Occupata sede Alitalia Cai a Napoli
L’azienda vuole chiudere gli uffici e trasferire di imperio i dipendenti a Roma. Intanto i piloti di Up si piegano e firmano gli accordi.
La sede Alitalia Cai al Centro Direzionale di Napoli è stata occupata ieri dai dipendenti che protestano contro la decisione dell’azienda di trasferire le attività a Roma. I lavoratori rimasti in organico sono una trentina. Erano circa 80 fino a pochi mesi fa, ma dopo la ‘ristrutturazione’ operata dagli “eroi” di Berlusconi c’è stato un piano di intervento sul personale che ha portato alla riduzione dell’organico.
La protesta è partita dopo la notizia della disdetta del contratto di affitto dei locali che ospitano gli uffici. Nella sede di Napoli i lavoratori si occupano di attività amministrative ed in particolare di fatturazioni.
I trasferimenti nella Capitale dei dipendenti che rimarranno in Cai sono forzati, perchè non è loro offerta alcuna alternativa. Dopo un incontro avvenuto nei giorni scorsi tra il consigliere regionale Stefano Buono dell’Italia dei valori e i lavoratori, lesponente politico ha deciso di portare la questione nel Consiglio regionale di oggi pomeriggio e durante il question chiederà un intervento sulla questione al governatore Bassolino e agli assessori ai trasporti, al lavoro e alle attività produttive, Cascetta, Gabriele e Marone.
Buono ha dichiarato: “Sarà praticamente impossibile per i dipendenti trasferirsi a Roma e quindi siamo di fronte a un licenziamento che porterà altre famiglie sulla strada visto che a rischiare di perdere il lavoro sono persone che hanno più di 40 anni e, quindi, con pochissime possibilità di trovare un altro impiego” ed ha cncluso: “Le continue richieste di affiancare e istruire altri dipendenti della sede di Roma sono un’ulteriore prova che il vero obiettivo è il licenziamento”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino: “Il diritto al lavoro va tutelato in modo sostanziale – ha detto – e non soltanto formalmente. Pretendere che lavoratori, molti dei quali sono l’unico sostegno della propria famiglia, si trasferiscano a Roma, significa in sostanza licenziarli. Con gli stipendi che hanno riuscirebbero a malapena a coprire le spese di viaggio. È quindi piena la solidarietà del Comune di Napoli nei confronti dei dipendenti Alitalia Cai del Centro Direzionale e anche nei passaggi futuri l’Amministrazione continuerà ad essere al loro fianco. Mi auguro vivamente – ha concluso Iervolino – che Cai si renda conto della situazione e non procuri questo ulteriore gravissimo danno alla città ”.
Intanto i piloti di Up torneranno a sedersi al tavolo di Alitalia. A quasi un anno di distanza, l’associazione professionale di categoria firmerà oggi a Palazzo Chigi il ‘lodo Letta’, l’intesa con la quale il 31 ottobre del 2008 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio si fece garante del rispetto degli accordi sottoscritti tra la nuova Alitalia ed alcune organizzazioni sindacali.
Quel ‘lodo’ infatti venne firmato soltanto dalle quattro organizzazioni confederali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl, che poi sono state le uniche alle quale è stata riconosciuta dall’azienda la possibilità di negoziare.
Contrarie all’accordo rimasero Sdl, Anpac e Unione Piloti. Con la firma di oggi (l’appuntamento è alle 11 a Palazzo Chigi, salvo contrordini) anche Up alla cordata ‘ex patriottica’ che fino ad oggi, a detta di confederali e Ugl, non ha ancora applicato parte degli accordi firmati.
L’Up, che era vicina alla fusione con Anpac, ha rivisto le proprie posizioni dopo la sosituzione del comandante Massimo Notaro, ex leader dell’associazione professionale e la sua sostituzione con Roberto Golabeck.
Nel frattempo l’altra componente dei piloti, l’Anpac, aveva annunciato a fine luglio di voler fondare con la Filt, l’Ipa (Italian Pilots Association) e di sottoscrivere un patto federativo con l’organizzazione dei trasporti della Cgil.
Il quadro generale della nuova Compagnia gestita da Cai è quanto mai confuso. Alle manovre sindacali, tese a guadagnare spazi di trattativa e di potere, si sommano le difficoltà operative, i ritardi dei voli, lo scandalo estivo dei bagagli a Fiumicino ed una situazione economica e finanziaria tutta da chiarire.
L’onda lunga della crisi Alitalia continua, lasciando sul campo sempre più vittime, compresa la capacità di quasi tutti i sindacati a difendere i diritti dei lavoratori.


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