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Divieto di acool per i giovani a Milano

Autore: . Data: lunedì, 20 luglio 2009Commenti (0)

La propaganda del centro destra continua. Il ‘proibizionismo’ da propinare ai giornali evita di affrontare il declino della città.

proibizionismoNel capoluogo lombardo i giovani sotto i sedici anni non potranno più acquistare né consumare alcolici in strada o nei locali: se trasgrediranno i genitori saranno sanzionati con una multa di 450 euro, così come i commercianti che violeranno la disposizione. Il Comune di Milano è il primo in Italia a colpire non soltanto gli esercenti per la vendita e la somministrazione, ma anche i minori di sedici anni per il consumo e la detenzione di alcolici.

Ha detto il sindaco Il sindaco di Milano, a proposito dell’ordinanza: “Il dovere delle istituzioni è di stare al fianco delle famiglie. Per i figli l’esempio della famiglia è fondamentale. Si comincia da lì per far capire ai giovani cosa è positivo per loro e cosa non lo è”.

Per Letizia Moratti il provvedimento “non è punitivo. L’obiettivo è lanciare un messaggio ai giovani e alle famiglie. Ai primi vogliamo ricordare che l’alcool fa male e che l’abuso porta a conseguenze negative. Alle famiglie, invece, che le istituzioni non le lasciano sole nell’educazione dei propri figli”. L’ex ministro ha sottolineato che “l’ordinanza nasce per rispondere a un’emergenza”, dimostrata dal fatto che “a Milano il 34 per cento degli undicenni ha già avuto problemi con l’alcool”.

In ua recente indagine gli specialisti dell’Istituto Mario Negri avavano dato a Milano il primato di consumo di cocaina. Nel capoluogo lombardo si consumano 9,1 dosi al giorno per mille abitanti, contro le 6,9 di Londra e le 6,1 registrate a Lugano. La cocaina, insomma, corre a fiumi mentre per quanto riguarda il consumo di cannabis Londra e Lugano superano di gran lunga Milano. Mentre a Londra si registra il consumo di 61 dosi al giorno di “fumo” ogni 1000 abitanti, nel capoluogo lombardo siamo a quota 24. Lugano è a metà strada, a quota 53. Stessa tendenza per altri generi di stupefacenti: la capitale del Regno Unito è ampiamente in testa nel consumo di ecstasy e anfetamine (Milano seconda) e in quello di eroina. Se ne sono accorti i mercanti di droga che gestiscono il traffico dai paesi dell´Est, che stanno inondando la Lombardia e soprattutto il suo capoluogo di polvere bianca.

In una situazione così grave la demagogia del centro destra ha ancora una volta prevalso, imponendo una misura facilmente aggirabile, perchè non è difficile procurarsi birra o superalcoolici nei supermercati, senza invece analizzare le cause che hanno portato ‘il modello milanese’ a diventare leader nel consumo di cocaina.

La relazione tra due fenomeni è evidente, perchè i consumi giovanili sono indotti dagli standard generali. Una città nel quale il consumo di una droga pericolosissima come la cocaina dovrebbe portare ad un ripensamento profondo sugli stili di vita, piuttosto che ingannare l’opinione pubblica con misure inefficaci.

Riccardo Gatti, il direttore del Dipartimento dipendenze dell´Asl di Milano ha dichiarato: “Milano è diventato un grande mercato della droga, la si trova ovunque e purtroppo è diventata un bene di consumo accessibile a tutti”.

Per l’alcool, poi,  a Milano almeno 80mila persone si ubriacano una volta al mese. Molti lo fanno il sabato sera, ma per parecchi il rito serale degli happy hour diventa un pretesto per bere. Dagli studi condotti dagli esperti dell´Asl emerge che almeno il 17 per cento della popolazione di Milano, pari a 55mila persone, ha problemi di alcolismo.

Pronto a seguire le mimetizzazioni del sindaco il presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi ha apprezzato l’iniziativa sostenendo che “è una idea eccellente, una ottima iniziativa, spero che venga ripresa da tutte le amministrazioni”.

Il premier, al centro di scandali sui quali non sono state mai date risposte convincenti, ha aggiunto: “Sono estremamente preoccupato per l’uso sconsiderato che i giovani fanno dell’alcol, e infatti da tempo avevo in mente di agire per mettere rimedio ad una grave emergenza. Per questo, ben vengano altre ordinanze da parte di sindaci di tutta Italia, avranno tutto il mio appoggio”.

Se l’esempio rimane il più efficace dei sistemi educativi ci sarebbe da riflettere. Di certo altri comuni seguiranno l’esempio di Milano, ma di certo il consumo non diminuirà, aprendo una nuova moda trasgressiva: la birra fuorilegge. Sui perchè è inutile interrogarsi, non portano voti.

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