Vespa crede di essere il ‘proprietario’ del ‘suo’ programma
Rispondendo alle critiche di Di Pietro minaccia di non invitarlo più a ‘Porta a Porta’.
I comportamenti dei giornalisti italiani sono bizzarri, ma ieri il conduttore della criticatissima (dai non berlusconiani) trasmissione di Raiuno ha davvero superato se stesso. In una situazione molto tesa a causa della sospensione di ‘Ballarò’, tagliato dalla tv pubblica per evitare che facesse concorrenza al ‘Porta a Porta’ di ieri con Berlusconi, il leader dell’Italia dei valori, Antonio di Pietro ha detto: “Aderisco all’iniziativa lanciata ormai da più parti per disdire il canone Rai ed invito i cittadini a fare altrettanto e aggiungo sostituendolo con Sky”.
E’ da ricordare che la ‘celebrazione’ organizzata dal premier per la consegna di 94 abitazioni ai terremotati di Onna e pubblicizzata dalla Rai non riguarda in nessun modo il governo, poichè le ‘casette’ sono state finanziate dalla Croce rossa e dalla Provincia di Trento e costruite da aziende e personale trentino senza particolari ‘ausili’ della Protezione civile guidata dall’onnipresente supercommissario-sottosegretario Bertolaso.
Di Pietro ha anche affermato: “La Rai è caduta in un profondo stato vegetativo, le ingerenze politiche sono da voltastomaco e ritengo possano esserci gli estremi per azioni legali nei confronti del direttivo e del governo come artefici di questo degrado, verifica che ho fatto predisporre ai miei legali”.
Poi il segretario dell’Idv ha concluso: “La dirigenza Rai, costola di governo, da una parte boicotta le trasmissioni di punta ad altissimo indice di gradimento come Report della Gabanelli, Annozero di Santoro e Ballarò di Floris, dall’altra elabora strategie fallimentari come TivuSat e promuove l’informazione faziosa di soggetti come Minzolini o Vespa, che stanno al giornalismo come la sedia elettrica alla vita umana. Viviamo ormai in un Paese privo delle più elementari libertà democratiche, dove l’arroganza di un manipolo saldamente ancorato alle istituzioni, e protetto per assurdo proprio dalle stesse, sta divorando lo Stato dall’interno attaccandone gli organi vitali come un cancro invisibile ma mortale”.
Su Bruno Vespa è interessante una parte della sua biografia messa in rete da Wikipedia. Si legge sull’enciclopedia della rete che il giornalista nel 1969 “in diretta diede la notizia che Pietro Valpreda era il colpevole -anziché l’accusato- della strage di Piazza Fontana (in futuro Valpreda riconosciuto del tutto estraneo ai fatti, ndr). Di ciò si è pentito pubblicamente. Allo stesso modo, nel 1980, sostenne per una giornata intera di diretta tv che la stazione di Bologna era stata sventrata dall’esplosione delle cucine di un vicino ristorante, e solo in tarda serata ventilò, con estrema cautela, l’ipotesi della bomba. Dal 1989 al 1992 fu direttore del TG1. In quel periodo fecero scalpore alcune sue dichiarazioni pubbliche in cui affermava di considerare il partito della Democrazia Cristiana il suo “editore di riferimento”; venne di conseguenza accusato di non considerare l’informazione un servizio pubblico, ma un’informazione subordinata agli interessi della partitocrazia”.
Il conduttore di ‘Porta a Porta’, forte del suo passato, non ha gradito le critiche di un parlamentare della Repubblica, leader di un partito politico votato da alcuni milioni di cittadini ed ha deciso di rispondere in modo ‘singolare’: “Per una deplorevole illusione ottica, negli ultimi anni abbiamo avuto la sensazione che l’onorevole Di Pietro trovasse molto confortevoli le poltrone di ‘Porta a Porta’, dove è stato sempre ospitato anche nei periodi di bassa stagione delle altre trasmissioni. Così evidentemente non era. Per salvaguardare la sua incolumità a tutela della democrazia italiana, eviteremo pertanto da questo momento di invitarlo a sedersi sulla ‘sedia elettrica’ della nostra trasmissione. A meno che, naturalmente, non si scusi”.
Vespa ignora che un programma di attualità giornalistica del servizio pubblico ha l’obbligo di chiamare i rappresentanti dei partiti, che non sono ‘ospiti’, ma testimoni del lavoro svolto nell’interesse (o meno) dei cittadini. Il presentatore-giornalista, infine, non è al corrente del fatto che l’epressione di un pensiero, condivisibile o detestabile, è una prerogativa dei sistemi democratici, per cui non richiedono in nessun caso ‘scuse’ a chi esercita un diritto, tantomeno ad un parlamentare.
L’atteggiamento del giornalista appare, per questi motivi, particolarmente grave e sarebbe asupicabile l’intervento non solo dell’Usigrai, ma anche dell’Ordine dei giornalisti, poichè le posizioni del ‘proprietario’ di ‘Porta a Porta’ potrebbero apparire a prima vista ‘intimidatorie’.
Per nulla intimidito dalle parole dell’ex direttore del TG1, l’ex magistrato di ‘Mani pulite’ ha replicato ancor più duramente nella serata di ieri: “Signor Vespa, il governo sta sabotando l’informazione di Stato, lei si presta come boia di questa esecuzione lasciando trasmettere stasera, senza contraddittori, le menzogne di Berlusconi sull’Abruzzo. Lei è sorridente osservatore di questa mattanza Rai, che osteggia ‘Report’, scioglie ‘Annozero’ e fa slittare a giovedi’ ‘Ballarò’ per mettere i sudditi italiani davanti al sultano che lei imbeccherà con domande preconfezionate. Insomma un’informazione alla mussoliniana maniera che di questi tempi è molto in voga”.
Dal canto suo la redazione del programma, in linea con le affermazioni del suo conduttore, ha reso noto in un comunicato: “Il servizio pubblico esige rispetto. Un conto è la critica, altro è l’insulto. L’onorevole Di Pietro è stato ospite di ‘Porta a Porta’ nelle ultime due stagioni 14 volte, esattamente il doppio di Berlusconi. Se oggi ritiene che ‘Porta a Porta’ sia la sedia elettrica della liberta di stampa, sarebbe sconcertante vederlo seduto sulle nostre poltrone”.
Lo stesso rispetto che si dovrebbe a chi è in attesa di giudizio e viene processato in Tv con ‘plastico’ a margine, o che porta a definire i nomi dei giornalisti chiamati ad interloquire col premier sulla base di criteri di ‘gradimento’ manifestati dall’intervistato. Per non citare puntate nelle quali si celebrano cibi inarrivabili, con cuochi e personaggi pubblici intenti ad ‘assaggiare’ pietanze succulente acquistate col denaro di chi paga il canone e in molti casi ha difficoltà nel comprare i generi di prima necessità . Ma davvero l’universo Rai ed in generale quello dell’informazione italiana sembrano protagonisti di un film dell’horror. Di serie B.


Mi rammarico molto, considerando tutti i Direttori di rete che non fanno altro che indire riunioni, ma che tutto va..poi.. secondo i disegni di qualcuno .
Mi sembra troppo strano che non esistano regole sui palinsesti e sui programmi cui dovrebbero essere in Primìs daccordo sia i Direttori di Testata che il Conduttore. Mi sembra veramente di assistere a Tele-cabul roba da non crederci. Viene però stigmatizzato il fatto dell’inutilità di efficenza sia sindacale che Dirigenziale . Il Direttore di rete a Mio avviso doveva lo stesso fare andare lo stesso in onda il programma BALLARO’.
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