La giustizia italiana va in pezzi
Guasto dei computer a Roma: si ferma tutto.
Black out informatico al Tribunale di Roma. Il sindacato Ugl Ministeri ha reso noto che tutti i procedimenti delle 10 sezioni e dei 40 Gip sono inesorabilmente bloccati per un guasto tecnico.
Ugl Ministeri in una nota ha sostento che “la giustizia va di male in peggio”. “Allo stato attuale – hanno spiegato – sono bloccati i servizi anagrafici, i casellari, le informazioni, il registro informatico, i collegamenti con le carceri e, dal 15 settembre, dovrebbero riprendere anche le udienze dopo la pausa estiva”.
I disagi, oltre a colpire l’utenza e gli avvocati, di sicuro avranno – è detto ancora nel comunicato – una “forte ripercussione anche sul personale che al Tribunale di Roma già è in forte sottorganico e con carichi di lavoro moltiplicati per tre (55mila procedimenti penali solo nel 2008) e quando il guasto sarà riparato dovrà fare i salti mortali per recuperare il tempo perso”.
Paola Saraceni, Segretario Nazionale Ugl Ministeri, ha detto: ” Non meravigliamoci quando poi si verificano casi gravissimi come quello della Procura di Trieste, dove pericolosi delinquenti si ritrovano liberi per decorrenza dei termini di custodia cautelari. I nostri Tribunali e Procure sono strutture fragili dove le carenze di personale e la cronica disorganizzazione già causano disagi enormi alla macchina della Giustizia, figuriamoci cosa può succedere con un black out informatico”.
Com’è noto il ministero è fortemente impegnato su altri fronti e forse il diritto all’efficienza della giustizia per i cittadini non è nelle priorità del centro destra.


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