Tentativo di censura al Tg3
Questa volta ci prova Giorgio Merlo del Pd dopo un servizio sul Papa del quale non codivideva i contenuti.
A testimoniare l’insofferenza trasversale della poltica verso quel che resta dell’informazione italiana, c’è l’ultima ‘esternazione’ del vice presidente della Vigilanza Rai, Giorgio Merlo, del Partito democratico.
Ha detto il parlamentare: “Conosciamo da tempo la correttezza, l’equilibrio e il senso di responsabilità che caratterizzano il Tg3 e, in particolare, del suo attuale direttore Di Bella. Stupiscono, al riguardo, le parole contenute nel servizio andato in onda ieri sera (domenica, ndr) alla edizione delle 19 del Tg3 dove, parlando delle vacanze del Pontefice, si è detto testualmente: “domani il Papa va in vacanza e ci saranno anche due gatti… che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un pò di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare ancora le sue parole”.
La critica, inammissibile, è stata nascosta tra parole di elogio e velate minacce. Infatti ha aggiunto Merlo: “Ora, senza interferire minimamente nell’autonomia editoriale del giornale e senza alcuna polemica di natura confessionale, è singolare ed inconsueto che una testata importante come il Tg3 scivoli in questa anacronistica, e volgare, deriva anticlericale. Un errore o un costume? Non mi pare, al riguardo, che un servizio del genere rientri tra i canoni che presiedono ad un corretto uso del servizio pubblico”.
Il direttore del Tg3, Antonio Di Bella, ha subito risposto: “La linea editoriale del Tg3 è stata sempre caratterizzata da grande attenzione e rispetto per il magistero della Chiesa e la figura del Pontefice. E mi sento di ribadire tale impegno di fronte alla cortese ma ferma polemica dell’onorevole Merlo”.
Di Bella ha ggiunto: “Un passaggio del servizio di ieri sulle vacanze del Papa può avere indotto l’onorevole Merlo o altri a ritenere che tale rispetto sia venuto a mancare. Così non è. Anche per questo, subito dopo il giornale di ieri sera, prima ancora di qualsiasi polemica, ho richiamato formalmente il vaticanista. Il collega mi ha assicurato che non era sua intenzione ironizzare, o peggio irridere il Pontefice, come d’altronde non ha mai fatto in passato. Mi sento quindi di ribadire l’impegno del Tg3 a una rinnovata attenzione per le questioni vaticane a al massimo rispetto per la figura del Santo Padre, come d’altronde testimoniato dalla copertura impeccabile di tutte le sue ultime iniziative, in particolare – ha concluso Di Bella – l’incontro con il presidente Obama cui il Tg3 ha dedicato la rilevanza che meritava”.
L’idea che non si possa criticare o ironizzare sulle questioni che riguardano il Pontefice o il Vaticano lascia perplessi e nello stesso tempo altrettanto grave è la replica del direttore, che si giustifica, sostenendo di aver “richiamato formalmente” il vaticanista solo perchè il giornalista aveva espresso il proprio pensiero.
La ‘sovranità limitata’ delle stampa italiana nei confronti del Vaticano si è infine materializzata con una “cordiale” telefonata tra Antonio Di Bella e il portavoce della Sala Stampa Vaticana, Padre Lombardi, nella quale il direttore ha probabilmente assicurato che mai più nessuno si permetterà di prendersi delle ‘libertà ’.


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