cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, vivere
Regola la dimensione del carattere: A A

AnnoZero e gli scoop sull’ovvio

Autore: . Data: venerdì, 25 settembre 2009Commenti (0)

Il programma della tv ‘liberata” è andato in onda, senza aggiungere nulla di nuovo.

informazioneCome era prevedibile c’erano gli ospiti quasi fissi (De Gregorio, Mentana, Belpietro), il rappresentante dell’opposizione Franceschini ed al posto dell’avvocato Ghedini, l’onorevole Bocchino per la maggioranza

Cos’è accaduto e facile dirlo: nulla. Il popolo di Santoro, circa 5 milioni 502 mila spettatori secondo i rilevamenti, era già al corrente di ogni cosa su D’addario, Berlusconi, Tarantini, regime, opposizione, libertà di stampa e tutto il resto.

Le due anime della tribù si sono riunite puntuali alle 21, quella catodica nello studio, quella militante nelle case e lo show ha avuto inizio. Sembrava di assistere al lavoro di un politico, che parlando agli iscritti del suo partito si esalta supponendo di guadagnare voti o ai tentativi di un venditore di enciclopedie impegnato nell’arduo sforzo di piazzare i preziosi libri ai suoi stessi compagni di lavoro.

Le ‘straordinarie novità’ raccontate alla ‘ggente’ erano messe alla rinfusa in un contentore pieno di fatti scontati, ma a detta del conduttore c’era anche uno straordinario ‘scoop’, ovvero un’intervista alla signora barese D’Addario “mai vista prima nella tv pubblica”. Poi il solito assolo di Travaglio, ormai definitivamente schierato con la categoria degli archivisti, per altro nobilissima. Raccoglie materiali e li mette in ordine ‘a parer suo’, senza trovare mai una notizia che non sia stata resa pubblica da altri.

La cosa strana della prima puntata della nuova serie di AnnoZero è che le uniche obiezioni sensate siano venute, anche se giocate in modo strumentale, da Belpietro, che ha detto “Il vero scandalo di Bari non sono le escort ma la sanità, la truffa ai danni dei cittadini in cui sono coinvolti esponenti del centrosinistra”.

In verità, come InviatoSpeciale cerca di suggerire da settimane, la vicenda è più complicata di quanto non appaia e lo stesso Travaglio lo ha rilevato all’inizio del suo intervento, citando una frase molto importante per comprendere cosa abbia motivato le ‘gesta’ dell’imprenditore pugliese. Ha detto Tarantini agli inquirenti: “Voglio infine precisare che il ricorso alle prostitute ed alla cocaina si in­serisce in un mio progetto te­so a realizzare una rete di con­nivenze nel settore della Pub­blica amministrazione perché ho pensato in questi anni che le ragazze e la cocaina fossero una chiave di accesso per il successo nella società”.

I fieri avversari di Berlusconi insistono nel tirare in ballo il presidente del Consiglio ed i suoi incontri con le escort, ma appare ovvio come le ‘avventure galanti’ di ‘Papi Silvio’ siano un fatto marginale dell’intero affaire. Mentre il centro destra indica nel centro sinistra pugliese il covo dei briganti, l’incartamento Tarantini potrebbe coninvolgere altri nomi più o meno noti, senza distinzione di schieramento e collocazione geografica.

Nella famosa estate del 2008, l’imprenditore al centro delle indagini della Procura di Bari, com’è documentato, spese per la villa in Sardegna e per l’acquisto di cocaina almeno centomila euro in un paio di mesi. Molto altro denaro costarono gli alberghi per gli ospiti, le cene, il personale di servizio alla villa, le auto, ecc.

