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Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Incubo Italia

Autore: . Data: giovedì, 17 settembre 2009Commenti (1)

Berlusconi impazza, la poltica farfuglia sciocchezze e media sono al servizio del Palazzo.

italiaMolti quotidiani hanno ‘salutato’ la puntata di ‘Porta a Porta’ di martedì sera con il premier un flop. I numeri sembrerebbero dar loro ragione, perchè nella giornata del disonore per il giornalismo italiano e per il servizio pubblico la fiction ‘L’onore e il rispetto’, trasmessa sulla rete del Cavaliere, Canale 5, ha avuto il 22. 61 per cento di ascolto con 5.750.000 spettatori, mentre Vespa ha dovuto accontentarsi di un basso 13.47 per cento con un pubblico di sole 3.219.000 persone.

Tuttavia il flop non c’è stato come molti affermano. Da tempo i cittadini italiani non comprendono il senso della politica, per cui non stupisce il basso numero di estimatori del duo inossidabile Vespa-’Papi’ Silvio.

In realtà i cittadini sono divisi in tre grandi categorie: i berlusconiani, gli antiberlusconiani e gli insensibili.

Le tre ‘famiglie’ contengono al loro interno solo una piccola percentuale di informati. La maggior parte dei cittadini infatti orecchia con distacco i tg, guarda con profondo o superficiale interesse la spazzatura trasmessa dalla televisione dal pensiero unificato e quasi non legge più i giornali. Per i relativamente pochi utilizzatori di internet (in Italia la rete è ‘consumata’ male e meno rispetto agli altri paesi sviluppati) un recente studio della Nielsen dal titolo emblematico ‘Separati in casa: gli italiani tra cultura e tecnologie’ ha scoperto che quasi un italiano su due non va in rete, mentre quelli che lo fanno adottano spessissimo tecniche di navigazione superficiali e fini a se stesse, nonostante l’offerta di contenuti sia molto articolata.

Insomma, gli italiani ‘ignoranti’ di ‘politica’ sono in gran numero, forse la stragrande maggioranza della cittadinanza. Eppure quelle stesse persone sono elettori, una volta ogni tot mesi (un tempo anni) vanno a votare e scelgono chi li dovrà rappresentare nelle istituzioni.

Il risultato della ‘inconsapevolezza’ sullo stato della realtà li ha indotti a scegliere personaggi di terz’ordine, parlamentari di basso livello, amministratori senza qualità. E la crisi del Paese è oggi visibile con chiarezza, perchè i servizi essenziali funzionano male, gran parte delle città sono sporche e malmesse, la sanità è in condizioni precarie, la scuola forma semianalfabeti e le università sono esamifici dai quali escono futuri disoccupati o operatori di call center. Più o meno.

Martedì il presidente del Consiglio ha detto con orgoglio parlando dell’Abruzzo: “Promessa mantenuta” ed il popolo italiano, nel suo ormai radicato disinteresse, ha origliato dai Tg che i terremotati hanno ricevuto le prime case “realizzate dalla Protezione civile” come ha detto il Tg1 in particolare, ma anche gli altri telegiornali. Oggi 60 milioni di abitanti dell’ex Belpaese pensano che Bertolaso e Berlusconi, il duo vincente delle crisi, da quella della spazzatura napoletana alle macerie dell’Aquila e dintorni, abbia risolto ‘tutto’.

Pecato non sia vero niente: le ‘casette’ le hanno costruite operai trentini, con soldi di quella Provincia e della Croce rossa, senza nessun tipo di ‘ausilio’ della benemerita Protezione civile, risolutrice d ogni problema.

Martedì, mentre le truppe cammellate dei reporter televisivi e della carta stampata si prodigavano nel raccontare dei pacchi di pasta già messi nelle dispense delle nuove abitazioni, della scuola materna costruita su disegno di una giovane studentessa morta durante il terremoto, delle manifestazioni di giubilo che gli ‘sfollati d’Abruzzo’ regalavano al “miglior presidente del Consiglio da 150 anni” (parole del medesimo), nessuno di quegli avventurosi cronisti ha ricordato di chiedere all’assessore Lia Beltrami o al presidente della Provincia di Trento, Lorenzo Dellai, perchè fossero ad Onna.

