Il tracollo italiano
Napolitano ha chiesto un clima più civile nei rapporti tra le forze poltiche. Il problema è chiedersi dove sia la civiltà .
Ha detto il presidente della Repubblica: “Potrei dire con una battuta che, in geneÂrale, dopo le tregue o riprendono i combattiÂmenti o si cerca la pace. Nel caso della nostra vicenda politica, nessuno può pensare che ci sia la pace come rinuncia alle rispettive posiÂzioni: siamo in un Paese che ha pienezza di vita e di dialettica democratica, c’è il goverÂno che fa la sua parte, con l’opposizione che fa la sua. Penso però che si potrebbe costruiÂre, e che sarebbe tempo di cominciare a farÂlo, non una impossibile pace, ma almeno un clima più civile, corretto e costruttivo nei rapporti tra governo e opposizione”.
Prima dell’inizio del G8, sempre Napolitano, aveva chiesto una tragua in occasione del summit internazionale dell’Aquila. Quasi gli ultimi anni non fossero mai passati, il Primo cittadino tende a pensare che la forma sia diventata sostanza e che le ‘buone maniere’ possano risolvere un problema che va ben oltre il galateo.
La crisi ha spazzato via decine di migliaia di posti di lavoro, reso povere moltissime famiglie italiane. Il governo e le forze del centro destra, coadiuvate da settori dell’opposizione, hanno nutrito il Paese di razzismo e xenofobia, i diritti civili sono stati attaccati a fondo con leggi criticate da gran parte della comunità internazionale. Il Parlamento è diventato un ratificatore di leggi approvate a colpi di fiducia, la stampa è in gran parte controllata e quando fa il suo mestiere di informare viene ‘calorosamente’ sollecitata a disinteressarsi di scandali e malversazioni.
Una oligarchia di poche decine di migliaia di persone vive grazie alla politica esercitando un potere quasi assoluto, mettendo piedi e mani in quasi qualunque cosa accada o debba accadere in Italia. Nessun provvedimento serio è stato preso per limitare la corruzione, il peso della criminalità organizzata, le ricadute del collasso dell’economia sui ceti meno abbienti.
Per i giovani non esistono prospettive al di là di contratti di lavoro fasulli, detti temporanei, che in nessun altro posto civile sarebbero ammessi, lo stato sociale non c’è, incorporato da un sistema che divora con le tasse ed offre una scuola devastata, una sanità a volte pericolosa, nessuno scudo protettivo per i senza lavoro. Gli anziani debbono ricorrere, quando possono permetterselo, all’assistenza di ‘badanti’ (pagate per lo più in nero, tanto che oggi si pensa ad una ‘sanatoria) arrivate dall’estero, perchè i servizi sociali sono inesistenti.
Molti monopolisti fanno cartello e neppure l’antitrust riesce a smatellare queste associazioni occulte, che decidono prezzi e tariffe indipendentemente dai reali valori di mercato. Dalle città ai piccoli comuni le multe automobilistiche, le gabelle più fantasiose servono a garantire altri privilegi, senza restituire ai cittadini strade pulite o senza buche, parchi pubblici degni di questo nome, trasporti rapidi o servizi efficienti.
In occasione del G8, a fronte di una colossale quanto propagandistica iniziativa mediatica, un summit che non ha affrontato in modo credibile neppure uno dei nodi che stanno strozzando il pianeta, ha fatto esplodere un imbarazzante sciovinismo nazionalista. Le analisi sugli insuccessi del vertice erano nascoste nei giornali tra la montagna di articoli clebrativi di una grandeur nazionale alla quale crede solo chi non ha mai passato il confine e visto, anche solo per caso, una stazione autriaca, un treno francese, un autobus tedesco, un ospedale svizzero.
In uno scenario come questo, la sensibilità dei cittadini, i sentimenti, la percezione della morale elementare, i comportamenti collettivi sono affetti da un male oscuro.
L’Italia appare popolata da inetti, maleducati, arroganti e rozzi individui senza troppe idee, ma con un tasso indicibile di cinismo nel sangue.
Napolitano ha parlato di ‘civiltà ’, ma dov’è la civiltà in questo Paese?
Un senatore di una certa importanza, del Pd, Nicola Latorre ha subito commentato: “La saggezza del presidente Napolitano interpreta un sentimento diffuso nella società italiana” condividendo la necessità di “abbandonare ogni arrogante prepotenza nel confronto politico».
Il parlamentare dell’opposizione, che forse grazie a macchina di servizio, voli gratuiti, lauto stipendio, benefit multipli incontra ormai troppo pochi cittadini ‘reali’ ha aggiunto “La riforma dei regolamenti parlamentari deve stare dentro le riforme costituzionali e le riforme istituzionali. Se vengono segnali positivi in tal senso credo che si possa calendarizzare insieme alcune questioni, come la riforma dei Regolamenti pèer la quale c’è una proposta del Pd”.
