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Università occupate

Autore: . Data: martedì, 7 luglio 2009Commenti (0)

Dopo gli scontri del 19 maggio scorso a Torino in occasione del G8 dell’Università, la procura del capoluogo piemontese ha ordinato 21 arresti.

onda“Hanno usato una violenta paramilitare premeditata”, ha detto Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino. “Hanno usato mazze e picozze. Ci sono prove video e fotografiche inconfutabili”.

Quel che resta dell’Onda ha immediatamente reagito e così ieri in numerose università italiane si sono svolte assemblee, proteste ed occupazioni.

Ieri alcune decine di studenti hanno occupato gli uffici del rettorato dell’Università La Sapienza di Roma, dietro uno striscione con scritto “Onda Perfetta non si condanna, liberi tutti”. I giovano contestavano “gli arresti degli studenti per gli scontri del G8 dell’università a Torino lo scorso maggio”. Un portavoce ha dichiarato: “Chiediamo al rettore Frati di prendere una posizione netta sugli arresti avvenuti questa notte a Torino e nelle altre città del Nord Italia. La sproporzione tra le accuse e la custodia cautelare è evidente. Da qui non ce ne andiamo finché anche l’università La Sapienza non avrà espresso una posizione chiara come è avvenuto negli atenei di Venezia e di Bologna».

Uno degli studenti ha aggiunto: “Si tratta di un’operazione preventiva che è stata effettuata contro le mobilitazioni anti-G8 di questi giorni e contro l’Onda. Vogliamo una presa di posizione da parte dell’università contro questa ignobile azione, altrimenti non lasceremo il rettorato”. Gli studenti hanno steso fuori dalle finestre del primo piano dell’università alcuni striscioni contro gli arresti.

Sempre nella mattinata di ieri una settantina di studenti dell’Onda e di altri Collettivi antagonisti cittadini hanno occupato anche il rettorato a Bologna. L’azione è stata decisa dopo una breve assemblea del Movimento. I ragazzi, si sono fermati nel cortile interno dell’edificio, hanno chiesto un incontro immediato con la prorettrice Paola Monari e dopo circa mezz’ora hanno improvvisato un corteo per le vie della zona universitaria. In circa un centinaio si sono fermati proprio sotto le due torri dove c’erano alcuni mezzi della polizia disposti in modo da fermarne la marcia. I manifestanti hanno scandito slogan ed il faccia a faccia è durato una decina di minuti. Poi gli studenti sono ritornati all’interno della Facoltà di Lettere, seguiti a distanza dalla Digos. I dimostranti sono entrati nell’aula 3 ed indetto un’assemblea pubblica per la serata.

A Pisa una ventina di studenti appartenenti al Movimento ha occupato il rettorato dell’ Università per solidarietà con gli studenti arrestati ed i portavoce hanno detto: “Chiediamo al rettore Marco Pasquali che prenda posizione contro questa deriva di repressione ai danni degli studenti”.

Gli studenti hanno protestato anche a Venezia. «Quello che appare chiaro – hanno scritto in una nota i giovani – è il meccanismo repressivo che mira a colpire il movimento dell’Onda: studenti, ricercatori, donne e uomini del mondo della formazione che in questi mesi hanno dimostrato con i fatti e con le analisi la vitalità di una generazione che molti vorrebbero schiacciata dalla crisi. La spinta dell’Onda è comunque lontana dall’esaurirsi. Nessuna paura del futuro, nessuna nostalgia del passato. Liberi tutti, liberi subito”. Il Rettore dello Iuav di Venezia, Carlo Magnani ha dichiarato di condividere “la preoccupazione per quanto sta accadendo e per l’instaurarsi di un clima che non contribuisce positivamente allo sviluppo di un dibattito sulla necessità di una riforma dell’università”.

L’Onda anomala torinese ha tenuto una conferenza stampa in cui ha annunciato: “Continueremo come sempre, inesorabili, a riprenderci i nostri spazi”. Sollecitando la liberazione di tutti gli arrestati, in gran parte studenti universitari, i giovani hanno organizzato un presidio al Rettorato dell’Università contro l’aumento delle tasse ed hanno sottolineato: “Riteniamo l’operazione compiuta un atto di debolezza del governo che rispetto alle nostre accuse ha risposto con una repressione spettacolarizzata. C’è la volontà di colpire il movimento dell’Onda, ma l’Onda non si fermerà, anzi, l’autunno prossimo scenderà nelle piazze per protestare contro i tagli all’università in modo ancora più partecipato e deciso”.

