Il magistrato sotto l’obiettivo di Berlusconi
Chi è il giudice che ha condannato la Finivest? Il premier ha annunciato ‘rivelazioni’ su di lui.
Raimondo Mesiano, 57 anni, in magistratura dal 1980, è personaggio poco noto alle cronache giudiziarie fino alla settimana scorsa, quando ha preso la decisione che ha condannato la Fininvest a risarcire quasi 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti nella causa sul Lodo Mondadori.
Ora è in Corte d’appello, sempre a Milano, ma, fino a qualche tempo fa, è appartenuto alla Decima sezione civile del Tribunale che è specializzata in risarcimento danni.
Alto di statura, fisicamente imponente, gli avvocati civilisti milanesi lo descrivono come una persona schiva, poco incline alla ribalta. Un magistrato ‘normale’, il cui numero di telefono è sull’elenco.
È noto tra gli avvocati per un abbigliamento informale, quasi mai indossa giacca e cravatta. Tra i provvedimenti presi negli anni, la chiusura di una birreria per schiamazzi, a tutela degli abitanti della zona e un risarcimento concesso ai genitori di un bambino che si ruppe un dente durante una gita scolastica a Milano. Era il 2006, allora il Ministero dell’Istruzione, retto da Giuseppe Fioroni, fu condannato a pagare 7mila euro.
Mesiano, in modo cortese ma fermo, ha sempre rifiutato di parlare con i giornalisti, dopo essere finito nella bufera per la sentenza sul Lodo Mondadori. Non ha voluto commentare nemmeno la vicenda degli insulti che sono gli sono arrivati per telefono dopo le motivazioni con cui definiva il premier Silvio Berlusconi, anche se a soli fini civilistici, “corresponsabile della vicenda corruttiva” alla base delle sentenza che annullò il Lodo che assegnava a De Benedetti la maggioranza in Mondadori.


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