Giovedì sera, mentre ‘AnnoZero’ si impegnava nella ‘missione’ di contrastare un premier ‘libertino’, la giornalista De Gregorio faceva notare che non tutte le donne si prostituiscono.  Travaglio, da parte sua, riassumeva le ‘supernotizie già note’ confondendosi sul ‘compenso’ versato alla signora D’addario  (mille euro e non duemila, perchè Tarantini pretese uno sconto per una non avvenuta ‘consumazione’ a Palazzo Grazioli) e inseriva D’Alema nella requisitoria, accusandolo (sebbene estraneo alla vicenda escort-sanità) per una cena elettorale alla quale partecipò insieme al sindaco del capoluogo pugliese.   Intanto, all’intero dibattito mancavano alcune considerazioni forse utili per la ‘ggente’.

Perchè un imprenditore che da alcuni anni faceva ‘affari’ nella sanità pugliese, forse con ‘gli aiutini’ bipartizan di amministratori pubblici disinvolti, decide di andare in Sardegna? Avrebbe potuto organizzare le sue feste in Valle D’Itria, a Rosamarina, nel Salento, ovvero nei posti che raccolgono i ‘potenti’ della sua regione.

La tesi non esposta, ma sussurata da alcuni valenti giornalisti ‘investigativi’ italiani, è la seguente: voleva avvicinare il premier, sensibile al fascino femminile e con l’aiuto di ragazze ‘amiche’ conquistarne la fiducia per facilitare i propri affari.

Questa spiegazione appare improbabile o perlomeno riduttiva. Durante i party in Sardegna, Tarantini, giovandosi anche dell’organizzatore di ‘eventi mondani’ Manarini, aveva messo in piedi un giro di feste, ricevimenti, occasioni di ‘svago’ nella sua casa in affitto. E’ in quelle occasioni che voleva tessere la tela per ‘inserirsi’ nel giro ‘grosso’ e preparare il salto dal mercato regionale a quello nazionale.

In quei due mesi le ragazze che gli giravano intorno erano senza ombra di dubbio delle persone alla ricerca di un posto al sole, abituate alla ‘prassi corrente’, consapevoli che in Italia di questi tempi per ‘ricevere’ si deve ‘dare’. E’ il Paese ‘meritocratico’ narrato del ministro Gelmini, dall’ottimismo berlusconiano e da una cultura maschilista debordante e medioevale.  Forse alcune si concedevano, anzi sicuramente lo facevano, ma non erano ‘professioniste del sesso’, anzi non erano professioniste in nulla. Erano ragazze vittime di un ‘mercato’ gestito da uomini, che non richiede competenze o capacità, ma pretende leggerezza e ‘disponibilità’. Le ‘escort’ entrano nella storia dopo la chiusura della villa sarda, alla fine dell’estate.

Siccome non è realistico pensare che le megafeste, con cocaina gentilmente fornita dalla casa, fossero frequentate solo da donne, la seconda domanda è facile: chi erano i signori presenti? Non solo il premier, che forse a casa di Tarantini non è andato mai, ma qualcun altro.

E qui che c’è il nodo della vicenda barese. Lo specchio deformante delle abitudini del Cavaliere in fatto di donne non può e non deve nascondere un problema più ampio: perchè la ‘classe dirigente’ di questo Paese induce qualcuno a pensare che per fare affari servano donne e droga?

Questo approccio al problema, mettendo in secondo piano Berlusconi e le escort,  dovrebbe richiamare la stampa ad indagare sull’allegro mondo delle vacanze sarde di Tarantini (e di altri). Invece queste ombre continuano a non comparire nelle cronache, come se nessuno volesse affrontarle veramente. Forse perchè l’estensione del ‘mercato’ è tale da convolgere troppe persone, di diversi ambienti, di varie forze politiche o anche imprenditori riservati e desiderosi di privacy.

Le obiezioni di Belpietro, il suo sostenere che il “vero scandalo di Bari non sono le escort ma la sanità” è in parte fondata. Peccato non includa nella zona grigia anche personaggi di altre aree politiche (oltre al centro sinistra) e si limiti a pensare che tutto sia circoscritto a Bari.

