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La lunga giornata del circolo ‘Zelig’ del Pd

Autore: . Data: martedì, 14 luglio 2009Commenti (0)

La minacciata candidatura di Grillo ha messo in fibrillazione un partito ormai sull’orlo di una crisi di nervi.
partitodemocratico1Un congresso senza programmi, candiddati alla segreteria che competono tra loro a suon di campagne promozionali, la politica scomparsa dall’agenda ed adesso il comico genovese che vuol fare il Capo. La credibilità del partito è sottozero, ma le vere cause di questo disastro sembrano sfuggire all’apparato.

Ieri la giornata è cominciata presto, con una dichiarazione di Grillo a ‘La Stampa’: “Devo solo decidere in quale sezione iscrivermi, perchè in quanto alle firme, posso portarne diecimila tra nuovi iscritti e iscritti che già si riconoscono nei miei programmi. Ho deciso sabato, per dare un senso a dieci anni di lavoro, per tornare a parlare di politica, per dare una mano ai giovani. Mi è venuto il magone a vedere come questi fossili hanno segato la povera Debora Serracchiani: aveva appena detto che condivide le cose che dico”.

Il comico, con la sua abituale logica disarticolata, ha insistito proponendo un programma: “Una legge di iniziativa popolare contro il nucleare appena riproposto, energie rinnovabili, acqua pubblica, welfare, mobilità ecocompatibile, wi fi gratuito, no agli inceneritori, il massimo di due legislature per parlamentari e il ‘Parlamento pulito’ grazie alle leggi di iniziativa popolare già presentate di cui non si è saputo più nulla. Faremo tutto nel rispetto della Costituzione”.

Anche la sua macchna elettorale sarebbe in moto e si riunirà il 25 luglio a Milano con gli eletti delle liste civiche. Sicuro di se stesso, Grillo si sente una specie di ‘salvatore’ della sinistra: “Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il vuoto. Un vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. È una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali” e ancora: “In generale, questo è un bad Pd, come ci sono le bad company, vedi Alitalia. Noi vogliamo cambiare, creare un good Pd, a partire dai vertici”. Infine un colpo a Veltroni: “E’ stato per il Pd come il meteorite per i dinosauri”.

Piero Fassino, è intervenuto immediatamente, replicando durante un forum di ‘Repubblica tv’. “Il partito non è un taxi, dove si paga la corsa e si scende, ma è una cosa seria. Al partito ci si iscrive in quanto nel partito ci si riconosce. Grillo in tutti questi anni ha manifestato sempre una ostilità, condita da attacchi violenti e volgari”. Dimenticando che le iscrizioni ai partiti politici dovrebbero essere, libere l’ex segretario dei Ds ha insistito: “Non c’è alcuna ragione per pensare che Grillo possa essere candidato alla segreteria del Pd”, tanto da voler sottolineare che “nessuno è preoccupato” perchè “il partito è una cosa seria ed ha delle regole”.

Fassino, senza giri di parole ha concluso: “Grillo non è iscritto e non si riconosce nel Pd. Se Grillo vuol fare politica metta in piedi un partito e si presenti alle elezioni. Perchè deve strumentalmente provare a salire sull’autobus del Pd?”.

Gli ha fatto rapidemente eco Giovanna Melandri, però scegliendo come termine di paragone un diverso mezzo di trasporto:”A Grillo vorrei dire che il Pd non è un tram su cui si può salire all’occorrenza. Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non può candidarsi a guidarlo. Credo – ha concluso – che prima dei colpi di scena, chi sceglie di impegnarsi in politica debba avere rispetto per migliaia di cittadini che, a diverso titolo, si sono impegnati per costruire il Pd e che, rispettandolo, ci credono veramente”.

Dal fronte radicale è intervenuta Emma Bonino: “Io ancora non ho capito bene se le regole di questo Statuto del Pd, che ogni giorno di più risulta più pasticciato, consentono o no la candidatura di Beppe Grillo. Se lo consentono il dibattito deve essere politico, non esistono ‘vade retro Satana’, si deve discutere di quello che propone. Grillo è abituato a lanciare anatemi e a fare monologhi, ma non è mai stato disponibile a dialoghi o confronti. Se poi parliamo del programma che Grillo ha enunciato io trovo che ci siano delle sciocchezze”.

Verso mezzogiorno io comico genovese ha comunicato: “Mi sono iscritto al Pd questa mattina ad Arzachena”. Quindi ha commentato la situazione del partito: “E’ un vaso comunicante, travasiamo un pò di cittadini dentro la politica” e “riempiamo un vuoto che dura da vent’anni. Un vuoto di finta opposizione, di comitati d’affari, di ‘fassini’, di ‘dalemini’, di gente inesistente che sta lì e non si capisce perchè e cosa hanno fatto”.

Grillo ha specificato di volere “un partito serio, che sia di destra o di sinistra non mi interessa”, come se il fatto fosse irrilevate. Per il comico adesso il Pd “è il partito del Parlamento pulito, il partito del conflitto di interesse, delle concessioni televisive” e deve deve diventare “il partito delle cinque stelle e parlare di acqua pubblica e non privata”.

