Torino: ricorso alla Consulta sulla legge immigrazione
E’ accaduto durante un processo da tratti surreali.
La procura di Torino ha sollevato una questione di legittimità costituzionale della norma che incrimina il soggiorno illegale dei migranti. La questione è stata proposta ieri dal giudice di pace. Secondo quanto esposto dal pm di udienza, l’articolo 10 bis non è in linea con quanto stabilito da tre articoli della Costituzione.
Il ricorso si inquadra in un processo che interessa anche una bimba di 9 mesi, Ritai. La piccola è nata il 23 gennaio a Coassolo (Torino) da mamma marocchina, regolare, e papà egiziano.
Era il papà ad essere processato per soggiorno irregolare in Italia, ma l’uomo ha detto “Sono qui da due anni e faccio il giardiniere. In Egitto, dopo la laurea in psicologia, lavoravo come assistente sociale alla casa dello studente di Alessandria. Qui mi sono sposato regolarmente in municipio, ma quando su suggerimento degli operatori ho chiesto il permesso di soggiorno alla questura per motivi familiari, i funzionari, applicando le norme, mi hanno dovuto denunciare”.
Oltre al paradosso di uno psicologo impiegato come giardiniere, mai ‘regolarizzato’ e denunciato perchè voleva farlo, durantr l’udienza il pm Paola Bellone si è richiamata anche alla convenzione internazionale del 1989 sui diritti del fanciullo. La moglie dell’immigrato è rimasta fuori dall’aula: in braccio aveva la piccola Ritai.
I successi delle misure ‘antistranieri’ volute dal governo di centro destra.


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