Somalia: sempre più nelle mani degli integralisti
Mentre si discute di Afghanistan in altre parti del mondo si muore in silenzio.
Gli shabaab, una formazione di integralisti, hanno messo a segno un altro successo militare, consolidando il loro controllo, strategicamente importante, lungo il confine con l’Etiopia.
Secondo notizie non confermate, ma che paiono certe, inoltre, al fianco degli Shabaab avrebbero combattuto anche ribelli del Fronte di Liberazione dell’Ogaden (Olf), ampia regione etiopica confinante con la Somalia che è in guerra col governo centrale per ottenere l’indipendenza.
Il solo rafforzamento degli shabaab lungo la frontiera sarebbe sufficiente per innescare possibili reazioni dell’ Etiopia. Se poi fosse confermato che ribelli dell’Olf hanno partecipato alla battaglia le risposta del governo di Addis Abeba potrebbe essere durissima.
L’ipotesi che corre a Nairobi è che si rischia una nuova invasione etiopica della Somalia, come quella della fine del 2006, durata tre sanguinosissimi anni. Poi c’è stato il ritiro, nella speranza che la situazione fosse normalizzata, mentre non lo era.
La battaglia si è svolta per il controllo di Yed, un villaggio della regione del Bakol, tra le poche enclave ancora in mano alle truppe governative. Durante i combattimenti ci sarebbero stati almeno venti i morti, mentre le truppe governative sconfitte si sarebbero rifugiate in Etiopia, dove sembra abbiano razziato alcun villaggi sotto il controllo dell’Olf.
La situazione in Somalia è sempre più grave, mentre un paio di giorni fa un ‘attentato ha colpito al cuore il quartier generale dell’Amisom (le forze di pace panafricana) a Mogadiscio, uccidendo 21 soldati, tra cui il numero due della missione.
Le formazioni integraliste in azione nel Paese del Corno d’Africa sono assimilabili alle forze talebane dell’Afghanistan ed in passato si era supposto che alcuni presunti esponenti della organizzazione che farebbe capo a bin Laden fossero stati visti in Somalia.
Quello che risulta incomprensibile è perchè l’interesse della stampa nazionale si soffermi solo sul Paese asiatico, dimenticando da anni la situazione in quell’area dell’Africa. Si consideri che i due scenari, per la natura dei soggetti impegnati e per il disfacimento dell’unità nazionale, sono molto simili. In tutti e due i Paesi i governi centrali sono inesistenti e le provincie sono in mano ai ‘signori della guerra’, a bande criminali o alle forze integraliste.


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