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La scuola italiana protesta

Autore: barbera. Data: mercoledì, 16 settembre 2009Commenti (0)

Eppure i media non sembrano interessati.

studenti5L’Unione degli Studenti delle scuole superiori ha annunciato un blitz nei pressi del ministero dell’Istruzione a Roma per giovedì prossimo, in occasione dell’incontro del ministro Mariastella Gelmini con le associazioni studentesche nelle sede di Viale Trastevere.

Lo ha annunciato l’Unione degli Studenti (Uds). In vista della manifestazione organizzata dai precari della scuola per il 3 ottobre a Roma e alla quale parteciperanno anche sindacati e studenti, l’Uds ha lanciato per il prossimo 9 ottobre una mobilitazione nazionale annunciando cortei studenteschi in diverse città italiane, tra cui Roma, contro i tagli alla scuola.

Tra le richieste degli studenti avanzate al governo, una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, un ‘reddito di formazione’ per gli studenti e il potenziamento della carta ‘Io Studio’ per garantire agli studenti l’accesso ai trasporti, musei, biblioteche e cinema. Il 10 e l’11 sarà invece organizzata nella Capitale una grande assemblea studentesca di studenti delle scuole, universitari, dottorandi e ricercatori.

Intanto ieri mattina una cinquantina di studenti e studentesse del Coordinamento dei Collettivi della Sapienza hanno occupato il tetto della città universitaria a Piazzale Aldo Moro, in segno di solidarietà con gli insegnanti precari della scuola da settimane in mobilitazione e contro i tagli alla scuola e all’università pubblica presenti nella Legge 133. Dal tetto sono stati esposti due striscioni con scritto “Scuola e università: stessi tagli, stessa precarietà!” e “ I nostri destini non fanno rima con Gelmini: solidarietà con i/le precari/e della scuola”.
Gli studenti e le studentesse hanno montato tende da campeggio e rimarranno in presidio tutta la notte, esattamente come da giorni i precari della scuola sono in presidio permanente davanti al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a Trastevere, senza che la stampa nazionale e la tv ne diano sufficiente copertura.
I manifestanti hanno scritto in un comunicato: “Come hanno fatto i vittoriosi operai dell’Innse, che per giorni hanno occupato una gru per difendere il proprio posto di lavoro, come i precari e le precarie della scuola che hanno occupato tetti e balconi dei provveditorati di tutta Italia, anche noi universitari occuperemo i tetti di tutte le università italiane, contro la Legge 133, contro gli aumenti della tasse universitarie, per un’università pubblica e gratuita, per il ritiro del p.d.l. Aprea e per l’assunzione di tutti i precari. Come l’anno scorso continuiamo ad urlare: “Noi la crisi non la paghiamo!”".

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