Da sei anni chiede l’acqua potabile
Accade ad un inquilino delle Ferrovie a Bari.
Pino Magrone ha inviato decine di lettere alla Rete ferroviaria spa, proprietaria dell’abitazione in cui vive e dove, dai rubinetti, esce da anni acqua di colore giallo, mista a terriccio, che impedisce ai componenti della famiglia di potersi lavare, di cucinare, di lavare gli indumenti.
L’uomo, di 69 anni, era il custode del passaggio a livello del quartiere Japigia di Bari. Ora in pensione ha conservato il diritto ad abitare nella casetta annessa all’impianto ferroviario pagando l’affitto.
“Da quando, nel 2003, le Ferrovie dello Stato – ha raccontato – hanno deciso il raddoppio del Parco Sud, un mega centro di smistamento delle linee ferrovarie, qui non si capisce più nulla: dai rubinetti esce acqua di colore strano, mista a ruggine e terriccio. Una situazione – aggiunge – dovuta agli scavi effettuati durante l’operazione di raddoppio. Spaccavano le tubazioni e io me ne accorgevo perchè improvvisamente mancava l’acqua e poi le rattoppavano, non so come, non so utilizzando cosa”.
Il signor Magrone ha inviato varie volte lettere all’Acquedotto Pugliese e “al padrone di casa”, le Ferrovie, senza avere mai una risposta risolutiva. “Le Fs, in realtà mi hanno proprio ignorato”, ha dichiarato sconfortato.
“È un mio diritto – ha continuato Pino Magrone – avere l’acqua potabile: sono anni che vado a riempire bidoni e bottiglie alla fontana, ma così non si può andare avanti. Non possiamo lavarci, non posso lavare gli indumenti, non possiamo cucinare”.
Di qui l’appello del signor Magrone alle istituzioni e alle Ferrovie: “Bisogna risolvere questo problema, la mia famiglia ha il diritto di avere in casa acqua potabile, come tutti”.
Bari, Italia, anno di grazia 2009.


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