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Brunetta e la banda larga

Autore: . Data: martedì, 27 ottobre 2009Commenti (0)

Il ministro è diventato il paladino di internet veloce per tutti, pero…

brunettaDa alcune settimane il ‘castiga fannulloni’ è impegnato sul fornte della larga banda.  Il piano è quello di portare Internet a due mega di velocità in tutte le case e rendere una realtà nei rapporti tra cittadini e Stato la posta elettronica certificata richiede investimenti da 1,87 miliardi di euro, di cui 800 milioni saranno resi disponibili dal Cipe entro fine anno.

Il ministro per la Funzione pubblica ha detto che il governo intende completare la copertura della banda larga su tutto il territorio nazionale entro il prossimo anno.

“Il piano elaborato con il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani creerà 50.000 posti di lavoro. Costa 1.471 milioni per la parte di Romani e 400 l’ e-government 2012. Ottocento sono già disponibili all’esame del Cipe”, ha spiegato Brunetta.

All’obiezione che tali soldi, presenti in un fondo che dipende da palazzo Chigi e quindi di cui dispone Silvio Berlusconi, siano fermi al Cipe da tanto tempo il ministro ha risposto: “C’è la crisi. Ma penso che entro fine anno daremo il via”.

Intanto Brunetta prepara il bando per il provider che consentirà “di dare a ogni cittadino la sua casella di posta elettronica certificata. Tutti gli enti pubblici dovranno rispondere, entro un certo termine, ai cittadini che usano questa via per inviare o richiedere documenti. Sarà come una raccomandata con ricevuta di ritorno, ma molto più rapida. E allora basta con l’incertezza, basta con le file”.

Tuttavia, la larga banda per scambiarsi messaggi di testo non è necessaria e così le intenzioni di Brunetta, collegate ad un’altra notizia, potrebbero far sorgere alcuni dubbi.

Giorgio Scorsone, in un suo articolo per Digital-Sat.it, un giornale on line specializzato nelle problematiche connesse all tv digitale, riferendosi ormai alla guerra dei decoder tra Rai, Mediaset e La7 da un lato e Sky dall’altro, ha scritto: “Proprio internet potrebbe essere il bandolo della matassa e nuovo scenario in cui spostare la partita nei prossimi anni: Mediaset sembra si stia muovendo per prima avendo chiesto ad alcune aziende specializzate idee e progetti per un nuovo decoder ibrido che le permetta in un colpo solo di superare le barriere delle telecom e delle loro Iptv ma anche di sfruttare appieno le capacità del web, decisamente più ampie rispetto a quelle del digitale terrestre. E via a progetti di Catch Up Tv, Video On Demand e chi più ne ha più ne metta”.

Per questi servizi la banda larga si che è necessaria. E se si configurasse un nuovo capitolo nel lungo ‘papello’ sul conflitto di interesse per il presidente del Consiglio proprietario di Mediaset? In ogni caso l’intero articolo di Scorsone è consultabile qui.

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