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Le carceri nel caos

Autore: . Data: martedì, 22 settembre 2009Commenti (0)

Continuano le proteste ignorate dai media e dal governo.

carcereDa gennaio 2009 “il numero dei detenuti è aumentato in media di 700 persone al mese mentre il personale di polizia penitenziaria è diminuito di circa 90 unità” e se continua così alla fine del 2009 “avremo 70 mila detenuti gestiti da meno di 38.200 poliziotti, con un sovraffollamento del 155 per cento ed un organico di Polizia penitenziaria pari all’85 per cento di quello previsto”.

L’ennesimo grido di allarme è stato lanciato dal Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), una delle cinque sigle sindacali che assieme a Osapp, Sinappe, Cisl-Fns, Fp-Cgil, Ussp-Ugl, hanno indetto per oggi pomeriggio, presso la sala delle Colonne della Camera, un convegno nazionale sull’ emergenza carceri.

Tra i relatori ci sarà il capo del Dap, Franco Ionta. Previsto l’intervento di numerosi esponenti politici e sindacali, il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, il capogruppo del Pdl alla Camera, Maurizio Gasparri e quello del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, il senatore dell’Idv Luigi Li Gotti.

Nonostante la parata di ‘personalità’ le organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria denunciano la situazione da mesi senza che nulla allo stato dei fatti sia ancora accaduto.

Ad oggi – afferma il Sappe in una nota – ci sono 170 carceri, cioè l’82 per cento del totale, che superano la capienza prevista regolamentare stabilita dalla legge. Il Dap negli anni ha calcolato anche una capienza “tollerabile” prima del collasso del singolo carcere, ma questa è stata superata in 112 istituti di pena, ovvero nel 54 per cento dei penitenziari italiani. Il fenomeno investe dodici Regioni: Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto.

“La passerella mediatica offerta dai numerosi parlamentari in occasione delle visite in carcere a Ferragosto non può bastare e – denuncia il Sappe – nemmeno gli slogan pronunciati dal ministro Alfano e dal Capo del Dap Ionta sull’edilizia penitenziaria sono un modo serio e responsabile di affrontare l’emergenza, che solo grazie alla professionalità della polizia penitenziaria non è ancora sfociata in tragedia”.

Eugenio Sarno, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, iintanto ha anunciato che sempre oggi  davanti alla Camera dei Deputati è organizzata una mobilitazione: “Credo di poter affermare che a Piazza di Montecitorio non saranno meno di quattrocento i poliziotti penitenziari, provenienti da ogni regione d’Italia, a manifestare contro un sistema penitenziario che non riesce più a garantire dignità e civiltà, trasformando la pena in supplizio e il lavoro in tortura”.

Sarno ha aggiunto: “Ovviamente manifestare davanti alla Camera dei Deputati assume, per noi, un significato particolarmente simbolico. Noi vogliamo sollecitare un dibattito parlamentare sulle condizioni del nostro sistema penitenziario, sempre più illegale e criminogeno. Vogliamo spezzare quella cortina di silenzio che avvolge nell’oblio un vero dramma sociale. Vogliamo impedire che si disperda quel patrimonio di conoscenza e consapevolezza che tanti parlamentari hanno acquisito vistando le nostre prigioni nello scorso Ferragosto. Da qualche giorno è stata superata anche quota 64mila detenuti e in tutte le regioni la soglia della capienza massima regolamentare è stata sfondata, mentre notevoli problemi si registrano per le vacanze organiche della polizia penitenziaria”.

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