Eppure Dellai parlando con i giornalisti era stato chiaro: “Queste case non appartengono allla Provincia autonoma di Trento, al governo, o a questa o a quella forza politica: appartengono agli abruzzesi che le abiteranno e rappresentano un segno tangibile della volontà dell’Abruzzo di rinascere sulle macerie del terremoto che l’ha colpito così crudelmente. Solo questo conta. Siamo felici di avere potuto contribuire alla ricostruzione e di poter continuare il nostro impegno qui, perchè, vorrei ricordarlo, l’impegno del Trentino a fianco dei terremotati non finisce oggi.”

Insomma, il piccolo centro raso al suolo dalle scosse sismiche del 6 aprile, che ha dovuto assistere alla morte di 41 persone su una popolazione di circa 300 abitanti, ha ricevuto delle abitazioni grazie ad una convenzione firmata tra la Provincia autonoma di Trento e la Croce rossa Italiana lo scorso 17 giugno e nella quale si dava il via alla realizzazione di un complesso di alloggi temporanei per il medio termine: la Croce Rossa Italiana si era assunta in quella sede l’onere del finanziamento dell’opera, per un importo di 5 milioni di euro, l’ente locale il ruolo di esecutore materiale del programma da realizzare.

Il ‘piccolo’ furto di ‘paternità’ dei lavori rientra nel ‘grande’ furto di verità che gli italiani sono costretti a subire da anni, reato progettato dal Palazzo e compiuto dalla stragrnde maggioranza dei media nazionali.

Per questo motivo il ‘flop’ di martedì è un ‘falso’ flop’. Perchè comunque il messaggio è passato, non nelle due ore di soliloquio di Berlusconi a ‘Porte a Porta’, ma nelle tonnellate di informazioni diffuse sull’argomento. Come è avvenuto per decine di casi, dallo scandalo delle escort alla corruzione, dalla crisi della scuola all’aumento della disoccupazione.

Non importa, infatti, in quanti abbiano assistito alla trasmissione-propaganda mandata in onda da Raiuno, perchè anche quelli che stavano guardando ‘L’onore e il rispetto’ erano convinti che il governo avesse “mantenuto le promesse” in Abruzzo, invece di sapere che si trattava di una notizia falsificata.

Le responsabilità dei gornalisti è sempre maggiore, perchè è di questa categoria professionale la responsabilità di non smentire il presidente del Consiglio, di impedre al pubblico di sapere come stanno le cose. Nel caso Onna e negli altri.

Se i cittadini italiani non sapranno comprendere che la ‘libertà di stampa’ si difende anche ‘punendo’ i giornalisti e le testate che non fanno in modo serio il proprio lavoro, smettendo di leggere articoli, di guardare servizi tv, di comprare alcuni giornali e coinvolgendo se stessi un una grande battaglia civile per risanare il comparto dei media non sarà possibile ripristinare le regole democratiche nel Paese.

Non sono solo ‘la politica’, i ‘partiti’, la ‘casta’ a produrre i danni che stanno travolgendo l’Italia, ma anche moltissimi ‘informatori’, ormai complici di una colossale operazione di disinformazione di massa.

Così come per un indumento, una marca di alimenti, un’auto o un ombrello si deve imparare a controllare il rapporto qualità-prezzo ed a costruire associazioni di consumatori per difendere il valore della verità. Noi siamo qui per questo, ma è arrivato il momento per tutti di prendere in mano le redini della propria esistenza, senza delegare a pochi la battaglia. Altrimenti la guerra sarà persa e la conseguenza sarà la sconfitta della libertà.

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Commenti (1) »

  • farfalla ha detto:

    Se non ci fosse stata una stampa libera, nessuno avrebbe mai saputo della famosa cena con due Giudici dell’Alta corte corrotti, che inciuciavano per la sentenza del Lodo Alfano, alla presenza di Berlusconi e i Suoi Bravi.

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