Ii nodo è questo ed a Santoro, Travaglio e colleghi è sfuggito del tutto. L’obiettivo è ‘detronizzare’ il premier, la ‘via delle escort’ sembra essere quella più opportuna, il resto non conta. Ma il compito dell’informazione non dovrebbe essere scavare nei fatti per trovare un po’ di verità?

Un  programma tv dovrebbe portare alla valutazione degli avvenimenti, a riflettere, a costruire gerarchie di problemi, a cominciare ad aprire le stanze segrete delle connivenze, dell’omertà, dell’uso consociativo del potere.

AnnoZero, come ‘Porta a Porta’, ha mostrato ai suoi fans un quadro parziale della situazione, in un disordine che è arrivato a collegare la libertà di stampa con un’intervista alla signora D’Addario, fino alla crisi ed ai licenziamenti alla Nortel.

Anche su questo ultmo argomento al lettore sarà utile sapere che l’azienda romana, parte di un colosso multinazionale canadese specializzato nello sviluppo di tecnologie per le reti di comunicazione voce-dati sia su cavo che via etere, ha cominciato ad avviare una pesante ristrutturazione nei suoi impianti di tutto il mondo curata dalla società Ernst & Young.

La filiale francese è nelle stesse condizioni di quella italiana, anche se li i dipendenti a rischio licenziamento sono 480 e sono arrivati a minacciare di far esplodere lo stabilimento.

I principali clienti italiani della Nortel debbono interessare. Si tratta del ministero delle Finanze (Sogei), degli Esteri (compresa l’unità di crisi della Farnesina), dell’Interno, della Pubblica Istruzione, della Banca d’Italia e dell’Istat.

Se, per ipotesi, si pensa alla vicenda Tarantini, si apre il capitolo ‘forniture alla pubblica ammnistrazione’ (anche oltre la sanità) e si cerca di capire la reale situazione del mercato italiano, forse si aiutano gli ingegneri ed i tecnici della Nortel per davvero ad evitare la catastrofe.

Recentemente il sottosegretario Paolo Romani ha annunciato di voler investire da subito 800 milioni per le nuove reti broad band e quelle di nuova generazione NGN2, mentre il ministro Brunetta ha lanciato il suo piano di eGovernment e a Roma si preannuncia un investimento di circa 600 milioni di Euro in 5 anni per portare la connessione a 100 mega a tutti i cittadini.

Molto lavoro, quindi, potrebbe esserci per l’azienda in liquidazione. Allora perchè vogliono chiuderla? I canadesi non credono agli impegni del governo, pensano di non riuscire ad aggiudicarsi gli appalti, sono impazziti e vogliono smantellare tutto senza ragione?

Non è facile capire, ma ci sarebbe da indagare, senza ombra di dubbio. Qualche giorno fa, Roberta Turi, della Fiom Cgil di Roma, ha detto: “Nel momento in cui in Italia il governo decide un piano di investimenti per il salto di qualità delle infrastrutture di comunicazione, gli amministratori di Nortel, invece di farsi promotori di progetti per l’innovazione del sistema di telecomunicazioni, decapitano un team di eccellenza tra i più attivi nel mercato degli operatori TLC e in quello della Pubblica Amministrazione in particolare.”

Alla sindacalista andrebbero fatte le stesse domande ed anche una in più: “Ma lei è proprio certa che il governo stia preparando un salto di qualità e che manterrà gli impegni?”.

Le foto dei figli dei lavoratori, il protagonismo dell’inviato di AnnoZero (che si è lasciato riprendere per 30 secondi di seguito mentre saliva per una scaletta e raggiungeva un dipendente della Nortel al quale è stata data la parola per sei secondi) piacerà molto al popolo di Santoro. Come a quello di Vespa piace guardare il Cavaliere indomito mentre parla dei suoi miracoli senza alcun contraddittorio in studio.

Agli spettatori del servizio pubblico, però, dovrebbe essere offerta informazione senza aggettivi e di qualità. Ma questo in Italia non accade. In nessuna rete, o quasi.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008