In Afghanistan continue violazioni dei diritti umani
Dopo la strage delle autobotti raid in un ospedale.
Le truppe Usa hanno condotto ieri un blitz in un ospedale del Comitato svedese per l’Afghanistan (Sca), nella provincia di Maidan Wardak, perquisendo le stanze dopo aver costretto i pazienti a lasciarle.
Lo ha riferito la stessa ong in un comunicato citato dall’agenzia afghana Pajhwok e dalla Reuters, precisando che nel corso del blitz i militari hanno fermato sei persone, quattro impiegati e due familiari dei pazienti.
I militari, hanno aggiunto gli svedesi, hanno ordinato allo staff medico di segnalare al comando militare se un paziente che deve essere ricoverato è un sospetto combattente, ed attendere le decisioni dell’esercito prima di accogliere il ferito.
Anders Fange, responsabile della ong in Aghanistan ha detto: “È semplicemente inaccettabile. Si tratta di una violazione dei principi umanitari riconosciuti in tutti il mondo sulla inviolabilità dei luoghi di cura, e di chi ci lavora, nelle aree teatro di conflitto”.
Per il rappresentante dello Sca il raid è stato “la rottura dell’accordo tra l’Isaf e i gruppi umanitari”. Un portavoce dell’Onu interpellato dalla Reuters, Aleem Siddique, ha detto che le leggi internazionali impongono ai militari di evitare operazioni nelle strutture sanitarie. “L’unica eccezione, secondo le Convenzioni di Ginevra, è se c’è un rischio per le persone”, ha precisato.


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