Fondi: il governo non interviene contro il crimine organizzato
Il comune sarebbe infiltrato, ma non viene sciolto, mentre la situazione si aggrava.
“La misura è ormai colma e di quanto si sta verificando a Fondi riteniamo responsabile il Governo che non interviene”. È l’allarme lanciato dall’associazione antimafia Caponnetto di Latina, per voce del presidente Elvio Di Cesare, che ha di nuovo sollevato il caso Fondi a proposito di alcuni colpi di arma da fuoco esplosi nei giorni scorsi contro le finestre dell’ufficio del giudice di pace Eugenio Fedele, trasferitosi a Fondi da circa due mesi.
I proiettili hanno colpito le finestre della ex pretura della città laziale ed oggi ospita l’ufficio del giudice di pace Fedele. Le indagini delle forze dell’ordine sono in corso.
Mercoledì scorso si era svolta davanti al palazzo comunale una manifestazione organizzata dall’Idv per sollecitare il Governo a prendere una decisione sulla richiesta di scioglimento del consiglio comunale avanzata un anno fa dal prefetto di Latina, Bruno Frattasi, per infiltrazioni della criminalità organizzata. Durante l’iniziativa alcune persone, legate all’amministrazione ed al sindaco, Luigi Parisella, hanno cercato di infastidire i cittadini che partecipavano.
Intanto il presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, di centro destra, difende la giunta di Fondi ed ha annunciato di voler inviare alla Commissione parlamentare d’inchiesta antimafia un dossier per contrastare la relazione del prefetto di Latina, che continua a chiedere lo scioglimento e quindi nuove elezioni.


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