L’Italia dei divieti
Proibiti i teli da mare…al mare.
A Siracusa i bagnanti non possono “invadere” con i loro teli da mare il tratto di spiaggia che dista dall’acqua meno di cinque metri. Lo stabilisce una ordinanza del capo del compartimento marittimo di Siracusa del 15 giugno 2009 “che interpreta – dicono le associazioni Consitalia, Arenella Spiaggia Libera e Natura Sicula – in maniera restrittiva un articolo del decreto regionale 476 del 2007 che tutela la ‘sosta del bagnante sulla battigia’. Per ‘battigià infatti intende la parte di spiaggia sulla quale si infrangono le onde, larga quindi 15 centimetri. Grazie a questa ordinanza quest’estate sono state elevate multe da parte della Capitaneria di Porto ai bagnanti”.
Secondo la Capitaneria di porto di Siracusa, l’ordinanza sarebbe avvalorata, oltre che dall’interpretazione del termine “battigia”, anche dall’ultimo comma del decreto dove “viene prescritto – scrive in una lettera all’assessorato regionale all’Ambiente – di lasciare libera sull’arenile o sulle scogliere basse una fascia demaniale di cinque metri, inibendo la collocazione di teli, sdraio o ombrelloni”.
Questa fascia, sempre secondo la Capitaneria, sarebbe riservata solo al transito degli utenti e dei mezzi di soccorso. “In questo modo – dicono le associazioni – i bagnanti dovrebbero mettere il loro telo quasi a mare, oppure stare in piedi con il telo in mano. Chiediamo all’assessorato di intervenire per modificare o integrare il decreto in maniera che venga previsto il diritto dei bagnanti di sostare sulla spiaggia con i teli da mare”.
Provvedimenti ed ordinanze di cui tutti in Sicilia sentono il bisogno.


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