Onu contro Israele
L’incivile muro che circonda la Cisgiordania al centro delle critiche dell’Ohchr.
È una severa denuncia quella che l’Ufficio dell’Alto Commissario dell’Onu per i Diritti Umani (Ohchr) ha lanciato ieri nei confronti di Israele, accusato di ignorare il parere della Corte Internazionale di Giustizia (Cig) sull’illegalità della barriera di separazione in Cisgiordania, in quanto in gran parte costruita in territorio palestinese, e di esasperare le difficoltà di vita della popolazione palestinese a causa della barriera.
Malgrado il parere negativo espresso nel 2004 dalla Corte, ha affermato l’Ohchr, Israele ha proseguito imperterrito la costruzione della barriera: per alcuni tratti formata da un muro di cemento alto otto metri e in altri da una rete elettrica di 3-5 metri di altezza, da sbarramenti, sistemi elettronici, zone cuscinetto, strade militari.
Cinque anni dopo la decisione della Cig, il 60 per cento della barriera, la cui lunghezza complessiva sarà di 709 km, è stato completato. Solo il 14 per cento del tracciato della barriera si trova in territorio israeliano o sulla linea verde, il vecchio confine armistiziale antecedente il conflitto del 1967.
L’86 per cento è invece in territorio palestinese. A lavori ultimati, secondo fonti dell’Onu, Gerusalemme est sarà completamente separata dalla Cisgiordania, 125 mila palestinesi si troveranno circondati su tre lati e 10-35 mila vivranno in enclave e per spostarsi avranno bisogno di permessi israeliani.
“La vita umana è così ridotta a un pezzo di carta”, hanno affermato fonti dell’Onu, aggiungendo che “è questo il senso della barriera”. Sul versante occidentale del muro (quello che guarda a Israele) si troveranno 414 mila coloni israeliani (inclusi quelli di Gerusalemme est), pari al 90 per cento della popolazione totale stimata di coloni.
La barriera, ha affermato l’Ohchr, “è solo un elemento di un più ampio sistema di restrizioni alla libertà di movimento imposte dalle autorità israeliane ai palestinesi residenti in Cisgiordania”. A Israele l’Ohchr ha chiesto di demolire la parte di barriera già costruita, di indennizzare i palestinesi che da questa sono stati danneggiati e di porre fine alle restrizioni imposte alla popolazione palestinese, i cui riflessi negativi si estendono anche all’istruzione, alla sanità , ai rapporti familiari.


Lascia un commento