cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica
Regola la dimensione del carattere: A A

Grillo fonda il ‘Movimento a 5 Stelle’

Autore: . Data: lunedì, 5 ottobre 2009Commenti (0)

Ad affollare il già devastato panorama politico è arrivato anche il comico genovese.

beppe-grilloIeri centinaia di persone si sono messe in fila davanti al teatro Smeraldo di Milano per la presentazione del ‘Movimento a 5 Stelle’ di Beppe Grillo. Già nel suo esordio la creatura ha degli aspetti inquietanti. Il teatro poteva ospitare circa 2000 persone e così i partecipanti sono stati ‘contingentati’ via blog dallo stesso Grillo per evitare che arrivassero più persone di quante la struttura è in grado di ospitare. Sconosciuto il perchè non sia stato scelto un luogo diverso in grado di accogliere più cittadini.Tra i presenti anche Adriano Celentano e Claudia Mori.

Il qualunquismo del comico con velleità poltiche si è mostrato subito. Dopo aver spiegato “questo non è uno spettacolo”, ha descritto la sua nuova ‘creatura’: “Non siamo un partito, nè un’associazione. Siamo un movimento che già c’è. Quello di oggi è il parto di una lunga gestazione iniziata nel gennaio del 2005 ma, poichè non abbiamo fatto alcuna amniocentesi, potrebbero nascere 1, 2, più gemelli”.

Poi Grillo ha definito il suo un ‘movimento di liberazione nazionale’ e proclamato: “La nostra forza è che non capiscono cosa facciamo, ma diamo fastidio a tutti”.

La somiglianza tra la demagogia del premier e quella del nuovo leader politico è singolare. Il primo si considera presidente del Consiglio “per sempre”, Grillo invece ha detto: “Noi siamo indistruttibili”.

Il simbolo della nuova ‘cosa’ riporta le cinque stelle delle liste civiche che hanno rappresentato il primo passo in politica di Grillo. Nelle liste, ha assicurato il ‘capo’ (senza che nessuno lo abbia eletto per quel ruolo), “non ci saranno persone che hanno problemi con la giustizia, persone che hanno più di due candidature e che sono presenti in altri partiti”.

Nonostante abbia annunciato di non volersi mai candidare, il comico è stato anche lui condannato, in via definitiva, per omicidio colposo a tre anni e tre mesi, dopo un incidente stradale avvenuto nel 1980 e nel quale morirono tre persone.

Dopo aver difeso Di Pietro, “È un monumento per quello che fa”, ha continuato criticando lo scudo fiscale ed ha speso parole in favore alle critiche espresse dall’ex magistrato al provvedimento approvato nei giorni scorsi anche grazie all’assenteismo dell’opposizione, in paticolare del Pd.

Nel suo lunghissimo intervento i passaggi ovvi e nello stesso tempo superdiciali sono stati molti. Tra questi: “Sono io vostro ospite – ha detto Grillo – fra noi non è necessario parlare con le carte, avete visto la nostra situazione istituzionale. Se lo Stato sono i cittadini, allora questo è l’antistato. È uno Stato che sta chiudendo tutte le fessure, che fa le leggi per i delinquenti e io mi chiedo se la legge è uguale per tutti”. Quindi, sposando le tesi di Di Pietro, ha criticato la firma (obbligata) del presidente della Repubblica sul provvedimento che riguarda lo scudo fiscale.

Sulla manifestazione per la libertà di informazione che si è tenuta sabato a Roma, ha spiegato che “era stata rinviata dopo la strage di Kabul, ma è stata fatta ugualmente con oltre 20 morti a Messina. Ma che senso ha?”, non riuscendo però a chiarire se fosse opportuno un nuovo rinvio o se non avesse ragion d’essere quello deciso dopo i fatti afgani.

In tutti i casi per Grillo “la libertà di stampa non significa nulla”, poichè lui ritiene necessaria l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali e l’abrogazione dell’Ordine dei giornalisti. Non una legge di riforma che permetta ai media più deboli di resistere allo strapotere dei forti, ma la cancellazione ‘tout court’ dell’aiuto di stato. Inoltre, per il comico “chi era in piazza ieri non ha capito che le cose cambiano e che l’informazione ce la daranno direttamente in rete, tra non molto, i ragazzini di 14 anni”.

