Ucciso nel silenzio
Vittima un africano. Il Gruppo Everyone protesta contro i media.
“È un fatto orribile”: così Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, del Gruppo Everyone, hanno commentato il ritrovamento, nel parco della Caffarella a Roma, del cadavere di un lavavetri senegalese che secondo le autorità potrebbe essere stato ucciso.
“Ma ancora più inquietante – dicono gli attivisti per i diritti umani – è la censura attuata da tutti i media italiani di fronte all’episodio, che è stato divulgato senza alcun rilievo, come se si trattasse di un evento senza importanza. Se al posto di un nero senegalese vi fossero stati una donna o un ragazzo italiani, i giornali ospiterebbero la notizia nelle prime pagine e da ogni parte si solleverebbe un allarme violenza nella capitale”.
Il Gruppo Everyone ha reso noto di aver segnalato “alle autorità internazionali” questo “ennesimo accadimento”, sollecitando “una presa di posizione decisa e inequivocabile da parte delle Nazioni Unite, dell’Unione europea e dei Paesi civili”.


Lascia un commento