La demagogia sembra essere il collante che tiene in piedi queste prime fasi precongressuali del comatoso partito demoratico e Grillo si è impegnato ad aggiungerne ancora. Parlando del gruppo dirigente dei Democratici ha detto: “Non hanno detto niente sull’energia nucleare, non hanno detto niente sull’acqua che viene privatizzata dalle società quotate in borsa. Non si parla di neregie rinnovabili, di edifici passivi, di wi-fi libero e gratuito. Loro sopravvivono perchè sono chiusi dentro il loro loft con le sovvenzioni statali. C’è bisogno di far entrare aria fresca. Sono al buio e ammuffiti, si sente odore di naftalina. Dicono cose che non hanno senso ed esilaranti”. Poi ha concluso: “Ripeto, mi sono iscritto questa mattina ad Arzachena. Ho fatto la domanda sia on line che fisicamente, ho dato i 16 euro di quota. Poi se troveranno che il 3° comma, del quarto paragrafo bis … ne pagheranno le conseguenze”.

Mentre si suppone fioccassero telefonate tra il piccolo comune sardo e la direzione del Pd, ha parlato il paladino dei diritti civili e candidato alla segreteria, Ignazio Marino:: “Non conosco personalmente Beppe Grillo, ma credo che in un Pd che sia un partito aperto, qualunque persona può con serietà prendere la tessera, raccogliere firme, scrivere un programma non su facce o correnti, ma sulle idee e se ha serie intenzioni di dare un contributo chiaro al dibattito sull’identità del partito, non può essere escluso a priori”. Il senatore, tuttavia, ha rapidamente imparato il manuale italiano sull’uso ‘variabile’ delle libertà ed allora ha specificato: “Ci sono delle regole e chi si presenta deve rispettarle. Poi c’è un segretario che, con i suoi organismi, deve decidere se la candidatura è legittima o meno”, saapendo bene che ai piani alti non permetteranno mai al comico di mettere piede nel Pd.

Ed infatti è arrivata con celerità una precisazione di Andrea Filippeddu, coordinatore cittadino del partito ad Arzachena: “Il signor Grillo non è iscritto al partito, ha semplicemente compilato il modulo di adesione, che andrà valutato dal Coordinamento provinciale”. Il responsable locale del Pd ha raccontato che in mattinana era stato chiamato in piazza Risorgimento, di fronte al Municipio del Comune di Arzachena, da una cittadina sua amica, su richiesta del comico genovese, in vacanza in Costa Smeralda e presentatosi ad Arzachena poco dopo mezzogiorno.

“Ho incontrato il signor Grillo in piazza perchè ero fuori dall’ufficio, abbiamo parlato per oltre un’ora della necessità di rinnovamento che c’è nell’opposizione e della sicurezza che gli avrebbero impugnato la sua iscrizione”, ha continuato Filippeddu, che ha anche confermato che Grillo gli aveva consegnato 16 euro per la tessera.

Ma per il comico ‘pagante’ nessuna speranza: “Ci dispiace ma non possiamo accettare la richiesta di iscrizione del signor Beppe Grillo, il regolamento parla chiaro: o ci si iscrive nel circolo del comune o della provincia di residenza, in questo caso la tessera viene consegnata subito, oppure online, con questa procedura, dopo verifica da parte degli organi superiori, la tessera viene inviata a casa”, ha puntualizzato Salvatore Masia, della segreteria provinciale del Pd per Olbia-Tempio. “Il signor Grillo – ha concluso il dirigente – non risiede nella provincia gallurese o nel comune di Arzachena, quindi non può essere accolta l’iscrizione”.

Sembraba che tutto fosse risolto, niente iscrizione niente candidatura. Invece Mario Adinolfi, altro candidato alla segreteria nazionale del Pd e membro della direzione nazionale, chiedendo al comico di cospargersi il capo di cenere ha aperto uno spiraglio: “A termini dello statuto, lo dico a ragion veduta essendo uno dei cento che l’ha materialmente scritto, Beppe Grillo non potrebbe candidarsi. Dia prova, però, di serietà e accettazione delle regole, chiedendo una deroga motivata alla direzione nazionale del Pd. Io voterò per concedergliela”.

Adinolfi ha spiegato: “Grillo afferma di aver letto tutte le regole del Partito democratico, ma non deve averlo fatto con attenzione. All’articolo 9 comma 3 lo statuto del Pd dice che ‘possono essere candidati e sottoscrivere le candidature alla carica di segretario nazionale e di componente dell’assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni’. Quella data è il 26 giugno e Grillo dice di essersi iscritto oggi, dunque fuori termine statutario. Anche le firme che Grillo dovesse raccogliere devono essere di iscritti già iscritti al Pd il 26 giugno. Ma sono stato io a chiedere, due ore dopo l’annuncio dell’intenzione del mio collega blogger di candidarsi alla segreteria del Pd, di non appellarsi a cavilli burocratici per impedirne la presenza nella nostra competizione. Confermo la richiesta”. Adinolfi ha concluso: “Dunque Grillo dimostri serietà, presenti una richiesta di deroga motivata alla direzione nazionale del Pd, che potrebbe riunirsi rapidamente per varare una modifica del regolamento congressuale dopo averlo ascoltato. Venga a dirci Grillo perchè si candida. Avrà il mio sostegno per poterlo fare, comunque. Questa è una competizione con delle regole e, come abbiamo fatto noi altri quattro candidati, anche lui deve veramente leggerle e accettarle”.

