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Pasticci nei finanziamenti all’Università

Autore: . Data: martedì, 22 settembre 2009Commenti (0)

Durissimo attacco a Gelmni da parte dell’Unione degli universitari.

studenti1Classifica degli atenei virtuosi alterata e conseguenti finanziamenti illegittimi: è la pesante accusa lanciata ieri dall’Unione degli universitari (Udu) al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.

Il Pd, intanto, invita la titolare del dicastero di viale Trastevere a riferire in Parlamento sulla questione. La graduatoria cui fa riferimento l’Udu è quella diffusa dal ministero a fine luglio.

Secondo l’associazione studentesca, che ha ricostruito una classifica sulla base degli stessi dati ministeriali i conti non tornano. “La tabella presentata dal ministro Gelmini – sostengono – è quella dei definitivi trasferimenti di fondi che prevedono i tagli che il ministro voleva nascondere con questa grande operazione mediatica”.

Se si osservano le due tabelle finali a confronto (quella del ministero e quella elaborata dagli studenti), ci si rende conto – spiega l’Udu – che c’è uno svuotamento dei bilanci degli Atenei del centro-sud a favore di quelli degli Atenei del Nord e il tutto è avvenuto giusto in tempo per le nuove immatricolazioni, così da poterle scientificamente orientare verso questo o quell’Ateneo.

Un ateneo come La Sapienza di Roma, a fronte di più di 40 milioni di euro di tagli, per redistribuire il 7 per cento ne vedrà tornare solo 33 milioni – segnala l’associazione studentesca – pur essendo la seconda classificata sulla base del merito, “stando ai risultati reali e non a quelli pubblicizzati dal ministro il 29 luglio”.

“Non capiamo come faccia il Rettore Frati (La Sapienza) a non aver convocato la stampa – dice l’Udu – per denunciare il fatto, avrà iniziato una trattativa diretta col ministero? E il Magnifico Decleva, Rettore della Statale di Milano? Poteva il Presidente della Crui non sapere niente di quel che stava per accadere? E se sapeva, perchè ha taciuto? C’entrano per caso quei milioni di euro in più nei bilanci degli Atenei milanesi? O c’è forse un accordo fra i due Rettori? E che ruolo gioca il Ministro?”.

Domande per le quali pretende una risposta anche l’opposizione. “Chiediamo al ministro Gelmini – dichiara la capogruppo del Pd in commissione Cultura di Montecitorio, Manuela Ghizzoni – di chiarire quanto denuncia l’Udu, sperando davvero di non scoprire che la classifica degli atenei virtuosi non sia solo quella degli atenei più ‘amici’ di altri”.

Per la responsabile Legalità del partito democratico Pina Picierno “il merito paga davvero con questo governo: aiuta il ministro Gelmini a uscire sui giornali e poi penalizza le università italiane, sottraendo risorse e prendendo in giro il Paese. Il ministro deve dare con urgenza qualche spiegazione sull’accaduto”.

Nello stesso tempo i rappresentanti degli enti locali e delle regioni hanno deciso di prendere posizione, in un incontro organizzato ieri a Roma da Legautonomie, sulla riforma scolastica varata dal governo e sui suoi effetti chiedendo che vanga sbloccato circa 1 miliardo di crediti che le autonomie scolastiche vantano nei confronti dello Stato che invece non provvede a trasferirli.

Per Umberto D’Ottavio, assessore all’istruzione e all’edilizia scolastica della provincia di Torino e responsabile di Legautonomie Piemonte, “è palese in questa vicenda la mancanza di un corretto rapporto tra le istituzioni: questo Governo predica il federalismo, ma decide una riforma ipercentralista di cui scarica responsabilità e difficoltà su regioni e autonomie locali. E anche se la nostra Costituzione attribuisce a queste ultime la competenza di organizzare la rete scolastica sul territorio non ci è mai stato chiesto di concorrere in modo paritetico a trovare soluzioni corrette anche da un punto finanziario. In compenso, è il Governo ad aver chiesto alle Regioni di mettere in campo come misura anticrisi le proprie risorse. Senza contare il fatto che la voce scuola, comprendendo le mense, i trasporti, l’edilizia scolastica, è già la più pesante nei bilanci comunali”.

Secondo Legautonomie “una riforma così irrispettosa della leale collaborazione dei vari livelli istituzionali può creare inutili conflitti tra le autonomie locali e le autonomie scolastiche, una sorta di guerra dei poveri che si rimpalleranno le responsabilità su chi dovrà coprire questa o quella spesa; una guerra destinata ad aggravarsi con gli ulteriori tagli previsti nei prossimi due anni per circa 7 miliardi di euro”.

La scuola “virtuosa” del ministro Gelmini appare sempre più un groviglio di problemi irrisolti, mentre continua nel silenzio la protesta degli insegnanti precari rimasti senz lavoro.

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