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Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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L’Italia affonda, ma non si dice

Autore: . Data: mercoledì, 12 agosto 2009Commenti (0)

L’informazione ignora la gravità della crisi, la politica la nasconde e i cittadini pensano di vivere nel Paese dei balocchi.

tre-scimmietteAgosto si consuma rapidamente e settembre si avvicina. La crisi è ormai oltre il limite di guardia: le città non si sono svuotate, gli albergatori offrono pacchetti ‘last minute’ scontati anche del 50 per cento, gli areoporti e le stazioni non sono più affollati come un tempo. Solo a Roma nel mese di luglio e nel primo week end di agosto il 10 per cento in più degli abitanti è rimasto a casa e se l’anno scorso ad andare in ferie erano stati in 476 mila, quest’anno solo 412 mila cittadini romani lo hanno fatto, con un calo di partenze del 15,3 per cento.

Sui giornali però impazza l’informazione da spiaggia. L’armata Brancaleone della politica e le figuranti della televisione sono fotografati al mare (chissà perchè quasi tutti in Sardegna, la nuova Rimini per ricchi e potenti dell’ultim’ora), liti e amorazzi estivi sono analizzati come si dovrebbe fare per un summit internazionale, i telegiornali affrontano l’Anticiclone delle Azzorre con una cura certosina, le truffe sempre più frequenti ai danni dei vacanzieri nazionali e stranieri (una bottiglietta di acqua minerale vendita anche a cinque euro) diventano ‘fenomeni di costume’ e i grandi quotidiani nazionali si occupano del bikini della Gelmini o delle performance sessuali di Clooney.

Intanto succedono cose gravi. La benzina costa di nuovo come più del vino, si scopre che l’Italia (tradendo il dettato costituzionale) è in guerra in Afghanistan, la Lega propone le gabbie salariali e gli inni regionali, gli immigrati sono diventati dei fuorilegge con l’entrata in vigore della nuova legge, il Pil ha perso ancora un punto, raggiungendo il meno 6 per cento, il peggior risultato dal 1980.

Citando l’escort barese Patrizia D’addario, ‘The Times’ ha affermato: “Ha descritto una cultura di sesso in cambio di favori che ha raggiunto i più alti livelli del governo, e in cui altre ospiti delle feste erano ricompensate con contratti tv e lavori in politica”.

La direttrice di un giornale di opposizione, Concita De Gregorio, ha pubblicato: “I nastri delle celebri intercettazioni telefoniche (mai pubblicate) tra signorine poi diventate ministro sono stati sui tavoli delle scrivanie delle redazioni, dei ministeri, degli uffici parlamentari il tempo necessario – poco, ma sufficiente – ad essere letti, fotocopiati, spediti in allegato per e-mail a decine di persone, e da queste decine a centinaia perché ciascuno ha un paio di amici con cui condividere” e poi, dopo aver spiegato di averle lette, ha aggiunto: “Poco importava allora che il fido Ghedini dicesse che non esistevano, poco importa che dica adesso, smentendo se stesso, che sono state distrutte. Non erano “rilevanti penalmente”, certo, ma esistevano eccome e pensandoci col senno di poi avrebbero potuto dare indicazioni certe sulla composizione definitiva del governo. Le protagoniste dei dialoghi siedono tutte in Consiglio dei ministri. Del resto il Presidente è generoso, le ragazze lo sanno e in genere lasciano sul comodino il curriculum”.

La giornalista lascia intendere (forse, dipende dalle interpretazioni) che vi sono state delle ‘trattative particolari’ tra alcune ministri e il presidente del Consiglio. Il 5 luglio del 2008, l’anno scorso, in un articolo firmato da Julio Algañaraz per l’autorevole quotidiano argentino ‘Clarin’ si leggeva: “Si dice che nel vaso di Pandora delle 8.400 intercettazioni telefoniche fatte dalla magistratura di Napoli in un caso di corruzione e che potrebbero finire in un processo penale contro Silvio Berlusconi, ci sono alcune chiamate che non hanno alcuna rilevanza penale, ma che però sono un cocktail esplosivo per il loro forte contenuto erotico a causa di riferimenti al sesso orale, che gli italiani chiamano ‘il pompino’. Fino ad ora queste intercettazioni non sono finite nelle pagine di nessun giornale o rivista, come è consuetudine in questo Paese, né pubblicate da siti Internet, dove germogliano come in primavera pettegolezzi di ogni tipo”. Il giornale continuava: “Secondo la stampa, in un telefonata tra Berlusconi e l’attuale ministro delle ‘Pari opportunità’, Mara Carfagna, di 37 anni, i due si scambiarono parole più che esplicite con allusioni al pompino”.

