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Il Nobel del Presidente

Autore: . Data: venerdì, 9 ottobre 2009Commenti (0)

Berlusconi insulta tutti e il suo collega “abbronzato” Barak Obama vince il premio.

obamaUn gruppo di buontemponi italiani aveva composto un inno e fondato una associazione per promuovere la candidatura di ‘Papi Silvio’ a Nobel per la Pace. L’incredibile esercizio musicale realizzato per l’epica battaglia raccontava di “un presidente sempre presente che ci accompagnerà” perchè “Silvio, Silvio grande è”.

Nel video della canzoncina, per un gioco perverso del destino, il Cavaliere girava con “l’abbronzato” Barak Obama tra le rovine dell’Aquila, mentre una voce gorgheggiava “La pace può, ripeterò queste parole senza smettere e il vento penserà a diffonderle e il mondo ascolterà”.

Il mondo ha ascoltato ed il primo presidente afroamericano nella storia degli Usa ha avuto il prestigioso riconoscimento. Tuttavia questo episodio non può indurre felicità negli italiani.

La candidatura del nostro presidente del Consiglio era spiegata dai suoi sostenitori con queste motivazioni: “Il Premio Nobel per la Pace non è mai stato assegnato ad un italiano dal 1907 ad oggi. E’  finalmente venuta l’ora di sfatare un tabù che dura da più di cento anni, ovvero da quanto nel 1907, ad aggiudicarselo fu Ernesto Teodoro Moneta. Alla corsa per l’ambito riconoscimento si sono succeduti, in questi anni numerosi politici e capi di Stato, tra i quali potremmo citare, Yasser Arafat, il presidente della Corea del Sud, Kim Dae-Jung, l’ex presidente americano, Jimmy Carter, ed Al Gore. Oggi crediamo che, anche, l’Italia meriti di ricevere tale riconoscimento, e di essere degnamente rappresentata da Silvio Berlusconi, per il suo indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale”.

Di fatto i commissari norvegesi (che hanno deciso all’unanimità tra 200 canddati) hanno dato una risposta implicita (anche se forse neppure immaginano di averlo fatto) alla ormai dilagante follia che sembra aver coinvolto i fans di Berlusconi.

Ad un uomo che è indagato per corruzione e che ha di recente sparato ad alzo zero contro il suo e nostro presidente della Repubblica, ad Oslo hanno preferito chi a Napolitano aveva detto: “Lei gode dell’ammirazione del popolo italiano per la sua integrità e gentilezza” ed ancora: “Voglio confermare che è una persona gentilissima, un leader morale, che rappresenta al meglio il vostro paese. Grazie per la sua leadership”.

La distanza tra molti italiani e la realtà del pianeta appare dopo questo Nobel ancora più grande. I giudici hanno spiegato con queste parole la decisione: “Il Comitato ha dato grande importanza all’impostazione di Barack Obama ed ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari”.

Se il riconscimento dato al presidente degli Stati Uniti Barak Obama è per le caratteristiche e per la storia della sua persona un motivo di orgoglio non solo per gli americani, ma per tutti i cittadini della terra, noi italiani dobbiamo trovare il modo per riflettere.

Perchè forse da quel mondo siamo fuori, oggi più che mai.

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