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Aggredita una guardia nel carcere di Augusta

Autore: . Data: mercoledì, 9 settembre 2009Commenti (0)

Il sindacato denuncia il sovraffollamento dell’istituto penitenziario.

carcereIl Coordinamento nazionale della Polizia Penitenziaria (Cnpp) aderente alla Federazione sindacati autonomi in un comunicato rende noto che “è doveroso segnalare un grave episodio di violenza messo in atto in data odierna (ieri, ndr) da un detenuto nei confronti di personale della Polizia Penitenziaria. Un Assistente Capo in servizio presso l’ingresso di un blocco detentivo è stato aggredito da un detenuto extracomunitario che lo ha colpito con calci e pugni per futili motivi”. Il collega vittima della aggressione ha riportato escoriazioni al volto e una contusione ad un polso e la rottura degli occhiali.

Denunciando l’accaduto l’organizzazione sindacale aggiunge: “Il sovraffollamento attuale della popolazione detenuta, il caldo asfissiante, l’annosa questione della mancanza d’acqua e della grave carenza dell’organico della Polizia Penitenziaria di oltre 100 unità, sempre più rimarcata, le gravi condizioni strutturali dell’intero complesso detentivo che necessita di interventi di ristrutturazione e di adeguamento alle nuove norme dettate dall’ordinamento penitenziario, costituiscono un mix esplosivo che rende di certo non felici le condizioni di vivibilità del carcere di Augusta, con conseguenti tensioni e criticità che spesso sfociano in atti di violenza come quello odierno”.

Mentre la propaganda del governo insiste nell’annuciare ‘successi’ inesistenti i sindacalisti ricordano: “Basti pensare che il penitenziario di Augusta attualmente ospita 605 detenuti – più della metà sono extracomunitari – a fronte di una capienza prevista di poco più di 310 reclusi ed è divenuto una bomba ad orologeria pronta ad esplodere se non saranno adottati i necessari interventi tesi a rafforzare l’organico della Polizia Penitenziaria ed evitare le continue assegnazioni di detenuti da altri Istituti considerato che i reparti detentivi sono stracolmi ed i reclusi sono costretti a vivere in tre in una cella di appena quattro metri quadrati”.

Il Cnpp aveva già denunciato “ai vertici del Ministero della Giustizia, del Dap ed al Prefetto unitamente alle altre organizzazioni sindacali di categoria una situazione in peggioramento, sperando che si intervenisse, invece non è arrivato alcun segnale. Ora, unitariamente, si valuterà quali forme di protesta mettere in campo per garantire la sicurezza ed i diritti della Polizia Penitenziaria che attualmente si trovano ad operare in condizioni inaccettabili”.

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