Abruzzo: furto di inaugurazione
Le casette di Onna sono state realizzate dalla Provincia di Trento, governo e Berlusconi non c’entrano nulla.
L’informazione italiana sembra ormai un set cinematografico, nel quale attori improvvisati si spintonano pur di ottenere un primo piano. Le ‘casette’ realizzate nel piccolo paese di Onna, raso al suolo dal terremoto, sono state costruite grazie allo sforzo ed alla tenacia della Provincia di Trento ed al lavoro dell’assessore Lia Giovanazzi Beltrami, di aziende e di operai trentini, del volontariato di quella terra. I finanziamenti per eseguire l’opera sono stati erogati dalla Croce Rossa e dall’ente locale guidato dal presidente Lorenzo Dellai. La Protezione civile ed il governo centrale non c’entrano nulla.
Ieri Guido Bertolaso, ha descritto le case come “assolutamente definitive”, perchè solo così è possibile dare una “certezza del futuro”. Poi il supercommissario incaricato da Berlusconi ha espresso “amarezza” per i “distinguo” sollevati sulla realizzazione delle opere.
Facendo finta di ignorare l’impatto mediatico di ‘un successo’ che è del tutto estraneo all’attività del governo, Bertolaso ha aggiunto: “Qui abbiamo un successo del Sistema Italia, di cui dovremmo tutti essere orgogliosi e invece si sollevano dei distinguo fra chi li ha costruiti e chi li ha finanziati. Sono anni che cerco di spiegare che la Protezione Civile è un organismo complesso, una squadra. Ad Onna avremmo potuto fare tutto da soli, ma proprio perchè Onna, completamente rasa al suolo, è un simbolo di questo terremoto, abbiamo voluto coinvolgere più organismi”.
Il Sistema Italia di cui parla Bertolaso è in realtà rappresentato dall’opera di solidarietà di un ente locale (amministrato dal centro sinistra), perchè ancora nulla si vede delle promesse che il premier ha fatto in più riprese riferendosi alla ‘ricostruzione’ dell’Abruzzo.
Ha detto Giovanazzi Beltrami: “Noi eravamo a Paganica dopo poche ore dal sisma, il nostro atteggiamento non è quello di comandare, ma di essere utili dove è necessario e siamo andati dove ci era richiesto. In 43 giorni abbiamo completato 94 abitazioni, che permetteranno di alloggiare tutti gli abitanti d Onna. Ci sono anche un asilo, mentre la chiesa sarà completata entro un mese”.
Ma l’impegno della Provincia di Trento non si limita alle ‘casette di Onna”. Ha aggiunto, parlando con InviatoSpeciale, l’assessore: “Siamo impegnati in un programma ancora più ampio, nei comuni di San Demetrio e Villa Sant’angelo, dove stiamo ultimando altre 300 abitazioni che daranno un tetto a tutti gli abitanti di quei due centri”.
Tutto questo mentre nelle tendopoli il tempo passa senza senso, giorno dopo giorno, e nulla si sta facendo per ricostruire il tessuto economico delle zone terremotate. Il commercio è in ginocchio “lavorano solo quelli che fanno gli arrosticini per gli sfollati nei campi”, ha detto Alessio Di Giannantonio, di 3e32, una rete di cittadini che cerca di organizzare la società civile per la difesa dei diritti della collettività .
“Nelle tendopoli gli anziani stanno male, ma anche per i giovani non va bene e ci sono stati dei casi di suicidio. Non è chiaro quanti siano gli sfollati, secondo alcune stime 15-18mila, secondo altre anche 40mila. In tanti, per non subire, il freddo sono tornati in case non lesionate in modo irreparabile, ma senza luce o gas o che comunque hanno subito danni seri” ha continuato Di Giannantonio, aggiungendo: “Noi eravamo dei ragazzi che si vedevano al bar, non ci siamo mai occupati di cose particolarmente complesse, poi dopo il sisma abbiamo capito di dover fare qualcosa, che la situazione era seria ed allora abbiamo deciso di impegnarci. La stampa non sempre fa il suo lavoro in modo obiettivo”.
L’informazione anche nel ‘caso Abruzzo’ è omissiva, più propaganda che verità . Giovanazzi Beltrami spiega: “Siamo arrivati subito nella zona colpita, abbiamo impegnato 4mila volontari, abbiamo preparato 10-12mila pasti al giorno. Vigili del fuoco volontari, alpini, gente della Croce rossa, semplici cittadini hanno lavorato senza sosta per giorni. Ed oggi non abbiamo mollato. Stiamo costruendo anche un piano per favorire l’integrazione degli stranieri, abbiamo creato nove posti di lavoro, ci siamo raccordati con la Caritas, l’Arci ed altre dieci associazioni del posto per espletare da Trento le pratiche burocratiche e fornire assistenza legale ai migranti. E pensiamo al futuro, cercando di produrre opportunità di lavoro anche per chi viene da lontano”.
Il lavoro dei trentini, secondo Bertolaso, è un successo del ‘Sistema Italia’, tanto che ieri sera in una celebrazione da regime, durante un programma del servizio pubblico ‘Porta a Porta’ un cittadino ‘medio’ ha capito che il governo ha cominciato a consegnare abitazioni, non che la Provincia di Trento ha consegnato le ‘casette’ che da sola ha progettato e costruito e che è impegnata anche contro la segregazione razziale, sulla quale il centro destra non pare particolarmente attiva.
Non si tratta, allora, di ‘polemiche, come sostiene il supercommissario, ma di rispetto della verità . Che a molti giornalisti ormai sfugge del tutto. E questo apre un capitolo amaro, non solo sulle vicende che riguardano l’Abruzzo. Le informazioni ‘aggiustate’ diventano abitudine, il ‘sorvolare’ sui particolari azione quotidiana. La responsabilità , in questi casi, è unicamente dei reporter, perchè un vecchio detto dice “dai a Cesare quel che è di Cesare” ed oggi il popolo italiano deve esser fiero del lavoro dei cittadini trentini e delle istituzioni che hanno eletto. Per i complimenti a Berlusconi e Bertolaso ci sarà tempo, quando anche loro avranno finalmente realizzato qualche cosa e mantenuto le promesse. Come quella delle crociere per i terremotati di recente memoria o facendo quello che ieri a auspicato massimo D’Alema: “Spero il premier comunichi l’elenco dei terremotati che ha ospitato a casa sua, aveva preso questo nobile impegno”.


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