I rappresentanti dell’Onda anomala torinese hanno poi ricordato che “tutto quello che è stato fatto nelle tre giornate in cui era in corso il summit dell’università è stato condiviso, così pure la decisione di sfondare la zona rossa. Ora la nostra lotta continuerà e chiediamo che ci sia anche da parte delle istituzioni universitarie una presa di posizione che riteniamo doverosa”. Nella conferenza stampa è intervenuto anche un esponente del network antagonista torinese che ha sottolineato “per quanto ci riguarda questa inchiesta è scontata, e la prevedibilità dell’operazione non ci ha colto di sorpresa. Riteniamo che quanto è accaduto questa mattina potesse essere fatto anche nei giorni scorsi ma si è trattato di un’operazione ad orologeria per creare un clima che dia il giusto peso alle mobilitazioni dei prossimi giorni. Se questa era una forma di intimidazione non è servirà a fermare la nostra partecipazione alle iniziative in programma nei prossimi giorni”.

Anche il rettorato dell’università della Federico II di Napoli, al corso Umberto I è stato occupato da una quarantina di militanti del movimento Onda.

Nuova protesta degli studenti dell’Onda all’Università di palermo. Dopo un’assemblea cittadina che si è svolta nel pomeriggio alla facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, i giovani hanno deciso di occupare le facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze politiche. Protestano contro il «gravissimo attacco che l’intero movimento universitario ha subito con gli arresti e le perquisizioni di cui si è resa protagonista la Procura di Torino»

Gli studenti cagliaritani di ‘Unicamente L’Onda’ si sono riuniti in assemblea permanente nella facoltà di Scienze della formazione ed hanno espresso “piena solidarietà” agli arrestati. Per i giovani l’operazione della procura di Torino è un “palese tentativo di intimidire la società tutta in vista delle probabili contestazioni in occasione del G8 de L’Aquila. Le perquisizioni e gli ordini di cattura – si legge in una nota dell’Onda – hanno come unico intento annichilire un movimento capace di riversare nelle piazze centinaia di migliaia di studenti uniti nella lotta per una istruzione libera e pubblica”.

Nel pomeriggio di ieri anche a Milano alcune decine di studenti hanno protestato contro gli arresti. I manifestanti hanno affisso due striscioni alla balconata del corridoio del Rettorato: “Liberi tutti liberi subito” e “Università libere e ribelli, l’Onda non si arresta”.

Subito dopo hanno dato vita a un corteo interno fino a irrompere nella presidenza di Lettere e Filosofia per chiedere al preside di prendere una posizione “riguardo a un fatto così grave. Riteniamo responsabili di questo anche le autorità universitarie, che hanno deciso di organizzare un vertice come quello tenuto a maggio, antidemocratico e chiuso”.

La protesta degli studenti dell’Onda ha riguardato anche la conferenza strategica sul futuro di Genova: una trentina di ragazzi si sono ritrovati con striscioni e bandiere prima in piazza De Ferrari per un presidio contro gli arresto e poi sono entrati nel convegno ripetendo lo slogan “Rettore prendi posizione o con noi o con la repressione”.

“Siamo qui per chiedere una presa di posizione contro un gesto intimidatorio volto a bloccare la protesta di chi si batte contro la precarietà e a favore della scuola pubblica” hanno detto gli studenti. Il rettore dell’ateneo genovese, Giacomo Deferrari, ha risposto esprimendo solidarietà: “Pur non conoscendo a fondo i fatti, in linea generale sono contrario al fatto che studenti che manifestano vengano arrestati. Cose come queste nel nostro Paese succedono ormai troppo spesso”. Solidarietà anche da parte del sindaco di Genova Marta Vincenzi: “Questi temi hanno a che fare con la democrazia – ha detto -; si può non essere d’accordo con queste forme di lotta però non si può essere insensibili alla tematica”.

Gli arresti sono stati al centro di una conferenza stampa improvvisata a Padova dagli esponenti del ‘Pedro’, che hanno espresso dure critiche all’operato della procura di Torino. Il leader di quel centro sociale è, infatti, uno degli arrestati. Durante l’iniziativa, Luca Casarini ha sottolineato con parole innammissibili che “chiunque ci sia dietro pagherà molto caro quello che sta succedendo. Pagheranno molto caro quello che stanno facendo ai nostri compagni”. L’antagonista per eccellenza lo scorso anno aveva pubblicato un libro per la Mondadori, casa editrice di proprietà del presidente del Consiglio Berlusconi.

L’uso disinvolto di forme verbali violente non è in nessun caso accettabile, anche perchè l’origine del movimento dell’Onda Anomala è stata rigorosamente non violenta. Casarini ha aggiunto che si tratta di “arresti preventivi di stampo fascista. È un’operazione politica fatta prima del G8 e dopo il vertice si smonterà”. Per l’esponente di una delle aree del movimento No Global “dietro” quanto accaduto “c’è la mano dei servizi segreti italiani: non siamo disposti ad accettare questo tipo di imposizioni e di vergogne nazionali”.

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