Obama all’Onu: “Gli Usa per un mondo pacifico”
Il discorso del presidente distrugge definitivamente le passate scelte della destra conservatrice.
Le parole “non servono per risolvere i problemi, bisogna agire” in un momento in cui “comincia una nuova era segnata dall’impegno a perseguire interessi comuni nel rispetto reciproco”.
Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel corso del suo intervento ieri davanti all’Assemblea Generale dell’Onu riunita per l’inizio della 64esima sessione. In questo senso deve agire anche il G20, fissando un “percorso per una crescita equilibrata e sostenibile”, attraverso la supervisione, il rilancio della domanda e nuove regole che rafforzino gli standard di tutti i centri finanziari.
“Bisogna porre fine all’avidità , agli eccessi e agli abusi che ci hanno portato al disastro e per evitare che una crisi del genere si verifichi di nuovo”, ha detto.Il presidente americano, che ha auspicato un clima di cooperazione internazionale su questioni cruciali come la lotta al terrorismo, la pace in Medio Oriente e i cambiamenti climatici, ha sottolineato la necessità che ogni nazione si assuma la propria parte di responsabilità .
“Non può essere solo un compito americano. Coloro che hanno puntato l’indice contro l’America accusandola di agire da sola, non possono ora farsi da parte e aspettare che l’America risolva da sola i problemi del mondo”.
In particolare, per quanto riguarda “una crisi economica che ha toccato ogni angolo del mondo”, occorre che i paesi del G20 lavorino a “una risposta coordinata a livello internazionale”, sul modello del piani di stimoli che hanno “fatto allontanare l’economia dal baratro”.
Obama ha inoltre parlato dei “quattro pilastri” su cui va costruito il futuro, ovvero “disarmo e non proliferazione nucleare, promozione della pace e della sicurezza, salvaguardia del pianeta e un’economia globale che dia opportunità a tutte le persone”.
Il presidente ha insistito in particolare sul primo punto, lanciando un monito a Iran e Corea del Nord invitandoli ad “attenersi ai propri obblighi” e a rendere conto alla comunità internazionale delle proprie ambizioni nucleari.
“Se scelgono di ignorare gli standard internazionali e proseguire con i programmi nucleari, il mondo deve essere unito e dimostrare che la legge internazionale non è fatta di vuote parole”.


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