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Gli insegnanti senza lavoro protestano in tutt’Italia

Autore: . Data: martedì, 8 settembre 2009Commenti (0)

Si estende la contestazione dopo i tagli del governo.

precariLa protesta degli insegnanti non chiamati quest’anno al lavoro si estende nel Paese, ma sembra non iteressare la maggioranza dei media. Un gruppo di mamme si è incatenato ai cancelli della muncipalità di Bagnoli a Napoli per protestare contro la annunciata mancata riapertura della scuola materna ed elementare ‘Madonna Assunta’, che ospita circa 500 bambini a tempo pieno, tra cui 26 alunni disabili. Il plesso ‘Madonna Assuntà, spiegano le mamme, “dopo lavori di riqualificazione durati sei anni e 600 mila euro di spesa, non ha ottenuto la qualifica di agibilità. Come è possibile?”. A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, le mamme chiedono una risposta “immediata” dall’ufficio tecnico e dal consiglio della X Municipalità di Napoli.

A Catania i precari occupano da sei giorni l’ufficio scolastico provinciale, mentre a Torino trascorreranno tutta la settimana in piazza Carlo Alberto, dandosi il cambio e dormendo sotto le stelle e affermano: “Solo in Piemonte sono circa 2500 posti” in meno e aggiungono che per il ministero “i precari non hanno un volto nè una storia, e tutti li possono calpestare”.

Per Igor Piotto, segretario torinese di Flc, “la nostra è un’iniziativa per sostenere il diritto al lavoro, inalienabile per tutti, e il diritto del lavoro, cioè a un modo di lavorare che non implichi sfruttamento, soprattutto per i precari che spesso sono costretti a dare disponibilità per impieghi che svolgeranno per un compenso più basso del 25 per cento rispetto a un collega di ruolo”. Per il primo giorno di scuola, lunedì 14 settembre, i precari piemontesi hanno annunciato una manifestazione di fronte all’ufficio scolastico regionale, insieme ai sindacati e alle associazioni di genitori.

A Genova un presidio permanente del comitato precari Liguria ha iniziato una manifestazione permanenete davanti all’ufficio scolastico regionale e ieri a Roma un corteo è partito dall’ufficio scolastico provinciale di Roma in via Pianciani, dove i precari della scuola sono in sit in da ormai 4 giorni verso il ministero dell’Istruzione a viale Trastevere, che nei prossimi giorni sarà presidiato da gruppi di manifestanti. “Vogliamo che la protesta passi dal livello locale a quello nazionale – ha detto un precario – quel che chiederemo davanti al ministero saranno le dimissioni immediate del ministro Gelmini, il ritiro della legge sui tagli e l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari nei posti vacanti”.

Mentre continua il presidio ad oltranza del coordinamento precari nazionale, dentro gli uffici del provveditorato sono arrivati i lavoratori Ata (Amministrativo tecnico ausiliario) per l’assegnazione dei contratti a tempo determinato per l’anno scolastico in arrivo. Sono oltre 200 e un altro centinaio sono previsti per le ore 14.30. «Non so che fine farò – afferma Giovanna Agnello, di 54 anni -. Ho un marito disabile e due figli a carico. Anche quest’anno per me l’entrata in ruolo sarà un miraggio». All’uscita è prevista una manifestazione di solidarietà da parte del presidio verso gli Ata.

A Milano un piccolo ma fantasioso corteo, come si conviene a degli studenti di teatro, è partito ieri da piazza XXIV Maggio, organizzato dagli allievi della scuola di arte drammatica Paolo Grassi. Dietro lo striscione ‘Difendiamo la Paolo Grassì, tra un uomo ragno, clown e vestiti di scena, i circa 60 partecipanti tra studenti e docenti hanno sfilato per le vie della città in direzione della sede della Fondazione scuole civiche (a cui la Grassi fa riferimento) per poi dirigersi a Palazzo Marino, sede del Comune. L’iniziativa è nata per chiedere la ricandidatura del direttore della scuola Maurizio Schmidt rimosso lo scorso 20 luglio. “È una decisione calata dall’alto, nonostante i pareri contrari degli allievi, dei docenti e di noti esponenti della cultura cittadina – ha spiegato Carolina Pedrizzetti, portavoce del comitato degli studenti – deleteria anche per tempistica e per il suo essere repentina. Ha interrotto progetti e crea una situazione di insicurezza, come ad esempio per i progetti didattici”. Dopo le 17 i ragazzi sono tornati nei locali della scuola, nel frattempo aperti alla cittadinanza per dibattere insieme a volti noti come Moni Ovadia e Elio De Capitani.

In questo stato di caos è il caso di rcordare che i tagli del governo effettuati fio ad ora sono solo i primi di una stangata che durerà tre anni. Se per il 2009-2010 sono previsti oltre 42 mila docenti e oltre 15 ausiliari tecnico-amministrativi [Ata] in meno, i tagli totali al 2012 saranno di oltre 87 mila insegnanti e 44 mila cinquecento Ata.

“Senza risposte adeguate e atti conseguenti del governo, la Flc Cgil è pronta a proclamare lo sciopero generale e una manifestazione nazionale: l’auspicio è che questo avvenga come in passato unitariamente” ha dichiarato ieri il sindacato, che ha fissato un primo calendario di iniziative di mobilitazione di contrasto alla precarizzazione dei lavori della conoscenza.

Il 10 settembre 2009, ci sarà un presidio davanti al ministero di viale Trastevere nel giorno in cui è prevista una ulteriore convocazione dei sindacati sulle misure che il ministero dell’Istruzione intende mettere in atto in favore dei precari, misure giudicate dalla Flc finora insufficienti.

Il 14 settembre 2009 invece è stata proclamata giornata nazionale di mobilitazione, con presidi presso le sedi degli ex provveditorati. Il primo giorno di scuola, diverso per gruppi di regioni, si terranno iniziative territoriali, presidi, volantinaggi davanti alle sedi scolastiche la mattina e assemblee pubbliche pomeridiane aperte ai genitori, agli studenti e alle forze politiche. Nei primi giorni di ottobre, sarà individuata una giornata per essere in “100 piazze per la conoscenza”.

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