Chiesto il rinvio a gudizio per Fitto
Il ministro è accusato di associazione per delinquere, peculato, concussione, corruzione, falso, abuso d’ufficio e illecito finanziamento ai partiti.
La pubblica accusa ha chiesto al termine dell’udienza del procedimento ‘La Fiorita’ il rinvio a giudizio per Raffaele Fitto, per l’imprenditore romano Giampaolo Angelucci e per altre 76 persone.
I fatti contestati sarebbero avvenuto in un periodo compreso tra il 1999 e il 2005, quando Fitto era presidente della Regione Puglia, e si prescriveranno tutti entro il 2012.
Per la corruzione e l’illecito finanziamento di 500mila euro al suo partito, ‘La Puglia prima di tutto’, con Fitto è coimputato anche Angelucci.
Secondo la difesa del ministro i reati contestati sono insussistenti, anche perchè il finanziamento elettorale ricevuto fu regolarmente registrato. Prima della discussione il gup ha ammesso sette imputati al giudizio con rito abbreviato e per altri cinque, tra cui l’imprenditore campano Alfredo Romeo (accusato di turbativa d’asta e di concorso in rivelazione del segreto d’ufficio), ha disposto l’invio degli atti alla procura di Roma per competenza territoriale. Ha inoltre respinto tutte le eccezioni del difensore di Fitto, Francesco Paolo Sisto, parlamentare del Pdl, relative alla inutilizzabilità delle intercettazioni e di alcuni atti d’indagine.
Per la procura il finanziamento a ‘La Puglia prima di tutto’ fu versato nel 2004 per ottenere dalla giunta regionale l’aggiudicazione di un appalto settennale del valore di 198 milioni di euro per la gestione di undici Residenze sanitarie assistite (Rsa).
Il 20 giugno 2006 per questi fatti Angelucci fu posto agli arresti domiciliari, mentre per Fitto, diventato nel frattempo parlamentare di Forza Italia, la magistratura barese chiese alla Camera l’autorizzazione all’arresto, ma richiesta che fu negata con una maggioranza schiacciante composta da tutto il centro destra e tutto il centro sinistra.
L’indagine – nella quale sono coinvolte anche 14 persone giuridiche, molte delle quali del gruppo Angelucci – riguarda una presunta associazione per delinquere finalizzata al compimento di reati per assicurare alla società barese ‘La Fiorita’ le concessioni di servizi di pulizia, sanificazione ed ausiliariato da parte di enti pubblici e di Ausl pugliesi.
L’accusa sostiene che l’obiettivo era quello di permettere alla società ‘La Fiorita’ una posizione di monopolio nel settore, per realizzare profitti illeciti e per gestire in modo clientelare numerosissimi posti di lavoro.
A Fitto si contesta di aver offerto ‘copertura politica’ all’attività dell’associazione a capo della quale vi sarebbero stati Dario e Pietro Maniglia, proprietari dell’azienda. Nel procedimento sono imputati anche il presidente e il dg di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola (per corruzione) e Marco Franchini (turbativa d’asta), l’editore salentino Paolo Pagliaro (corruzione), il consigliere regionale Giovanni Copertino (Pdl), l’ex assessore regionale di Fi Andrea Silvestri (truffa e turbativa d’asta) e l’ex dg dell’Ares Puglia Mario Morlacco (falso).
Alla fne delle udienze, prevista per la fine del mese, si conoscerà la decisione del gup.


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