Il governo fa un regalo ai miliardari
Lo scudo fiscale premia chi possiede patrimoni all’estero, anche se si tratta di fondi non trasparenti.
Arriva lo scudo fiscale: è in un emendamento al dl anticrisi presentato in commissione Bilancio e Finanze alla Camera a firma dei relatori. Il testo messo a punto dal governo prevede l’istituzione di un’imposta straordinaria con un’aliquota al 5 per cento da applicare sulle attività ”finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate a partire dal 15 ottobre 2009 e fino al 15 aprile 2010”.
Le reazioni dell’opposizione sono state durissime.
“Alla casta con lo scudo fiscale si permette di far entrare proventi illegali mentre alle persone normali si impedisce di arrivare a fine mese, come avviene per questi precari della scuola” ha detto Antonio Di Pietro, leader dell’Idv. “Siamo di fronte – ha sottolineato Di Pietro – a un’Italia a due velocità che non guarda al lavoro e alle imprese. Lo scudo fiscale serve a una piccola casta piduista, a far rientrare i capitali della famiglia Agnelli, di Berlusconi e della famiglia Marcegaglia”.
“L’approvazione dello scudo fiscale è l’ennesimo favore che il Governo fa a favore dei ricchi ladri, e sono tanti. L’ennesimo condono per gli evasori, l’ennesima presa in giro per i lavoratori e pensionati obbligati a pagare fino all’ultimo euro di tasse” ha.affermato il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero. “Uno schifo – ha aggiunto- e una vergogna, soprattutto in questo periodo di crisi in cui i lazzaroni di sempre sono premiati ancora una volta dal Governo. Propongo di abolire il sostituto d’imposta per i lavoratori e i pensionati, in modo da garantire anche a loro la possibilità di evadere allegramente il fisco”.
“Dopo aver dichiarato solennemente la fine dei condoni, ne ricomincia una stagione con l’esito inevitabile di un maggior carico fiscale su chi fa il suo dovere” ha dichiarato Pier Luigi Bersani, commentando l’emendamento sullo scudo fiscale presentato al decreto legge anticrisi. “Benchè ci siano evidenti passi indietro rispetto alle prime intenzioni del governo – ha detto Bersani – la scelta dello scudo fiscale rimane indigeribile per tre motivi: lo sconto è impressionante e incomprensibile per chi le tasse le paga; non si capisce come garantire la certezza del periodo fiscale in esame e resta quindi ambiguo se si paghi il 5 per cento o ancora meno; non c’è traccia alcuna di misure concrete tese a ripristinare la fedeltà fiscale”.
“Tremonti perde il pelo, ma non il vizio e solo dopo un anno di governo tradisce le sue stesse promesse di non presentare più condoni” ha sostenuto la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti. Commentando il contenuto dell’emendamento del governo al decreto legge anticrisi all’esame della Camera, la parlamentare ha spiegato: “Si tratta di un condono a tutti gli effetti e vi potrà aderire non solo chi ha portato illecitamente denaro all’estero, ma anche chi ha commesso reati di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, ricettazione e riciclaggio. È una norma scandalosa, un affronto per tutti gli italiani che pagano regolarmente le tasse. Per non parlare del fatto che il testo sembra scordare che in Italia esiste la criminalità organizzata”. “La norma del governo, per come è scritta, sembra infatti non contenere alcuna garanzia per impedire che mafiosi e camorristi possano beneficiarne. Non sembrano esservi – ha ribadito – efficaci strumenti di controllo per scongiurare il rientro dei capitali e dei proventi della criminalità organizza. Questo scudo fiscale – conclude – per come è stato impostato è una norma di inciviltà ”.


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