Crisi, media, governo e cittadini sono diventati elementi tra loro ‘disconnessi’, perchè nessuno rispetta più i ruoli e, sopratutto, la verità. De Gregorio, citando intercettazioni di certo non “penalmente rilevanti”, ma sicuramente importanti, non spiega perchè pur “avendole lette” non le ha mai rese pubbliche. Il governo insiste nel descrivere l’Italia come il Paese delle meraviglie, i tg sono felici di assecondare un quadro idiliaco della situazione, i cittadini poco o nulla sanno di quello che davvero accade e l’opposizione langue in un torpore da pennichella.

L’inchiesta di Bari, che riguarda la sanità e l’ipotesi di trangenti e corruzione che potrebbero aver coinvolto politici di tutti o quasi le forze politiche e imprenditori vari, è stata raccontata prevalentemente per le escort, la cocaina ed i festini a casa Berlusconi, ma l’intreccio tra Palazzo e affaristi (messo in piedi per far soldi facili a spese dei cittadini) è passato in secondo piano. Si rilanciano le foto della signora D’Addario in tribunale con il suo avvocato per un procedimento “nato dalla guerra di querele tra la giovane donna e il suo ex amante”, quelle del giornalista Emilio Fede che scende da un aereo di Stato per una festa a casa del Cavaliere e si indegue persino la schiva Carla Fracci a Forte dei Marmi per scrutarla mentre passeggia sulla spiaggia.

Intanto il Tar del Lazio, con una decisione ovvia, ha stabilito che i docenti di religione cattolica non possono partecipare ”a pieno titolo” agli scrutini e la frequenza al loro insegnamento non può influire sulla determinazione del credito scolastico. Ovvia perchè i protestanti,i buddisti, gli islamici, gli ebrei, gli atei o gli agnostici o comunque tutti i non cattolici sono di fatto discrimininati e la democrazia serve proprio per difendere anche i diritti delle minoranze e non solo quelli delle maggioranze. La sentenza del Tribunale amministrativo ha scatenato un putiferio e il ministro Gelmini, che sta trasformando la gia scassata scuola italiana in un rottame, è arrivata ad annunciare “battaglia”.

In compenso la dura e giusta battaglia degli operai della Innse ha raccolto attenzione ed i 49 dipendenti dell’azienda forse hanno salvato il posto di lavoro, anche se rimangono in diecimila i lavoratori di Alitalia senza speranze per sempre. Oltre alle altre decine di milgiaia di disoccupati, cassintegrati, inoccupati o in nero.

La follia pare abbia del tutto afferrato i media e con loro i cittadini. Il malato ‘terminale’ Italia si avvicina al coma e non un solo titolo a caratteri cubitali informa dell’imminente collasso. L’autunno aprirà una stagione di disagi senza precedenti, le famiglie dovranno affrontare molti mesi di gravissime sofferenze, la dispensa è vuota, il borsellino leggerissimo e chi governa non sa neppure da che parte cominciare per rilanciare non i consumi o la produzione, ma per proteggere chi è ormai espulso dal mondo del lavoro.

‘Papi Silvio’, che aveva gridato al mondo di voler passare le vacanze con i terremotati dell’Abruzzo, è tornato nella villa dei party e per l’occasione pare abbia regalato alla figlia un braccialetto di diamanti da 600mila euro. Intanto una famiglia italiana su 10 deve ricorrere alle badanti perchè l’assistenza sociale non esiste per anziani  malati gravi. Per il Censis sono un milione e mezzo. Tra loro il 71,6 per cento proviene dall’estero. Lavorano in media 35 ore alla settimana (ma in realtà molto di più per chiunque oltre le statistiche abbia esperienza di come vengono impiegate) e guadagnano circa 930 euro netti al mese (quando va bene). La maggioranza (il 58,1 per cento) lavora per una sola famiglia, il 41,9 per più di una. Adesso è impossibile capire quante di loro è una ‘fuorilegge’, ma per regolarizzare la loro posizione saranno necessari 500 euro solo per la pratica, che pochissimi pensionati potranno pagare.

Insomma, il labirinto italiano sembra senza uscita e quel che è peggio nascosto ai cittadini. Da un’informazione indegna del suo ruolo.

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