Lo spettacolo italiano in lotta
Dura protesta contro i tagli imposti dal governo Berlusconi.
Registi ed attori italiani sono scesi in piazza ieri a Roma per protestare contro i tagli ai finanziamenti statali al settore dello spettacolo varati dal governo Berlusconi. Alcuni hanno anche lanciato l’idea di boicottare il Festival del Cinema di Venezia.
L’esecutivo ha tagliato il cosiddetto Fus (Fondo unico per lo spettacolo, che finanzia opere cinematografiche, teatrali, di musica e danza) di 130 milioni di euro quest’anno, riducendolo a quota 380 milioni.
Con in mano palloncini neri, alcune centinaia di persone, tra cui molti volti noti del cinema nostrano, da Nanni Moretti a Carlo Verdone, hanno manifestato davanti al Parlamento, nel pomeriggio, chiedendo al governo di ripensarci.
“Un Paese che non ama la cultura è un Paese che non ama chi fa cultura”, ha detto il regista Mario Monicelli, tra i dimostranti. L’ex sindaco di Roma ed ex numero uno del Pd Walter Veltroni ha ricordato che l’industria dello spettacolo dà lavoro a 200.000 persone in Italia. “Se chiude, è come se chiudesse la Fiat”, ha commentato.
Alcuni hanno minacciato di boicottare il Festival del Cinema di Venezia, che quest’anno si tiene dal 2 al 12 settembre, ma non vi è stato consenso unanime su un passo così drastico.
Durante la manifestazione numerosi fischi e qualche applauso hanno accolto gli interventi dei parlamentari Pdl Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci. “Mi fischiavano perchè non sono conforme”, ha commentato Barbareschi che dal palco aveva sostenuto la necessità di “fare sciopero ad oltranza, non lamentele”, ignorando che la sua parte politica è arrivata a proporre l’astensione dal lavoro ‘virtuale’.
“Accetto i fischi ma volevo dirvi che non tutti sono sordi alle esigenze della cultura e dello spettacolo”, ha detto più tardi Gabriella Carlucci che era stata accolta da una lunga serie di “buuh”. Fischiato, perchè si era espresso contro il boicottaggio di Venezia, anche il presidente dell’Agis Alberto Francesconi: “il dissenso è indice di intelligenza – ha commentato Francesconi – ma non sono d’accordo nel boicottare Venezia. Danneggeremo solo il nostro cinema. Quella per il reintegro al fondo unico per lo spettacolo (Fus), è una battaglia non politica ma di civiltà ”.


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