Per Latorre c’è stato già un primo, concreto risultato dell’appello di Napolitano alla “tregua”. “Il frutto delle sagge parole del presidente della Repubblica – ha spiegato – ha aiutato a spostare la discussione sul ddl intercettazioni a dopo l’estate. Se ci sarà reciprocità di ascolto, si potrà raggiungere un clima positivo. Non dimentichiamo che sulle intercettazioni si era già raggiunta un’intesa nella precedente legislatura. Io credo che la maggioranza debba dare alcune risposte positive”.
Al seatore interessano i regolamenti parlamentari ed ha ragione, si rallegra perchè il disegno di legge sulle intercettazioni è stato spostato all’autunno. Il ‘lodo Alfano’, le leggi sulla ‘sicurezza’, i tagli alla scuola pubblica ed alla sanità , il reato orribile di ‘clandestinità ’, le ronde, la scedatura dei senza tetto, la deportazione dei migranti per Latorre non sono temi importanti, quello che è già successo non importa.
Più sincero il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che ha mostrato il carattere della maggioranza senza nessuna censura: “Il presidente della Repubblica Napolitano conferma il suo ruolo da garante delle istituzioni. Ma sembra che i suoi appelli siano del tutto inascoltati da una sinistra menefreghista. Potremmo citare il solito Di Pietro e le pagine intere di menzogne su un giornale inglese. Potremmo pensare a D’Alema e alle scosse annunciate prima e durante il G8. Per finire, gli attacchi quotidiani a Berlusconi che trionfa nel mondo e non viene scalfito da una sinistra ottusa, faziosa e sconfitta. Questa è purtroppo la verità in cui è caduta l’opposizione, che neanche le sagge parole di Napolitano può cancellare”.
Gasparri non si è nascosto dietro il bon ton, con schiettezza ha offeso chi non la pensa come lui e pronunciato un discorso demagogico. Come sempre.
Ma Di PIetro cosa avrebbe detto di così terribile? Il leader dell’Idv ha dichiarato: “Mi dispiace, signor presidente della Repubblica, Napolitano, ma noi dell’Italia dei Valori sentiamo il dovere di declinare il suo nuovo appello dopo la tregua per il G8, ora serve, nell’interesse del Paese, un clima più civile, corretto e costruttivo tra Governo ed opposizione. Non so cosa ci trovi Lei, ma noi -ha continuato – non ci troviamo nulla di ‘civile, corretto e costruttivo’ in questi comportamenti del Governo e della sua maggioranza parlamentare e per questa ragione continueremo a fare opposizione senza sconto alcuno, dentro e fuori del Parlamento”.
L’ex Pm di ‘Mani pulite’, riferendosi ad una indiscrezione pubblicata ieri da ‘la Repubblica’ e smentita da palazzo Chigi, secondo la quale sarebbe in arrivo, per chi riporta soldi in Italia, una sanatoria per falso in bilancio e bancarotta, ha definito l’operazione “riciclaggio di Stato”.
Per di Pietro si tratta di “una nuova legge porcata, ammantata anche questa volta da un velo di umanità (come avvenne in occasione dell’indulto, formalmente per sovraffollamento delle carceri, in verità per evitarlo ai soliti noti). Ora la nuova porcata viene giustificata con la necessità di trovare i fondi per la ricostruzione dell’Abruzzo. Ci riferiamo – ha spiegato il leader dell’Idv – alla bozza di un emendamento che il solito deputato-sherpa avrebbe dovuto presentare (se quelli di Repubblica non se ne fossero accorti e non l’avessero denunciato in tempo) in coda al decreto anti-crisi attualmente in discussione in Parlamento. L’emendamento (nella sua attuale bozza, che esiste davvero, che proviene dagli uffici del ministero dell’Economia e di cui ‘la Repubblica’ ha copia) prevede una sanatoria con esclusione di punibilità per coloro che, avendo denaro all’estero, provvedono a farlo rientrare in Italia acquistando titoli di Stato (Bot e Cct). La norma a prima vista -ha concluso – potrebbe trarre in inganno per il suo dichiarato ‘buon fine’, ma se solo si riflette un istante ci si può subito rendere conto che ci troviamo, semplicemente e terribilmente, di fronte ad un ennesimo riciclaggio di Stato. Già , perchè l’unico denaro depositato all’estero che finora non poteva e non può essere fatto rientrare in Italia è quello di provenienza illecita, giacchè tutti coloro che hanno acquisito o depositato legalmente utili all’estero possono tranquillamente farli rientrare in Italia”.
La palude italiana sembra impossibile da bonificare, perchè appaiono davvero pochi i cittadini che riescono a rendersi conto della gravità della situazione. Forse anche a Napolitano la vita nel Palazzo ha offuscato la vista. L’appello alla ‘civiltà ’ fatto dal presidente arebbe avuto un senso se fosse stato rivolto agli italiani, affinchè facciano uno sforzo per ricordarsi il significato vero della parola e riprendano a comportarsi di conseguenza, tornando a saper scegliere una classe dirigente degna di quel nome.


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