Roma: escalation del razzismo
Una donna africana schiaffeggiata da una 14enne. Il fatto ignorato dalle forze dell’odine.
Ieri mattina nella capitale su un autobus della linea 59 diretto verso Tor Bella Monaca una donna nigeriana ed una sua amica di origini brasiliane stavano portando i bimbi a scuola. Ad un certo punto la signora africana ha visto due quindicenni, un’italiana e un’ucraina, che avevano acceso una sigaretta all’interno del mezzo pubblico ed ha chiedesto loro di spegnerla perché dava fastidio alla sua bambina.
“Brutta negra, sta zitta, tornatene al paese tuo”, è stata la risposta delle adolescenti che, non contente, quando le due donne sono scese alla fermata le hanno seguite e preso a schiaffi la nigeriana. Un’altra versione riferisce che la donna, prima di essere presa a schiaffi, avrebbe strattonato una delle due quindicenni.
L’amica brasiliana ha poi sostenuto che una pattuglia della polizia, intervenuta sul luogo, non ha neppure identificato le due ragazzine. Dopo l’episodio la donna non si capsice se sia tata portata dalle forze dell’ordine o sia andata di sua volontà negli uffici per presentare una denuncia contro le due giovani.
Massimiliano Monnanni, direttore generale dell’Ufficio anti-discriminazioni del Dipartimento per le Pari Opportunità , ha annunciato di avere scritto una lettera al Questore di Roma nella quale ha chiesto chiarimenti sull’aggressione. “Fare luce sullo sconcertante episodio di razzismo che si è verificato questa mattina a Roma (ieri, ndr). E investire sulla prevenzione, quindi sulla educazione alla tolleranza, soprattutto tra i giovani” si legge nella missiva.
“L’Unar è disponibile a fornire assistenza legale alla vittima” ha anticipato Monnanni. “Per fare in modo che si diffonda la cultura della tolleranza e del rispetto – ha quindi conclusoc – l’Ufficio anti-discriminazioni promuoverà in occasione della Settimana contro la violenza, che coinvolgerà tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado dal 12 al 18 ottobre, una serie di iniziative di sensibilizzazione e formazione”.
Il presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, ha dichiarato: “Vorrei porgere alla signora nigeriana, vittima di un vergognoso episodio di intolleranza, le scuse mie personali e dell’intero consiglio comunale. Fa ancora più male, ma il fatto non mi stupisce, sapere che protagoniste dell’aggressione siano due adolescenti. Le ultime generazioni di giovani e giovanissime sono certamente tra le peggiori in quanto a comportamenti spesso delinquenziali”.
“La presidenza del consiglio comunale da circa un anno – ha spiegato Pomarici – promuove una campagna contro il bullismo che è entrata ed entrerà nelle scuole, avvalendosi di testimonial, psicoterapeuti, spot e materiale informativo per instillare la cultura del rispetto e della tolleranza. Invito ufficialmente la signora e sua figlia al prossimo incontro che terremo nelle scuole: sarei molto felice se venisse, soprattutto per farle sentire il calore della parte sana dei nostri adolescenti”.
Nella zona periferica di Tor Bella Monaca nei mesi scorsi si sono verificati altri episodi di intolleranza razziale. Nell’ottobre del 2008 una gang di minorenni ha accerchiato, insultato e picchiato Tong Hong-Sheng, un operaio cinese di 36 anni, ad una fermata di autobus. L’uomo riportò la rottura del setto nasale e diverse ferite alla testa. I minorenni, durante il pestaggio, gridavano all’uomo frasi razziste come “cinese di merda”.
A febbraio scorso alcune bottiglie incendiarie sono state lanciate contro un negozio di prodotti alimentari gestito da romeni. Poche ore dopo il raid, su alcuni muri del quartiere apparvero scritte dal contenuto razzista. Dopo solo un mese, a marzo, due fratelli albanesi hanno denuciato alla polizia un’aggressione avvenuta sempre nella zona. Da quanto raccontato dalle vittime, una trentina di italiani, armati di bastoni, mazze e pietre, sono scesi da alcune moto e auto, accerchiandoli. Dopo aver domandato “siete romeni?” è cominciata l’aggressione.
Nello stesso mese un pakistano che gestiva un piccolo supermercato è stato trascinato fuori dal suo furgone mentre era fermo ad un semaforo e picchiato da un gruppo di ragazzi.
Ad aprile, la notte di Pasquetta, vittima di un’altra aggressione a sfondo razzista è stato un senegalese di 30 anni. L’uomo era stato preso in giro, a causa della sua vecchia auto, da un gruppo di giovani italiani. Uno di questi, un romano di 20 anni, gli ha urlato frasi razziste e poi gli ha spaccato una bottiglia di vetro in testa. Il senegalese ha perso la vista ad un occhio.
L’ultimo episodio è avvenuto a maggio quando un moldavo di 33 anni è stato aggredito da un gruppo di giovani, riportando la frattura del setto nasale. Forse le ronde sarebbero necessarie: per difendere i migranti.


Lascia un commento