Ancora proteste nelle carceri
Adesso tocca a Taranto e mentre il malessere aumenta i media tacciono.
Nel carcere di via Carmelo Magli, a Taranto, ci sono troppi detenuti e pochi agenti. A denunciarlo è Vito Ferrara, segretario provinciale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria), secondo il quale il numero dei carcerati ha già superato quota 500 a fronte di una capienza massima di 200 unità .
“Un solo agente – sottolinea Ferrara in una nota – oltre a dover espletare turni massacranti è comandato a vigilare su oltre 80 detenuti”. “Come se non bastasse, l’Amministrazione centrale, al fine di reperire un centiaio di nuovi posti letto, – continua Ferrara – sembra che abbia dato disposizione alla Direzione del carcere jonico di riaprire 1-2 reparti che sino ad oggi erano chiusi sia per carenza di personale che per ristrutturazione, poichè creavano problemi all’incolumità dei detenuti e dei poliziotti penitenziari”.
Altri detenuti sarebbero, dunque, in arrivo. “Ma il Sappe – prosegue Ferrara – non starà a guardare che la Polizia penitenziaria faccia da parafulmine del problema carceri, per cui adotterà ogni mezzo legale per far valere i propri diritti, non escludendo eclatanti manifestazioni di protesta sotto i palazzi istituzionali, compreso un sit in sul ponte girevole di Taranto”.
Intanto sul sito ‘Radiocarcere.it’ si legge: “In Italia non c’è la pena di morte. Ma per una pena si può morire. Grazie al lavoro degli amici di Ristretti Orizzonti, possiamo pubblicare i nomi, l’età e il luogo di detenzione di chi è morto in carcere nel 2009. Colpisce il numero dei suicidi. Un dato che non può essere generalizzato. Occorre distinguere caso per caso. Ogni decesso, come ogni persona detenuta, va infatti valutato singolarmente. Una distinzione che però il carcere di oggi non è in grado di operare”.
L’articolo continua: “E’ il caso di Luca, 28 anni, che si è impiccato a San Vittore. Luca era affetto da una grave malattia psichiatrica. E’ stato ignorato. Si è ucciso.
E’ il caso di Sami Mbarka Ben Gargi. Detenuto nel carcere di Pavia, che il 5 settembre è morto a seguito di uno sciopero della fame. Proclamava la sua innocenza”.
Dal sito ‘Ristretti orizzonti’ i nomi, l’età e il luogo di detenzione dichi è morto in carcere:
I suicidi:
Aziz, marocchino, 34 anni, Spoleto. Edward, 35 anni, Alessandria. Detenuto croato, 37 anni, Poggioreale. M.B., 60 anni, Sollicciano. Vincenzo, 54 anni, Avellino. Mohamed, 26 anni, Venezia. Detenuto, di 25 anni, Foggia. Giuliano, 24 anni, Velletri. Detenuto italiano, 37 anni, Poggioreale. Jed, 30 anni, Padova. Marcello, 38 anni, Voghera. Francesco, 27 anni, Poggioreale. Carmelo, 20 anni, Catania. Gianclaudio, 43 anni, Marsala. Detenuto tunisino di 28 anni, Pisa. Andrei, 47 anni, Salerno. Antonino, 57 anni, Viterbo. Daniele, 37 anni, Rimini. Franco, 63 anni, Alessandria. Ion, 21 anni, Pisa. Detenuto marocchino, 25 anni, Bergamo. Samir, 36 anni, Firenza. Vincenzo, 43 anni, Opg di Aversa. Antonio, 32 anni, Crotone. Detenuto marocchino, 30 anni, Brindisi. Detenuta italiana di 35 anni, Civitavecchia. Detenuto indiano, 30 anni, Vercelli. Dibe, 35 anni, Imperia. Eugenio, 34 anni, Alghero. Stefano, 50 anni, Rovereto. Emilio, 45 anni, Livorno. Antonio, 24 anni, Reggio Calabria. Giacomo, 40 anni, Padova. Luca Campanale, di 28 anni, San Vittore. Fabio, 46 anni, Frosinone.
I morti:
Rocco, 72 anni, Torino. Francesco, 28 anni, l’Ucciardone. Ihssane, 30 anni, Firenze. L.P., 27 anni, Campobasso. Detenuto marocchino, 30 anni, Padova. Detenuto 40enne Terni. Detenuto, 79 anni, Secondigliano. Anna, 40 anni, Firenze. Charles, 32 anni, Lanciano. Rino, 38 anni, Venezia. Khalid, 73 anni, Benevento. Donna di 28 anni, Sollicciano. Gerardo, 42 anni, Lecce. Marino, 44 anni, Rebibbia. Vincenzo, 45 anni, Rebibbia. Stefano, 51 anni, Rebibbia. Salah, 28 anni, Ascoli. Adriano, 55 anni, Treviso. Gancarlo, 35 anni, Cagliari
Sami, 42 anni, muore il 5 settembre dopo un mese di sciopero della fame nel penitenziario di Pavia. Protestava pacificamente per proclamare la sua innocenza.


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