruzione.
L’avventura suicida delle primarie sta sempre più devastando il Partito democratico. Un ‘moderato’ come il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha detto ieri: “Se continua questa reciproca delegittimazione alle primarie voto scheda bianca”.
Intervenendo a Bologna per la presentazione del libro di Goffredo Bettini il primo cittadino del capoluogo piemontese ha detto: “Vedrò fino all’ultimo cosa fare, ma il dibattito sta peggiorando. All’ inizio vedevo pochi contenuti, adesso siamo arrivati alla reciproca delegittimazione. Se continua questo stato voterò scheda bianca, se ci sarà invece qualche segnale che sposterà la discussione sui contenuti strategici, valuterò cosa fare”.
Considerando che lo scontro interno è cominciato il gorno stesso della fondazione del partito sarà difficle trovare una soluzione entro il 25 ottobre prossimo. Secondo Chiamparino comunque “il vero congresso del Pd saranno le elezioni regionali. Spero che venga confermata una buona maggioranza di regioni e che il centrosinistra tenga al nord. Il tema delle alleanze va visto regione per regione, credo che l’Udc sia un interlocutore di grande interesse ma che vada ridefinito anche un rapporto con almeno una parte dell’area della sinistra”.
Non è noto, tuttavia, cosa ne sarà del Pd fino al marzo del 2010, quando si voterà per il rinnovo dei Consigli regionali. Intanto ottanta dei 101 componenti il comitato di Ravenna per Ignazio Marino segretario del Pd si sono dimessi.
Lo ha annunciato la ormai ex coordinatrice Manuela Fantinelli, spiegando che la decisione dipende dal fatto che “si sono volute imporre le liste dall’ alto”. “Le due liste, regionale e nazionale, per le primarie del 25 ottobre erano state votate a larga maggioranza dall’assemblea del comitato, ma sono state successivamente stravolte e ricomposte arbitrariamente dalla segreteria di Thomas Casadei (candidato alla segreteria emiliana) e di Ignazio Marino”, ha spiegato Fantinelli.
“Se ci avessero detto che Ivano Marescotti era più rappresentativo ne avremmo potuto discutere (l’attore ravennate è capolista nazionale nella città romagnola, ndr), invece ci hanno telefonato e dettato le nuove liste”, ha rincarato.
La ex coordinatrice ha definito questo comportamento “inaccettabile” perchè contrario ai contenuti della mozione Marino che “alla prima dimostrazione pratica non sono stati applicati. Ci scusiamo – ha concluso – con quanti abbiamo coinvolto con sincerità e lealtà in questa speranza di cambiamento”.


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