Con Grillo neppure Ignazo Marino deve conoscere lo statuto, perchè chiamando a raccolta le sue truppe, nel resentare la sua candidatura aveva detto il 4 luglio, ovvero ben oltre il 26 giugno di cui arla Adinolfi: “Facciamoci vedere. Facciamo sentire quanto è forte la nostra voglia di cambiare. Entro l’11 luglio iscriviamoci tutti al Pd. E tra una settimana, se saremo in tanti, il fiume seguirà un nuovo corso. Di speranza e fiducia”. Anche il senatore rischia di rimanere senza sostenitori?

Intanto anche un altro comico è sceso in campo a fianco di Grillo, Maurizio Crozza: “Grillo è l’unico in italia ha delle idee- ha detto – magari la sinistra c’avesse le sue idee, ma c’avesse Grillo. Io non so se la sua è una provocazione ma se si candida davvero, io lo voto. La sinistra è stata troppo a menarsela con le lotte intestine, con le faide da veltroniani e dalemiani. Grillo è l’unico che propone idee e soluzioni concrete. Mentre in questo Paese siamo terribilmente indietro, ancora a parlare di nucleare. Speriamo sia vero che si candida. Certo per la sinistra come l’abbiamo vista finora sarà una bella gatta da pelare”.

Nel frattempo l’apparato del partito metteva il suo punto fermo nella discussione.  Maurizio Migliavacca, responsabile Organizzazione del Partito democratico, era perentorio: “Le regole per iscriversi al Partito democratico sono chiare e precise. Mi sembra molto difficile che la richiesta di iscrizione al partito di Beppe Grillo contenga i presupposti e abbia i requisiti necessari per il rilascio della tessera del Pd”.

A quel punto è cominciata la sequela delle dichiarazioni. Il senatore Enzo Bianco ha affermato: “La candidatura di Beppe Grillo suscita in me un sentimento di riflessione un pò amara. Abbiamo scelto di fare un percorso molto coraggioso poichè far scegliere il leader del nostro partito ai cittadini italiani è un bell’esempio di democrazia ma non certo semplice. Grillo segue la sua strada, quella di cercare e di attirare attenzioni su di sè e sulle sue provocazioni, alcune delle quali sacrosante, altre che non rispondono a nessuna logica. Lo pregherei, dunque, di rispettare la nostra strada, il nostro percorso. Credo che la democrazia abbia bisogno di un Pd che sappia scegliere seguendo la strada maestra il suo leader. Grillo faccia altre cose che sono utili anche per noi…”.

Stefano Ceccanti, altro senatore ha insistito: “Secondo lo statuto del Pd, la domanda di iscrizione di Grillo non sarebbe accettabile. Sono esclusi dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politicì. Dato che i partiti politici sono quelle realtà associative che si presentano alle elezioni e dato che in più casi Grillo è stato promotore di liste in concorrenza con il Pd se ne ricava che l’iscrizione dovrebbe essere rifiutata. Nelle primarie 2007 furono legittimamente rifiutate le candidature di Di Pietro e Pannella che erano espressione di altri partiti alleati del Pd. Sarebbe illogico – conclude Ceccanti – accettare Grillo che non è neanche un alleato”.

Paolo Nerozzi, della sinistra del Pd ha sottolineato: “Iscriversi a un partito non è una provocazione politica ma un atto consapevole. Continuo a pensare che ci si iscriva ad un partito perchè se ne condividono le idee, i valori, i progetti. Perchè si intende offrire il proprio impegno, serio e consapevole, per la realizzazione di programmi e di riforme che migliorino la vita dei cittadini e promuovano lo sviluppo del Paese, mentre Ermete Realacci, che guida la corrente ambientalista, ha detto “La scelta coraggiosa del Partito democratico di far scegliere il proprio segretario ai suoi elettori non può essere trasformata in un cabaret. Beppe Grillo, che fino a ieri ha vomitato improperi contro il Pd e ha promosso, peraltro senza grande successo, liste di diverso segno, ha oggi la stessa credibilità a dirigere il Pd che avrei io come difensore dell’abusivismo edilizio. Se invece cambierà idea e penserà di condividere il nostro progetto, per il futuro chissà…”.

Fin qui la cronaca. Semplici le considerazioni possibili. Nel tramonto della serietà un comico con alcune idee confuse e generiche si ipotizza segretario di un partito con altrettante idee confuse e generiche. La discussione si sposta sul vesante burocratito e si dibatte se Grillo potrà o meno iscriversi al Pd. Mentre nessuni lancia l’unico grido d’allame credibile: “Ma come si è potuti arrivare a questo punto?”

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