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A Roma comincia la persecuzione dei poveri

Autore: . Data: mercoledì, 21 ottobre 2009Commenti (0)

In una città sempre più costosa, sporca e caotica il sindaco si preoccupa di punire lavavetri, giocolieri e mendicanti.

povertaNella capitale chi verrà sorpreso ai semafori con spazzoloni, secchi e stracci rischierà tra i 100 e i 200 euro di multa. la giustificazione per il provvedimento è surreale, perchè vieta di “esercitare mestieri non autorizzati sul suolo pubblico e di turbare il traffico”.

Il provvedimento che non colpisce solo cittadini stranieri, ma anche numerosi italiani ha un triste precedente: nel 2007 anche Walter Veltroni emanò un´ordinanza dello stesso genere.

Le misure anti-lavavetri saranno in vigore da novembre e si aggiungeranno alla lunga lista di misure varate dal Campidoglio in questo anno di attività, dall´anti-vetro, all´anti-bivacco, passando per l´ordinanza anti-borsoni e quella anti-movida.

Mentre la situazione dell’igiene urbano è al collasso, il traffico è sempre più caotico ed i servizi pubblici di bassimo livello (se paragonati a quelli delle altre grandi capitali europee) il sindaco Alemanno si occupa di chi privo di qualunque forma di sostentamento è costretto a lavori imporvvisati ed anche a volte umilianti. Deve essere ricordato che coi lavavetri saranno perseguiti anche giocolieri, mangiafuoco, venditori di giornali e chiunque ad un semaforo cerca di sbarcare il lunario in una città che offre sempre meno occasioni di lavoro.

La misura è giustificata come strumento per contrastare il racket che si nasconde dietro il fenomeno dei lavavetri, ‘organizzazione criminale’ esistente solo nella fantasia di qualcuno. Esistono fenomeni circoscritti di illegalità legati ai ‘poveri’, ma non si risolvono certo comminando multe da 100 o 200 euro a chi non potrà mai pagarle perchè non possiede neppure i centesimi per un caffè.

A controllare il fenomeno saranno i vigili urbani, già sotto organico, che in base all´articolo 650 del codice penale potranno anche sequestrare l´attrezzatura (secchi, stracci e spazzoloni).

I ‘poveri dei semafori’ verranno poi accompagnati in questura per l´identificazione e qui la misura assume anche una valenza razzista: gli immigrati senza permesso saranno portati al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria e rimpatriati, mentre gli altri torneranno a casa (ce ne hanno una) con una sanzione che rimarrà per sempre inevasa.

Mentre gli stranieri senza documenti di soggiorno non avranno scampo, col fine di nascondere il carattere persecutorio della misura, l’ordinanza prevede per i minorenni, le donne e i migranti con permesso di soggiorno l’assistenza dei servizi sociali (non meglio specificata) se denunceranno chi li sfrutta. I ‘senza soldi in proprio’ non sono conisderati in nessun modo, per loro c’è la multa e la fame.

Sconcertante la posizione del Codacons, che ha accolto positivamente l’ordinanza. In una nota l’associazione dei consumatori ha comunicato: “Siamo particolarmente favorevoli alla parte del provvedimento che riguarda i parcheggiatori abusivi, spesso protagonisti di vere e proprie estorsioni a danno degli automobilisti costretti a pagare per evitare danni alle autovetture. Tuttavia è necessario che l’amministrazione comunale, prima dell’entrata in vigore del provvedimento, provveda a fornire una qualche occupazione a coloro che non potranno più svolgere l’attività abusiva di lavavetri e lavafari. Il rischio concreto, infatti, è che tali soggetti, non potendo più occupare le strade lavando vetri e fari, si dedichino ad attività delinquenziali pur di sopravvivere, con un conseguente aumento della delinquenza nella capitale”.

Il Codacons fa finta di ignorare la crisi del mercato del lavoro, l’emergenza alloggi a Roma, il carovita ed il fatto che ormai non solo cittadini stranieri, ma anche italiani sono costretti ad inventarsi di tutto per potersi mantenere in vita.

Incommentabili invece i plausi del centro destra. Federico Rocca consigliere del PdL del Comune di Roma ha detto: “È assurdo come il centro sinistra nel contestare l’ordinanza lavavetri presentata oggi dal Sindaco Gianni Alemanno, sfoderi accuse di razzismo, di scarsa sensibilità e di un atto contrario all’integrazione. Lo trovo assurdo perchè dovrebbero spiegarci in base a quale principio il ‘non’ lavoro del lavavetri si concilia con l’integrazione, mi chiedo se la tolleranza di quest’attività ha aiutato in qualche modo un immigrato o un automobilista romano a dar vita ad percorso di conoscenza ed integrazione reciproca”.

Rocca ignorando cosa sia la ‘fame’ ha aggiunto: “Ci troviamo ancora una volta davanti a delle forze politiche che del finto buonismo e della demagogia spicciola ne hanno fatto un punto fermo del loro modo di amministrare, motivo per il quale tutte queste questioni stanno esplodendo essendo il frutto del loro lassismo. La città di Roma non poteva più tollerare questa situazione anche perchè dietro ai lavavetri molto spesso c’è vero e proprio racket, un sistema di sfruttamento e di violenza e pensare di far integrare queste persone lasciandole ad un semaforo per 18 ore al giorno per di più in balia di organizzazioni criminali che gestiscono l’assegnazione delle postazioni, è una follia. Questo si è che razzismo e contro ogni principio di integrazione. Alla sinistra tutto questo non sembra interessare quindi alzano una polemica pur sapendo di avere torto marcio, al contrario va dato il merito a chi nel PD si è distinto esprimendo apprezzamento per l’ordinanza, fortunatamente qualcuno inizia a togliersi le bene dagli occhi e fa cadere quel velo di ipocrisia che molto spesso ammanta le politiche a favore dell’immigrazione del centro sinistra. Del resto l’ordinanza si prefigge anche uno scopo sociale, ossia quello di recuperare questa persone dalla strada per avviarle verso i nostri servizi sociali, pertanto bollare questo provvedimento come razzista dimostra che il centro sinistra da anni è ben lontano dalla realtà. Noi al contrario ci siamo calati in questa realtà – ha concluso Rocca – e senza ipocrisia stiamo affrontando i problemi, forse a qualcuno da fastidio il fatto che stiamo attuando quanto avevamo detto ai romani che su questo argomento, come su molti altri la pensano esattamente come noi”.

A Roma è incalcolabile il numero di italiani (non solo stranieri) senza lavoro o non più in grado di pagare gli affitti ed è frequente vedere pensionati dvanti alle mense della Caritas. Fino ad oggi, poi, le indagini sul presunto raket non hanno dato risultati di rilievo. Il supporre che i servizi sociali possano offrire assistenza a questi sfortunati esseri umani è una affermazione che difficilmente troverà riscontro. Ed infine l’idea di multare chi non possiede nulla con sanzioni da cento o decento euro si mostra da sola come una inutile persecuzione.

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