Grillo, naturalmente, non ha idea ssu quanto durerà il “non molto” e su cosa fare nel frattempo.

Il movimento, secondo il suo leader, non ce la farà ad “essere presente con le liste in tutte le regioni, ma solo in Emilia Romagna e in Piemonte. Per il resto sosterremo le liste civiche regionali che vorranno presentarsi”. Quanto a future elezioni comunali, “saremo sempre disponibili a sostenere e lanciare le nostre liste civiche”.

Surreale il programma politico vero e proprio. Si va dall”’insegnamento della Costituzione con esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico, alla ”messa on line delle proposte di legge tre mesi prima della discussione in Parlamento come fa quel santo di Obama’,’ passando per la realizzazione delle infrastrutture per disabili sul territorio, l’incentivazione del telelavoro, lo stop al Ponte sullo stretto e alla Tav, l’abolizione della legge Biagi, la rappresentanza dei piccoli azionisti nei Cda, l’obbligatorietà della discussione di proposte di legge di iniziativa popolare, la copertura della banda larga sul territorio e la riforma del copyright.

Anche l’ambiente è nel programma, con lo stop al Nucleare e la scommessa sulle energie alternative. ”Questo movimento – ha detto – nasce con la benedizione di un santo che è san Francesco, meglio di così…. Immaginatevelo oggi Francesco con le centrali nucleari…”.

L’impressione sulle proposte del ‘Movimento a 5 Stelle’ è che, come in un bar dello sport, alcuni ‘tifosi’ abbiano trasformato dei luoghi comuni (in larga misura tanto ovvii da essere apparentemente accettabili) in programma politico. In realtà la confusione e la superficialità delle proposte nascondono un qualunquismo che non presenta alcuna base solida, indispensabile oggi per ricostruire una opposizione in grado di mettere in crisi il regime berlsuconiano.

Tra gli interventi quello della scrittrice tedesca Petra Reski, autrice del libro ‘Santa Mafia’, tradotto anche in italiano. ”Ho scritto un libro sulla mafia in Germania spiegando ai tedeschi che la mafia è già lì da quarant’anni e nessuno mi ha creduto, solo gli italiani mi hanno creduta. Sono stata querelata, denunciata, umiliata. In Germania tutti credono volentieri a quello che scrive Saviano, ma questo finché si limita a villaggi sottosviluppati del sud d’Italia perché in Germania dove i treni arrivano in orario questo non può succedere. E invece la mafia è un problema europeo”.

Dopo il legittimo ‘sfogo’ della scrittrice tedesca è stata la volta di un prete di strada. Don Paolo Farinella di Genova ha subito esordito in modo stravagante: ”Sono solo un prete e voglio la rivoluzione”. Poi il sacerdote si è professato un anticlericale perché ”il clericalismo è la volontà di imporre una teocrazia attraverso le leggi umane, al livello dei talebani. Un cattolico credente e praticante è uno che va in mezzo alla gente e testimonia con la sua vita”.

Per Farinella la politica è ”l’arte più nobile a cui l’uomo possa dedicarsi’,’ perché come diceva Don Lorenzo Milani ”il problema degli altri è il mio, sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”.

Il tono della manifestazione è stato confuso, un mix di semplificazioni e generalizzazioni, nel quale il collante era l’opporsi al clima di degrado che sta vivendo il Paese. Tuttavia, era evidente la fragilità del pensiero politico e culturale dell’intera operazione e questo dato non può che preoccupare, perchè aggiunge alla confusione, al malgoverno ed alla demagogia che stanno divorando il Palazzo anche un nuovo prototipo, quello della politica delle ‘predicazione’.

A dimostrare il rapido declino del comico  ci sono i risultati del ‘BlogFest di Riva del Garda’, dove dal 2 al 4 ottobre si sono riuniti migliaia e migliaia di blogger provenienti da tutta Italia.

Il Blog di Grillo, che l’anno scorso era stato premiato come il migliore, quest’anno ha ricevuto il riconoscimento “Andato a puttane”. E qui finisce l’avventura.

Per chi volesse consultare i documenti ufficiali del nuovo soggetto politico ecco il link.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008