Grillo: depenalizzare le droghe leggere
Il comico si è occupato di un argomento tabù.
Ha scritto Grillo sul suo blog: “Agosto è il mese degli appelli. Dopo quello per la difesa della Rete dalle querele, oggi il nuovo appello riguarda la depenalizzazione delle droghe leggere. Troppe persone sono arrestate e non tornano più a casa per uno spinello, da Aldo Bianzino a Stefano Frapporti. In molti paesi d’Europa la marijuana è libera. In Italia c’è la libera circolazione delle droghe pesanti e l’arresto di poveri diavoli per un spinello. A Milano i consumatori abituali di cocaina sono stimati in 150.000. Il porto di Gioia Tauro è la porta d’ingresso per ogni tipo di droga in Europa. Per risolvere il problema dell’affollamento delle prigioni è sufficiente depenalizzare la marijuana. Per risolvere il problema di strani suicidi e di infarti improvvisi in cella è sufficiente depenalizzare la marijuana. Chiedo a tutte le forze politiche e ai movimenti che vogliono sostenere questo appello di farsi vivi al più presto”.
Maurizio Gasparri presidente dei senatori del Pdl ed esternatore in servizio permanente effettivo ha subito replicato che quello di Grillo è “cabaret”, per giunta di basso livello: “Grillo, l’unico presunto politico a pagamento, cerca pubblicità per rimpinguare le casse di casa con i biglietti delle sue carnevalate. In Italia non sarà mai resa libera la circolazione di droghe”.
Pierferdiando Casini, anche lui prodigo di commenti ha sostenuto: “Ha ragione Grillo: le carceri scoppiano e le condizioni inumane dei detenuti sono un problema di civiltà , ma la ricetta non può essere quella di gettare la spugna nella lotta contro la droga. Liberalizzare le droghe leggere, come hanno dimostrato le esperienze di altri Paesi europei, porta solo ad un maggior consumo”.
Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è contrarissimo: “Grillo non sa, o fa finta di non sapere che in carcere in Italia finiscono soltanto gli spacciatori di droga, pesante o leggera che sia, e non i semplici consumatori che sono considerati come vittime da curare e recuperare”.
Daniela Santanché, leader del Movimento per l’Italia, critica anche lei la liberalizzazione delle droghe leggere: “La maggior parte dei detenuti sono extracomunitari e quindi l’unico modo per risolvere il problema dell’affollamento non è la depenalizzazione dello spinello, bensì far scontare la pena a questi detenuti nei loro Paesi di origine”.
D’accordo col comico-blogger è il segretario della Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, anche se con una dichiarazione poco comprensibile ha affermato: “Non proibire ma educare: questa è la soluzione che il governo non prende nemmeno in considerazione, perché difende gli interessi delle multinazionali e non certo la salute delle giovani generazioni”.
Intanto mentre i politici italiani insistono nell’affrontare il problema del narcotraffico a colpi di demagogia, il mercato dell’eroina e della cocaina cresce le dichiarazioni di facciata (ancora non si riesce a valutare l’estensione reale di consumo di cocaina tra gli abitanti del Palazzo), negli Stati Uniti il dibattito sulla legalizzazione è aperto, come InviatoSpeciale ha documentato fin dall’aprile scorso. (Leggi)


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