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Un altare a lutto

Autore: barbera. Data: lunedì, 6 luglio 2009Commenti (0)

In segno di protesta contro la nuove legge sulla sicurezza che discrimina gli stranieri.

luttoUn drappo nero ha coperto l’altare in segno di lutto ieri, durante la messa, nella parrocchia della comunità di base delle Piagge a Firenze, “Oggi – ha scritto don Alessandro Santoro, parroco delle Piagge – celebriamo il funerale della democrazia e dei principi costituzionali con il cuore triste e indignato. Oggi per noi è una domenica di lutto e per questo un drappo nero ha coperto l’altare durante la messa ed ora resterà appeso alla porta della nostra comunità. Come cristiani e credenti in Dio – ha continuato il parroco – non dobbiamo e non possiamo obbedire a questa legge oltraggiosa e orribile e con fermezza dobbiamo gridare insieme il nostro no a questa barbarie anticostituzionale e implorare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a non firmare questa legge. Continueremo a tenere aperte le porte a tutti ‘i poveri cristi’ – ha concluso don Santoro – e chiediamo al nostro vescovo, monsignor Giuseppe Betori, di poter prendere posizione rispetto a questa legge offensiva e farsi portavoce dell’indignazione della nostra comunità cristiana”.

Giovanni Donzelli, consigliere comunale a Firenze e dirigente nazionale del Pdl ha commentato la decisione di don Santoro con parole inaccettabili: “Aspetto che la sinistra fiorentina pronta ad attaccare la Chiesa per le presunte intromissioni della curia contro la cittadinanza a Beppino Englaro, sia altrettanto solerte nel condannare don Alessandro Santoro e la sceneggiata della messa a lutto contro il decreto sicurezza. Don Santoro – ha continuato Donzelli – non è nuovo a queste smanie di protagonismo politico. Se ama così tanto la politica, scenda dall’altare, si candidi alle elezioni e raccolga i voti come facciamo tutti noi. Don Santoro ha celebrato in Chiesa il funerale della democrazia contro un governo democraticamente eletto. Dopo di che, da buon politico, ha inviato un comunicato stampa. Sfruttare la propria posizione di guida spirituale per istigare a non rispettare le leggi è poco leale e rispettoso anche dei fedeli”.

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