Il Pd nella bufera delle tessere
Il congresso della trasparenza sembra essere più opaco che mai.
“Se si applicasse davvero il codice etico del partito, molti signori delle tessere dovrebbero essere messi già fuori dalla porta. Questi ‘signori’, schierati trasversalmente a sostegno di tutte le candidature, possono avere nomi e cognomi chiari, non sono certamente ufo calati sulla terra, ma deputati o amministratori a vari livelli istituzionali di questo partito. Seguendo la mappa dei circoli dei quartieri e anche dei comuni nei quali in questi giorni il tesseramento è esploso, non dovrebbe essere difficile capire chi sta facendo cosa”.
Lo ha dichiarato Enzo Foschi, consigliere regionale del Pd del Lazio. “Il Pd, lo ha ammesso anche Veltroni facendo autocritica, ha fallito la sua missione innovativa, perchè i suoi dirigenti non hanno avuto coraggio. O comunque – ha proseguito Foschi – perchè molti parlavano di innovazione salvo dimenticarsene al momento delle scelte. Chiunque vinca il congresso, se questa vecchia cultura basata sul clientelismo più spicciolo non sarà estirpata, non potrà mai fare nulla di concreto. I candidati caccino dalle loro liste – ha chiesto Foschi -, se ne hanno il coraggio e non vogliano apparire ipocriti, tutti coloro che pensano che un congresso significhi ridurre un partito ad un supermercato in cui chi ha più soldi vince”.
“Le commissioni di garanzia serie – ha concluso il consigliere regionale – dovrebbero già da ora dichiarare irregolari tutti quei circoli dove la crescita del tesseramento è stata abnorme. Se ciò non si verificherà il Pd, comunque vada, avrà perso la sua scommessa, e tanti perderanno il motivo ideale della loro adesione”.


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