InviatoSpeciale cerca cittadini e giornalisti
Il giornale sospende le pubblicazioni per il mese di agosto.
Il nostro giornale è in ferie, dopo quasi un anno difficile e di duro lavoro. In questo tempo abbiamo ottenuto buoni risultati, conquistato lettori, cercato di offrire informazioni obiettive e non condizionate.
Ai lati positivi, però, se ne deve aggiungere uno negativo. Il nostro quotidiano è stato fondato per essere scritto ‘insieme’, da giornalisti e cittadini. Il ‘citizen journalism’ è raro in Italia, dove il cosidetto ‘mondo dell’informazione’ vive sempre più chiuso nel suo fortino autoreferenziale e racconta con grande difficoltà il volto vero del Paese.
In tutti i modi abbiamo cercato di stimolarvi a mandarci articoli, a non essere solo spettatori, ma protagonisti. Non molti hanno risposto all’appello e ci siano chiesti perchè. Anche ci siamo domandati come mai chi, pur molto critico con la ‘stampa omissiva’, preferisca proprio quest’ultima per spedire foto, commenti, impressioni, considerazioni varie.
Abbiamo diverse risposte e non lusinghiere. Sempre di più i ‘commissari tecnici’ da bar degli amici aumentano e gli sportivi da televisore crescono, mentre diminuiscono quelli disposti a prendersi la responsabilità di sentirsi parte del presente, artefici del futuro. Per chi, poi, cerca di essere ‘attivo’ il ‘fascino del marchio’ ha grande importanza ed allora tra un commento per InviatoSpeciale e quello per un sito più ‘visibile’ si preferisce il secondo, perchè alla fine quello che conta non è la sostanza delle cose, ma l’apparenza.
Insomma, l’Italia è sempre più un luogo di spettatori, capaci di sopportare di tutto, critici e passivi allo stesso tempo. Ed i giovani facilmente si stancano, dopo una fiammata di entusiasmo si bloccano e tornano in uno stato di attesa infinita, che naturalmente non porta da nessuna parte.
CI capita durante conferenze e lezioni universitarie di incontrare decine di ragazzi che amerebbero fare i giornalisti e vorrebbero leggere altro. A molti di loro abbiamo chiesto di collaborare con noi e loro hanno accolto la nostra proposta, ma dopo qualche decina di articoli hanno mollato. Chi perchè cercava “riconoscimenti”, chi perchè voleva “soldi”.
I ‘soldi’. InviatoSpeciale è nato per offrire una chance a tutti di diventare giornalisti. Perchè questo sia possibile però esistono delle condizioni. Se nello stesso tempo non si sostiene l’editore del giornale, l’associazione ‘The Globalvillagevoice’, non è possibile costuire quel volano politico e finanziario per far vivere il giornale.
Il sostegno che cerchiamo non è finanziario, ovviamente. Noi chiediamo a chi crede nella libertà di informazione di organizzare dibattiti, incontri, conferenze, occasioni nelle quali coinvolgere sempre più cittadini, per costuire una rete di supporter che col proprio impegno possano anche cercare fondi, aiuto, progetti grazie ai quali rendere InviatoSpeciale uno spazio di indipendenza vero, non ricattabile e neppure condizionato.
La nostra strategia è un fatto quasi unico in Italia. Se ‘il meccansmo’ troverà un suo ritmo, per quelle migliaia di giovani che vogliono avvicinarsi al giornalismo senza dover ricorrerre a raccomandazioni, padrini e potentati ci sarà la possibilità di diventare almeno pubblicisti grazie ai ‘soldi’ raccolti per loro e per raccontare una parte della società italiana dimenticata e senza voce. E la valutazione sulle capacità degli aspiranti giornalisti sarebbe espresso dagli stessi lettori, non da un direttore o da un editore, perchè solo l’interesse per gli articoli ricoprirebbe il ruolo di giudice e selezionatore.
Il mondo delle opportunità e del merito, due degli elementi costitutivi della libertà reale, sono alla base del nostro impegno. Speriamo che il nosto messaggio possa rompere, allora, questo clima abulico che sta travolgendo l’Italia e rischia di rendere la vita di tutti noi un incubo, nel quale il Palazzo continuerà ad imporre ai cittadini filastrocche ben lontane dalla verità .
Speriamo, perchè se dovessimo fallire non saremmo solo noi a soffrirne, ma anche tutti coloro che pur avendo una voce non la usano.


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