La durezza della crisi e le favole di Berlusconi
Il governo nega la realtà, me i disoccupati sono arrivati ad un milione.
Come ha descritto Berlusconi la situazione italiana? Ha detto domenica scorsa: “Oggi non dobbiamo più avere paura. Lo dico anche agli imprenditori di investire con coraggio”. Poi ha continuato: “Abbiamo agito prima degli altri, abbiamo garantito gli ammortizzatori sociali a tutti coloro che hanno perso il lavoro e abbiamo scoperto che abbiamo un sistema bancario più solido degli altri perchè siamo grandi risparmiatori”.
Qual’è la realtà? Le ore di cassa integrazione autorizzate nel periodo che va dal 1 settembre 2008 al 31 agosto del 2009 sono aumentate del 222,3 per cento. Da 190.970.862 ore del corrispondente periodo del 2007-2008 si è passati, infatti, a 615.554.894 ore in questi ultimi 12 mesi.
l’Inps, poi, ha liquidato 1.172.659 domande di disoccupazione con un incremento del 53 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, versando un importo medio annuo di circa 5.292 euro, per alleviare il periodo di disoccupazione, che può variare da 6 mesi a 1 anno.
La cifra erogata per la disoccupazione appare minima, anche se il multimilardario premier sostiene di aver garantito gli ammortizzazotri sociali. A proposito, ecco cosa accade in Europa.
In Francia per aver diritto all’indennità di disoccupazione è necessario aver lavorato almeno 6 mesi degli ultimi 22. L’ammontare dell’indennità viene stabilito con una media della retribuzione degli ultimi 12 mesi, secondo un sistema che salvaguarda i redditi più bassi. La durata dell’indennità varia da un minimo di 7 mesi ad un massimo di 60. A ciò si aggiungono circa 10 euro fissi al giorno, in determinate circostanze. Poi c’è il “Revenu minimum d’insertion (Rmi)”, che è un ’salario di ingresso. Per riceverlo bisogna aver compiuto 25 anni (non si applica la condizione dei 25 anni per i disoccupati con figli). Il Rmi prevedeva (nel 2005) l’integrazione del reddito a 425,40 euro mensili per un disoccupato solo, che diventavano 638,10 euro se in coppia (chiunque vive ‘insieme’), 765, 72 se la coppia ha un figlio, 893,34 per due figli e 170, 16 euro in più per ogni altro figlio. Una coppia con tre figli arriva quindi ad avere più di 1.150 euro di Revenu minimum d’insertion.
In Inghilterra a partire dai 18 anni chi non ha un lavoro e non ha risparmi per più di 12.775 euro ha diritto all’ Income-based Jobseeker’s Allowance, a circa 300-350 euro mensili per un periodo di tempo illimitato . A questa cifra si devono aggiungere l’affitto dell’alloggio (Housing Benefit) e tutta una serie di assegni per i figli.
In Germania la riforma ‘restrittiva’ introdotta nel 2005 indica che tra 16 e i 65 anni si può disporre dell’Arbeitslosengeld II, cioè di 345,00 euro al mese, più i costi dell’affitto e del riscaldamento (Miete und Heizkosten).
Una famiglia composta da due figli di 12 e 14 anni, nella quale il padre è disoccupato e la madre ha uno stipendio da un lavoretto part-time di 750 euro lordi e le due figlie 308 euro al mese di Kindergeld (gli assegni per i minori), è considerata bisognosa di un incremento di reddito. Fatti i dovuti calcoli, questa famiglia ottiene un’integrazione del salario che la porta a disporre complessivamente di 1665 euro al mese netti. Dopo la riforma i disoccupati tedeschi di lungo periodo non hanno più – in aggiunta al normale sussidio – i soldi per i mobili e per i vestiti, ma prima ricevevano anche quelli.
In alcuni Paesi europei il reddito minimo copre sia chi non ha ancora un lavoro sia chi ha perso il lavoro e non ha diritto all’indennità o perché l’ha esaurita o perché non ha versato i contributi. In Gran Bretagna c’è la “Contribution-based Jobseeker’s Allowance” per l’indennità di disoccupazione e l’”Income-based Jobseeker’s Allowance” per reddito minimo garantito. Inoltre è attivo anche l”‘Income support”, che è previsto per chi lavora meno di 16 ore a settimana . Queste forme di sostegno del reddito, naturalmente, sono illimitate nel tempo.
In Francia infine se si è disoccupati, “vous bénéficierez de la réduction sociale téléphonique”, cioè si ha diritto alla riduzione delle tariffe telefoniche.


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